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Polizia locale in servizio di notte, riunione per il terzo turno. I sindacati frenano: “Mancano uomini, risorse e regole”

Tutti gli impedimenti al terzo turno della Municipale sono stati elencati in una riunione in Municipio dove i sindacati hanno espresso forti dubbi sulla reale fattibilità della proposta caldeggiata dalla politica.

Si è concluso con un rinvio alla prossima settimana, probabilmente già lunedì, il confronto che si è svolto ieri a Palazzo San Giorgio sul possibile istituto del terzo turno della Polizia locale di Campobasso, la proposta avanzata dal centrodestra – e sposata anche dal centrosinistra e dalla stessa sindaca Marialuisa Forte – per rafforzare il presidio notturno delle strade cittadine.

Al tavolo hanno preso parte il segretario generale del Comune, Anna Maria Guglielmi, il comandante della Polizia locale Luigi Vella, la RSU del Comune e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto: Ettore Cibelli (CSA), Carlo Rosati (CISL) e Antonio Bonanno (UIL).

L’incontro è servito soprattutto a fare il punto sulle condizioni organizzative del Corpo e, secondo quanto emerso dal confronto, il quadro attuale renderebbe molto difficile l’attivazione di un servizio notturno stabile.

Il nodo principale riguarda il personale. Gli agenti in servizio sono circa quaranta, un organico che già oggi fatica a garantire i due turni ordinari, mattina e pomeriggio. Per ogni fascia oraria sono impiegate circa dodici unità, tra pattuglie esterne e personale negli uffici. L’età media è di circa 50 anni e anche questo va considerato, senza contare che introdurre un terzo turno significherebbe inevitabilmente sottrarre uomini ai servizi diurni. Una ipotesi caldeggiata dall’assessore alla Polizia locale, Lello Bucci, che ritiene “non impossibile” la riorganizzazione degli agenti già in servizio.

Tra quest’anno e l’anno prossimo sono previste delle assunzioni, ma sono poche e non andranno a mutare granché il quadro.

Al discorso personale si aggiungono altre criticità organizzative: una decina di agenti usufruisce dei permessi previsti dalla legge 104, pertanto ha più giorni di ferie e permessi retribuiti di cui usufruire, mentre circa la metà dell’organico è composta da personale femminile che dovrebbe andare in strada, di notte, a monitorare il territorio e a contrastare reati e crimini di varia natura senza avere, ma questo neppure gli uomini, una specifica formazione e un tipo di addestramento militare più proprio di carabinieri e polizia.

Nel corso della riunione la RSU ha presentato un prospetto sulle risorse disponibili, dal quale emergerebbe una carenza di personale già nella gestione ordinaria. Per questo, secondo le sigle sindacali, parlare oggi di pattugliamento notturno sarebbe irrealistico.

C’è poi il tema dell’orario di lavoro. Chi presta servizio di notte ha diritto, per contratto, a undici ore consecutive di riposo, circostanza che impedisce il rientro in servizio la mattina successiva e rende necessario riorganizzare completamente i turni. Una regolamentazione specifica, hanno evidenziato i sindacati, al momento non esiste.

La posizione delle organizzazioni sindacali è chiara: nessuna chiusura pregiudiziale, ma la necessità di tutelare i lavoratori e di evitare soluzioni che, nelle condizioni attuali, rischierebbero di compromettere i servizi già garantiti.

Durante il confronto è stato ribadito anche un altro aspetto: la Polizia locale può svolgere un’importante funzione di supporto alle attività di ordine e sicurezza pubblica, ma non può sostituirsi alle forze di polizia dello Stato. Gli agenti municipali non dispongono, ad esempio, delle stesse dotazioni operative di Polizia di Stato e Carabinieri, né di strutture come camere di sicurezza per la gestione dei fermati.

Da qui la considerazione condivisa da più parti: se l’obiettivo è aumentare la presenza di uomini in strada nelle ore notturne, il pressing dovrebbe essere rivolto soprattutto al Ministero dell’Interno per ottenere un rafforzamento degli organici delle forze dell’ordine.

Comune e sindacati si sono lasciati con l’impegno di aggiornarsi nei prossimi giorni per proseguire il confronto e valutare eventuali soluzioni organizzative.