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L’offensiva di Vannacci su Fratelli d’Italia e gli addii molisani col copione in mano. Per Di Sandro è “solo strategia”

In una settimana una serie di dirigenti locali ha lasciato Fratelli d’Italia per Futuro Nazionale. Per il coordinatore regionale Filoteo Di Sandro gli attacchi al partito fanno parte di una precisa strategia politica. “FdI resta forte e coeso, nessuna fuga di figure di primo piano”. Per Lepore invece i vannacciani che attaccano FdI favoriscono la sinistra

Da una settimana esatta, in Molise, chi lascia Fratelli d’Italia per aderire a Futuro Nazionale, il movimento politico guidato da Roberto Vannacci, segue uno schema ben preciso: critica il partito di Giorgia Meloni ed elogia l’ex consigliera regionale Aida Romagnuolo.

Dopo la decisione di quest’ultima di entrare nel movimento dell’eurodeputato eletto con la Lega, sono infatti seguiti diversi altri abbandoni. Tutti accompagnati da dichiarazioni polemiche nei confronti di Fratelli d’Italia e da attestati di pieno sostegno alla Romagnuolo, con la quale i nuovi dirigenti vannacciani si sono fatti fotografare.

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Un cambio di passo evidente rispetto a quanto accaduto fino a metà giugno. I comunicati con cui venivano annunciati la nascita dei circoli territoriali e la nomina di Mauro Moffa a delegato regionale erano infatti improntati a uno stile sobrio e istituzionale.
Successivamente, però, qualcosa è cambiato. È stata adottata una strategia comunicativa ben precisa: al Nord gli attacchi sono rivolti soprattutto alla Lega, mentre al Sud il bersaglio privilegiato è Fratelli d’Italia. Del resto, chi punta a crescere sul piano elettorale cerca consenso proprio nell’elettorato delle forze politiche più vicine.

Tra i primi a sottolineare questa impostazione è stato il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, Filoteo Di Sandro, che ha parlato di una “strategia pubblicitaria”.

Di Sandro e Meloni
Una campagna che, secondo la lettura di FdI, guarda già alle elezioni politiche del 2027, appuntamento ormai tutt’altro che lontano per chi punta a ritagliarsi uno spazio in Parlamento.
In questo contesto, Aida Romagnuolo ha motivato il suo addio a Fratelli d’Italia sostenendo che “il partito ha progressivamente privilegiato una rappresentanza sempre più ristretta, allontanandosi da quel confronto costante con il territorio”. Sulla stessa linea anche Anacleto Monti, segretario del circolo cittadino di Termoli di Futuro Nazionale, che ha parlato di una “emorragia” e di un “fuggi fuggi generale da FdI”.
Successivamente è arrivato il caso di Venafro, dove l’avvocato Antonio Caranci ha definito Fratelli d’Italia un “partito ombra”. Infine, da Larino sono partite nuove critiche nei confronti dei parlamentari molisani e dei consiglieri regionali del partito, accusati di non aver fatto nulla per il territorio “se non apparire alla festa di San Pardo o alla sfilata dei carri allegorici”.

Costanzo della porta Giorgia Meloni Elisabetta lancellotta

“Ognuno è libero di fare le proprie scelte – ha replicato l’ex assessore regionale e coordinatore di Fratelli d’Italia, Filoteo Di Sandro – ma, a guardare bene, non stiamo parlando di fuoriuscite di figure particolarmente significative. Non ci sono consiglieri o assessori regionali, né rappresentanti dei principali comuni come Campobasso, Termoli o Isernia. Fratelli d’Italia è un partito forte, unito e coeso. È fisiologico che, di fronte a una novità politica, qualcuno decida di intraprendere un’altra strada, ma a conti fatti parliamo di una decina di persone, probabilmente alla ricerca di ruoli che finora non hanno ottenuto. Noi non siamo preoccupati da queste fughe: i principali riferimenti sul territorio e nelle istituzioni restano con Fratelli d’Italia”.

Donzelli, Di Sandro

Ha notato una strategia di fondo negli addii dell’ultima settimana da Fdi anche Pierluigi Lepore (Coordinamento cittadino FdI di Larino) che scrive: “È davvero singolare che i neo esponenti di Futuro Nazionale, formazione politica che si definisce indubbiamente di destra, attacchi sistematicamente Fratelli d’Italia, che della destra è la massima espressione, con consensi addirittura cresciuti rispetto al clamoroso risultato che l’ha collocata alla guida del governo nazionale, rischiando così di diventare lo strumento più immediato per fare vincere la sinistra, che i vannacciani dicono di voler combattere.
Il circolo di Fratelli d’Italia di Larino gode di ottima salute, con una direzione qualificata che si è arricchita di nuove personalità di rilievo. Le defezioni, tanto decantate a mezzo stampa, sono del tutto episodiche e estremamente limitate nei numeri, nonché autoreferenziali nel definirsi importanti. Presto saranno assunte significative iniziative nel solco di quanto già fatto negli scorsi mesi, che proietteranno ancora Fd’I di Larino al centro della scena politica regionale”.