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Acqua, mercoledì 30 settembre stop ai serbatoi di 11 Comuni: 72mila residenti a rischio disagi

Dalle 8 del 30 settembre Molise Acque sospenderà il flusso per lavori urgenti sulla condotta del Molisano Centrale. Il ripristino è previsto in tarda serata, ma tempi ed effetti dipenderanno dalle riserve disponibili. A Guglionesi, ancora scossa dal caso dell’acqua gialla, cinquanta utenti hanno già aderito alla richiesta di indennizzo per il precedente disservizio

Non è detto che l’acqua manchi ovunque e per l’intera giornata, ma il rischio di disagi riguarda una parte consistente del Basso Molise. Mercoledì 30 settembre Molise Acque sospenderà dalle ore 8 il flusso idrico in arrivo ai serbatoi di undici Comuni, nei quali vivono complessivamente quasi 72mila persone.

Lo stop è necessario, secondo quanto comunicato dall’azienda regionale, per eseguire lavori «urgenti e indifferibili» sulla condotta dello schema acquedottistico Molisano Centrale, nel tratto compreso tra il nodo 68B e il nodo 43. Il ripristino del flusso è previsto nella tarda serata dello stesso giorno.

I centri interessati sono Termoli, Campomarino, Larino, Montenero di Bisaccia, Guglionesi, San Martino in Pensilis, Petacciato, Portocannone, Ururi, San Giacomo degli Schiavoni e Guardialfiera.

Sommando la popolazione residente negli undici Comuni si arriva a 71.924 abitanti, secondo i dati Istat stimati al primo gennaio 2026. La sospensione coinvolge dunque uno dei territori più popolosi della regione, comprendendo Termoli e numerosi centri della costa e dell’entroterra basso-molisano.

La comunicazione di Molise Acque riguarda però il flusso in ingresso nei serbatoi, non l’interruzione immediata dell’erogazione nelle case. L’acqua potrebbe quindi cominciare a mancare in momenti diversi oppure, dove le scorte risulteranno sufficienti a coprire i consumi, potrebbe non interrompersi affatto.

Molto dipenderà dal livello delle riserve, dalla pressione, dalla conformazione delle reti e dalla quantità d’acqua utilizzata durante la giornata. Anche il ritorno alla normalità potrebbe non essere simultaneo in tutti i centri dopo la riapertura del flusso.

Il rischio di disagio resta comunque rilevante. La stagione turistica si è ormai conclusa e le presenze sulla costa sono diminuite, ma la fine di settembre continua a essere caratterizzata da un clima che mantiene elevata la necessità di approvvigionamento idrico. Famiglie, attività commerciali, strutture sanitarie e servizi pubblici dovranno fare i conti con una giornata di possibile riduzione o sospensione dell’acqua.

Il precedente dell’acqua gialla

Il nuovo intervento arriva a poche settimane dal caso dell’acqua gialla che ha interessato soprattutto Guglionesi e Montenero di Bisaccia. Le prime segnalazioni erano giunte il 9 settembre a Guglionesi e il giorno successivo anche da Montenero, dove dai rubinetti usciva acqua dalla colorazione anomala.

Le analisi dell’Arpa avevano poi riscontrato parametri non conformi, con valori di manganese oltre i limiti e la presenza di batteri, facendo scattare i divieti di utilizzo potabile nei due Comuni. A Montenero era stata messa a disposizione un’autobotte, mentre a Guglionesi i cittadini avevano potuto rifornirsi presso alcune fontanine comunali.

Tra le possibili cause era stata indicata la riattivazione, avvenuta il 28 agosto, del potabilizzatore del Liscione e la conseguente miscelazione con l’acqua proveniente dal Molisano Centrale. Un collegamento ipotizzato dai tecnici, ma non accertato in modo definitivo.

I successivi controlli avevano rilevato il ritorno alla conformità dei valori di manganese, colore e conducibilità. Le analisi microbiologiche del 15 settembre avevano inoltre registrato l’assenza di batteri coliformi ed Escherichia coli nei campioni esaminati a Montenero, consentendo la revoca del divieto.

Per Guglionesi non si era trattato neppure del primo episodio dell’anno: già tra il 4 e il 12 marzo l’acqua non era stata considerata adatta al consumo diretto, con la chiusura di due fontanelle e l’invito a utilizzare acqua imbottigliata oppure bollita fino all’esito delle controanalisi.

Cinquanta adesioni alla richiesta di indennizzo

È in questo clima di crescente esasperazione che a Guglionesi è stata avviata da Antonio Di Pasquale un’iniziativa collettiva per chiedere a Grim di verificare il diritto degli utenti all’indennizzo automatico previsto dallo standard S2 per il disservizio verificatosi tra il 10 e il 15 settembre.

In appena due giorni sono state raccolte cinquanta adesioni. La richiesta riguarda esclusivamente il precedente episodio e non l’interruzione programmata per mercoledì 30 settembre. Spetterà al gestore accertare, per ogni utenza, la presenza dei requisiti e l’importo eventualmente dovuto.

Il sistema degli indennizzi per il servizio idrico prevede una somma base di 30 euro, che può crescere in rapporto all’entità del superamento dello standard fino a raggiungere i 90 euro. L’Arera indica inoltre in 24 ore la durata massima della singola sospensione programmata.

Di Pasquale propone un calcolo ipotetico: se mille utenze avessero diritto all’importo massimo, gli indennizzi raggiungerebbero complessivamente i 90mila euro. Non si tratta di una somma già riconosciuta, ma di una proiezione subordinata alle verifiche di Grim.

Intanto il nuovo fermo del 30 settembre riporta in primo piano la fragilità del sistema idrico basso-molisano. Le riserve dei serbatoi potrebbero evitare l’interruzione in alcune zone o ritardarla, ma per undici Comuni si prepara comunque una giornata nella quale sarà necessario fare i conti con l’incertezza dell’erogazione.