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Violenza sessuale di gruppo su minori: denunciati in due. Intanto in città è stretta sui negozi etnici

Proseguono senza sosta le indagini dei carabinieri sulla presunta violenza sessuale ai danni di due ragazze di 13 e 14 anni. Nel frattempo c’è un controllo maggiore sui negozi etnici della città: il questore ha fatto chiudere Maria Kebab in via Nobile: “Non era autorizzato ed era ritrovo di pregiudicati”

Sono due – e non tre come scritto in un articolo precedente – i ragazzi denunciati dal carabinieri per la presunta violenza sessuale ai danni di due minorenni di Campobasso: a identificarli sono stati i carabinieri della stazione di via Mazzini ancora al lavoro sul caso che ha profondamente scosso la città.

Sono stranieri, non si sa se minori come le vittime delle molestie subite nei pressi del supermercato MD di via Gazzani dove le adolescenti sarebbero arrivate in compagnia dei loro aggressori. Nessuna costrizione dal luogo del primo contatto: potrebbero averle seguite o, questa l’ipotesi più accreditata anche tra gli investigatori, sono giunti in compagnia perché si conoscevano. Una volta appartati, sarebbero cominciati i palpeggiamenti e le molestie a sfondo sessuale, tutti atti che, in assenza di esplicito consenso, rientrano nella fattispecie della violenza sessuale. Ed è proprio questa, infatti, l’accusa dalla quale dovranno difendersi i presunti aggressori conosciuti in via Nobile, vicino alla kebabberia chiusa ieri da Questore di Campobasso.

Ufficialmente non c’è alcuna correlazione tra il provvedimento che ha messo i sigilli a “Maria kebab” e il caso di cronaca. La tempistica, però, è sospetta. Come lo è la stessa attività su strada che, pur essendo aperta da tre anni e presente su Delivero per le consegne a domicilio, non avrebbe mai avuto autorizzazioni per poter lavorare.

Maria Kebab

Come è stato possibile? E’ la domanda che tutti si pongono.

Il Questore Farinacci ha ordinato la chiusura immediata dell’attività perché, secondo l’autorità, l’attività veniva esercitata senza la necessaria autorizzazione e, contemporaneamente, ricorrevano anche le condizioni di particolare pericolosità previste dall’art. 100 TULPS.

Significa che oltre ad essere abusiva, Maria Kebab è anche legata a situazioni considerate problematiche per ordine e sicurezza pubblica. Che quel negozio sia ritrovo di ragazzi (stranieri e non) è sotto gli occhi di tutti da molto prima della cessazione tanto che la stessa Questura spiega che “negli ultimi mesi sono stati effettuati numerosi interventi da parte della Polizia di Stato e delle altre forze dell’ordine”.

Dalle verifiche è emerso che nell’attività c’erano “soggetti con precedenti di polizia, facendo così emergere che il locale era abituale ritrovo di persone pregiudicate. Inoltre – spiegano ancora da via Tiberio -, sulla base dei controlli di competenza effettuati dal personale della Squadra Amministrativa della Questura, è stato appurato che l’esercizio commerciale, gestito da un cittadino extracomunitario, era privo delle necessarie autorizzazioni amministrative. Pertanto, in base alla normativa di settore, oltre all’immediata cessazione dell’attività, al titolare è stata comminata anche un’ingente sanzione amministrativa.

Di fatto l’attività è stata ritenuta non autorizzata e pertanto chiusa almeno fino a quando non si metterà in regola. Il Questore, però, è andato oltre e ha ritenuto che fossero presenti anche le condizioni dell’art. 100, cioè una situazione collegata a ordine pubblico, sicurezza pubblica o altre circostanze indicate dalla norma.

sigilli maria kebab