A quasi 100 anni torna sulla barca di San Basso dopo il femore rotto: “L’anno prossimo sarò ancora qui”
Ninetta Di Pietrantonio, che a novembre compirà cent’anni, è tornata a partecipare alla processione in mare un anno dopo l’incidente che l’aveva costretta a un intervento. Ha sfidato anche temperature elevatissime durante il debutto del peschereccio Robinson scelto per accompagnare il patrono e l’emozione di migliaia di fedeli lungo il porto di Termoli.
Nemmeno il tempo di toccare la banchina, che è già pronta per il prossimo anno a tornare in barca e accompagnare il santo patrono. Tra due mesi compirà 100 anni e di scendere dalla barca non ha proprio intenzione, anzi. Zia Ninetta Di Pietrantonio è tornata accanto al santo patrono nella processione in mare, come da tradizione, un anno dopo che proprio quella tradizione le aveva tirato un brutto scherzo facendola scivolare, per una serie di eventi sfortunati, fino a farle rompere il femore e a dover ricorrere ad un intervento. Quest’anno non è mancata e puntuale come sempre si è seduta a pochi passi da San Basso per la lunga e particolarmente piacevole traversata in mare sul Robinson.
Per i termolesi è uno dei volti simbolo della festa di San Basso. Da anni partecipa alla processione in mare e la sua presenza è diventata quasi una tradizione nella tradizione.
Due ore di cammino a bordo, con il mare come una tavola blu nonostante il caldo e le temperature altissime, sulla barca al suo debutto come peschereccio scelto per ospitare il santo patrono della città adritica. “Non ci sono parole per descrivere le emozioni di questa mattinata – ha affermato Matteo Castriotta subito dopo il rientro in banchina – ho sentito un mix di energia, felicità e gioia”. E pensare che se lo era sognato qualche tempo fa: suo zio Rocco, scomparso da qualche anno, era arrivato in sogno e gli aveva annunciato che avrebbe portato il santo in processione e in effetti quel 18 luglio San Basso ha scelto proprio il suo peschereccio per la traversata del 2026.
Accanto a lui, la sua famiglia in rigorosa maglietta creata per l’occasione e “pochi intimi”, visto che la grandezza della barca non ha concesso di far salire tanta gente, ma solo pochi selezionati hanno potuto trascorrere la mattinata in compagnia di San Basso.
In barca anche il primo cittadino a cui è spettato il compito di lanciare la corona di alloro dopo le parole e la preghiera del vescovo Claudio Palumbo, e poi il presidente della Regione Francesco Roberti che proprio con zia Ninetta ha anche scattato una foto e don Gabriele Mascilongo, parroco della cattedrale.
“Partecipare alla processione in mare di San Basso – ha dichiarato il Presidente Roberti – significa condividere un’emozione autentica che unisce fede, tradizione e identità. È una celebrazione che racconta il profondo legame tra Termoli, la sua marineria e il mare, rendendo omaggio a quanti ogni giorno vivono e lavorano con sacrificio e dedizione in questo settore fondamentale per la nostra regione. San Basso – ha concluso Roberti – continua a essere un simbolo di unità, speranza e protezione. Custodire e valorizzare queste tradizioni significa preservare la nostra storia e trasmettere alle nuove generazioni il senso più profondo delle nostre radici e della nostra identità“.
Dopo la benedizione, il lancio della corona d’alloro e il rientro in porto, resta soprattutto una frase destinata a diventare il ricordo di questa edizione della festa.
“Speriamo di tornare anche l’anno prossimo. San Basso è nostro. E voglio mandare un augurio a tutti i marinai del mondo, soprattutto ai molisani che sono lontani da casa.”
A quasi cent’anni, il suo appuntamento con il patrono è già fissato. E viene da pensare che, se dipendesse da lei, nessuno riuscirebbe a impedirle di salire ancora una volta su quella barca.

