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Ricerche disperso nel Trigno, finanziata la bonifica di eventuali ordigni alla foce
foto d'archivio

La Protezione civile del Molise mette a disposizione le risorse richieste dalla Prefettura per verificare e mettere in sicurezza l’area del crollo. Solo dopo sarà possibile procedere con le operazioni nel fiume

Arriva un passaggio atteso da mesi per sbloccare le operazioni nell’area del ponte crollato sul Trigno e consentire di proseguire le ricerche di Domenico Racanati, il 53enne pugliese disperso dal 2 aprile. La Protezione civile della Regione Molise, su richiesta della Prefettura, si è resa disponibile a finanziare la bonifica del tratto di fiume interessato dal crollo, necessaria per accertare l’eventuale presenza di ordigni bellici e permettere successivamente di operare in sicurezza.

Ad annunciarlo è il presidente della Regione Francesco Roberti. Per questa attività sono stati messi a disposizione 35mila euro. La bonifica rappresenta il presupposto per poter intervenire in un’area che, a oltre quattro mesi dal crollo, resta particolarmente complessa anche perché sottoposta a sequestro nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Larino.

Il problema della possibile presenza di residuati bellici era emerso durante gli approfondimenti tecnici effettuati dopo la tragedia. Proprio questo rischio ha finora impedito di procedere con operazioni invasive sul fondo del fiume e quindi di verificare le zone interessate dalle macerie del viadotto. Soltanto dopo la bonifica e la messa in sicurezza sarà possibile stabilire tempi e modalità delle successive operazioni, comprese quelle necessarie a proseguire le ricerche del disperso.

Racanati viaggiava sulla Statale 16 la sera del 2 aprile scorso, quando una parte del ponte tra Montenero di Bisaccia e San Salvo cedette durante l’ondata di maltempo. La sua automobile precipitò insieme alla struttura. Nei giorni successivi furono recuperate parti della vettura, mentre dell’uomo non è stata ancora trovata traccia. Le ricerche hanno interessato a lungo il corso del Trigno e anche il tratto di mare alla foce, senza però arrivare al ritrovamento.

“È un passaggio necessario per poter procedere con le operazioni nell’area e dare seguito alle ricerche del corpo di Domenico Racanati”, ha scritto Roberti su Facebook. “Come Regione il primo pensiero resta per Domenico e per la sua famiglia. Nell’ambito delle attività volte a superare le criticità causate dal crollo del ponte, la Protezione Civile regionale resta a disposizione per ogni collaborazione affinché questa attesa possa trovare una risposta”.

Il finanziamento non significa dunque che il dragaggio possa partire immediatamente: prima dovranno essere effettuate le verifiche e l’eventuale bonifica dagli ordigni, nel rispetto delle procedure previste e tenendo conto del sequestro giudiziario dell’area. Si tratta però di uno dei passaggi indispensabili per superare lo stallo che ha impedito finora di intervenire sul tratto più delicato del fiume.

La messa in sicurezza dell’area è importante anche sul secondo fronte aperto dalla tragedia, quello della ricostruzione del collegamento tra Molise e Abruzzo. Il ponte resta infatti interrotto dal 2 aprile, con pesanti ripercussioni sulla viabilità e sulle attività economiche dei due territori. “La bonifica – sottolinea Roberti – permetterà inoltre di compiere un passo avanti verso il ripristino del collegamento tra Molise e Abruzzo, importante per le comunità e per le attività economiche dei due territori”.