I 90 mln per la sanità ci sono, ma solo sulla carta. “Arriveranno” rassicura Cefaratti, scettiche le opposizioni
Duro botta e risposta tra le opposizioni e l’assessore con delega al Bilancio dopo che sono venuti fuori i rilievi fatti dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, mesi fa, al Bilancio della Regione che è stato approvato, è in vigore e non è stato impugnato. Restano dubbi sui 90 milioni di euro promessi per coprire le perdite pregresse del servizio sanitario
Ultima seduta prima della pausa estiva in Consiglio regionale dove ancora una volta a tenere banco è stata la sanità e quella promessa del governo Meloni di risollevarla con un contributo di 90 milioni di euro in cambio di ulteriori e dolorosi tagli a un settore già fortemente provato da 17 anni di commissariamento.
A riportare di attualità il famigerato decreto Molise è stato oggi un documento della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Dipartimento per gli Affari regionali e le Autonomie) in cui si ravvedevano profili di incostituzionalità relativi all’ultimo Bilancio di previsione della Regione Molise 2026/2028.
I rilievi – diciamolo subito – risalgono alla fine di maggio – e rilevavano una serie di errori in più articoli della legge 8 (negli accantonamenti di bilancio, nel finanziamento della sanità regionale, nel piano di copertura del disavanzo) tra cui quello sui 45 milioni di euro iscritti come contributo statale seppur in assenza di quelle condizioni necessarie per riceverlo integralmente. Il Dipartimento sostanzialmente aveva detto alla Regione Molise che non avendo ancora fatto i compiti per casa sulla sanità, non avrebbe potuto iscrivere in bilancio quell’importo (il 50 per cento dei promessi 90 milioni. Gli altri 45 sono quelli previsti per il 2025). Al massimo avrebbe potuto iscriverne il 20 per cento (cioè 18 milioni di euro).
Nonostante i rilievi, il Bilancio è stato approvato diventando legge “e non c’è stata alcuna impugnativa da parte del Governo” come ha precisato l’assessore al Bilancio Gianluca Cefaratti, ufficialmente, da oggi, un componente esterno della Giunta Roberti (l’aula ha convalidato proprio stamane l’elezione di Raimondo Fabrizio subentrato dopo le dimissioni dell’ex sindaco di Campodipietra).
Tra i banchi delle opposizioni si sono sentite forti le voci di Angelo Primiani, di Massimo Romano e di Andre Greco, convinti che l’intera operazione rasenti il “falso in Bilancio”. Accuse rispedite al mittente dall’assessore il quale ha continuato a ripetere come le leggi (anche la numero 7) siano “in vigore”, ricordando che Roberti in persona ha preso impegni col governo “che dovranno essere tramutati in impegni legislativi col contributo di quest’aula”. Cefaratti non ha negato le osservazioni “pertinenti” ed eventuali correzioni future, pur limitandosi a dire che se contestazioni ci sono state alle richieste avanzate, Roberti si è già fatto sentire nel corso di “interlocuzioni verbali”.
Il dubbio, però, rimane: del resto, per sua stessa ammissione, i 18 milioni “non sono ancora arrivati, ma secondo me arriveranno”.



