Ponte sul Trigno, primo vertice Molise-Abruzzo: sul tavolo ristori alle imprese e ricostruzione
Il confronto arriva dopo oltre quattro mesi di disagi, con le attività della zona alle prese con una stagione difficile e ancora molte incognite sul ponte da ricostruire
Molise e Abruzzo attorno allo stesso tavolo per affrontare insieme le conseguenze economiche e viarie del crollo del ponte sul Trigno. Un confronto che arriva a oltre quattro mesi dal cedimento della campata della Statale 16 e nel momento più delicato per le attività turistiche e commerciali della zona. Sul tavolo ci saranno la richiesta concreta di ristori e possibili agevolazioni per le imprese penalizzate, ma anche la necessità di capire a che punto sia il percorso verso la ricostruzione e quali possano essere le soluzioni per una viabilità che dal 2 aprile resta profondamente condizionata.
L’appuntamento è fissato per giovedì 13 agosto, alle 18 nella sala della Giunta del Comune di Montenero di Bisaccia, con possibilità di collegamento da remoto. La riunione è stata convocata dalla sindaca Simona Contucci, d’intesa con il presidente della Regione Molise Francesco Roberti, dopo la richiesta formale avanzata dal Comune il 31 luglio.
Sono stati invitati i presidenti delle Regioni Molise e Abruzzo, Francesco Roberti e Marco Marsilio, l’assessore molisano alle Infrastrutture Michele Marone, quello abruzzese Umberto D’Annuntiis, l’assessora alle Attività produttive dell’Abruzzo Tiziana Magnacca, il sottosegretario molisano ai Trasporti Vincenzo Niro, il consigliere regionale delegato alle Attività produttive Andrea Di Lucente, i sindaci di Petacciato e San Salvo, Antonio Di Pardo ed Emanuela De Nicolis, oltre a Confesercenti e Confcommercio delle due regioni.
Il primo fronte è quello economico. Il crollo del ponte ha spezzato uno dei collegamenti principali tra la costa molisana e quella abruzzese proprio alla vigilia della stagione turistica. Deviazioni, maggiori tempi di percorrenza e difficoltà negli spostamenti hanno avuto conseguenze particolarmente pesanti sulle attività che gravitano intorno alla Marina di Montenero e sull’area di confine.
Nella richiesta che ha portato alla convocazione del tavolo vengono segnalate le difficoltà delle attività commerciali, turistiche, ricettive e dei servizi, con una contrazione dei fatturati che ha spinto a chiedere alle istituzioni di valutare ristori, misure di sostegno e possibili forme di detassazione. Non si tratta dunque soltanto di discutere di come ricostruire il ponte: c’è un’emergenza economica che sta producendo effetti adesso e che, finita l’estate, rischia di diventare ancora più difficile da sostenere.
Già all’inizio di luglio Confesercenti Abruzzo e Molise aveva chiesto un tavolo di crisi interregionale, denunciando le ripercussioni della chiusura della Statale 16 sul commercio, sul turismo, sull’artigianato e sui servizi e sollecitando sia percorsi alternativi sia interventi economici per le imprese maggiormente penalizzate.
Il ponte, tuttavia, non può spiegare da solo tutte le difficoltà registrate in questa estate 2026. Segnali di una stagione meno brillante delle precedenti arrivano anche da Termoli e da altre località costiere che non subiscono direttamente l’interruzione della Statale 16 sul Trigno. Il caro vita, il costo degli spostamenti e una maggiore attenzione delle famiglie alle spese sembrano incidere sui consumi e sulla frequenza di ristoranti, locali e stabilimenti. Per le attività più vicine al ponte crollato, però, a questo scenario generale si aggiunge un problema ulteriore e molto concreto: essere finite ai margini dei normali flussi di traffico fra Molise e Abruzzo.
Dal 2 aprile scorso, quando il ponte sul Trigno cedette durante la violenta ondata di maltempo che investì il Basso Molise, la vicenda infrastrutturale si è intrecciata con quella, drammatica, di Domenico Racanati, il 53enne di Bisceglie disperso mentre attraversava il ponte con la propria automobile.
Le ricerche sono proseguite per mesi con l’impiego di uomini e mezzi specializzati e di tecnologie come metal detector, magnetometri e sonar. Le verifiche hanno successivamente individuato anomalie magnetiche in una zona a circa 70 metri dalla foce del Trigno, compatibili con la possibile presenza di materiale metallico e quindi, tra le diverse ipotesi, anche con l’automobile del disperso.
Nel frattempo l’area del crollo è rimasta sottoposta a sequestro nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Larino, che deve accertare cause ed eventuali responsabilità del cedimento. Una condizione che inevitabilmente si intreccia con la possibilità di intervenire sull’infrastruttura: prima di poter procedere liberamente bisogna salvaguardare le esigenze investigative e quelle legate alla ricerca dell’uomo scomparso.
Un passaggio fondamentale è arrivato il 15 luglio con il tavolo tecnico convocato dalla Procura di Larino. Ministero, Anas, Regione, Prefettura, Comune, Protezione civile, forze dell’ordine e gli altri soggetti coinvolti sono stati chiamati a coordinare le operazioni necessarie per le ricerche, la rimozione delle macerie e il futuro ripristino della viabilità.
Proprio allora è emersa un’ulteriore complicazione. Prima di effettuare il dragaggio necessario per approfondire le anomalie individuate nel fiume bisogna escludere la presenza di ordigni bellici inesplosi. L’area del Trigno fu infatti interessata dai combattimenti della Seconda guerra mondiale e la massa metallica rilevata dagli strumenti potrebbe avere origini diverse. Di conseguenza le operazioni devono essere precedute da verifiche specialistiche che consentano di intervenire in sicurezza.
È in questo intreccio fra ricerca del disperso, indagine giudiziaria, sequestro dell’area, bonifica e necessità di ricostruire che si inserisce il vertice di domani. Trascorso un mese dal tavolo tecnico in Procura, Anas è chiamata anche a fare chiarezza sulle soluzioni individuate per il ripristino della circolazione.
Un aggiornamento sul percorso verso la ricostruzione è uno degli elementi più attesi dell’incontro, soprattutto dopo quanto emerso nel tavolo tecnico di luglio. Già nei giorni immediatamente successivi al crollo era stato riferito che Anas stava lavorando all’intervento e che l’avvio effettivo sarebbe stato inevitabilmente condizionato dal dissequestro dell’area.
Domani si capirà quindi se nel frattempo il lavoro tecnico abbia prodotto una soluzione sufficientemente avanzata – anche alternativa a un nuovo ponte – da poter essere illustrata alle istituzioni oppure se il confronto servirà soprattutto a fare il punto sui passaggi ancora necessari. Difficile comunque immaginare un vertice senza risposte sullo stato della ricostruzione, dopo oltre quattro mesi di attesa.
E sarà proprio questo il secondo banco di prova della riunione. Il primo riguarda il presente, con imprese che chiedono sostegno dopo una stagione condizionata dalla viabilità. Il secondo riguarda il futuro: capire quando e come Molise e Abruzzo potranno tornare ad avere un collegamento normale sulla Statale 16, mentre ricerche, indagini e operazioni tecniche continuano a imporre tempi e cautele che non possono essere ignorati.


