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Ponte nuovo sul Trigno, il progetto c’è ma i tempi sono lunghi. Casello a Petacciato, si decide a settembre

Anas avvierà a fine agosto i sondaggi geologici, mentre le imprese penalizzate dal crollo chiedono sostegni economici. La Regione apre alla possibilità di un intervento, ma danni, risorse e beneficiari sono ancora da definire

Il nuovo ponte sul Trigno dovrebbe sorgere più vicino alla foce rispetto a quello crollato e Anas avrebbe già elaborato una prima ipotesi progettuale. Per costruirlo, tuttavia, servirà almeno un anno e mezzo dal momento in cui saranno ottenute le autorizzazioni paesaggistiche e ambientali. Nel frattempo prende corpo una seconda soluzione: un nuovo svincolo autostradale in agro di Petacciato, sul quale Anas e Autostrade per l’Italia dovranno esprimersi dopo le verifiche tecniche ed economiche. Una prima risposta è attesa a settembre.

Sono questi i principali elementi emersi dal vertice convocato ieri, 13 agosto, nella sala della Giunta del Comune di Montenero di Bisaccia per affrontare le conseguenze economiche e viarie del crollo del ponte sulla Statale 16. All’incontro hanno partecipato rappresentanti istituzionali di Molise e Abruzzo, amministratori locali e associazioni di categoria dei due territori.

Presenti, tra gli altri, oltre alla sindaca di Montenero Simona Contucci, il presidente della Regione Molise Francesco Roberti, l’assessore regionale alle Infrastrutture Michele Marone, il sottosegretario Vincenzo Niro e l’assessora abruzzese Tiziana Magnacca. In video collegamento il consigliere delegato alle Attività produttive Andrea Di Lucente, e la sindaca di San Salvo Emanuele De Nicolis. Al tavolo anche rappresentanti di Confcommercio e Confesercenti.

La prima novità riguarda la soluzione definitiva per ripristinare il collegamento sulla Statale 16. Durante la riunione Michele Marone ha riferito che Anas ha già predisposto un’ipotesi progettuale per realizzare un ponte completamente nuovo, collocato a valle dell’infrastruttura crollata il 2 aprile e dunque più vicino alla foce del Trigno.

Non si tratterebbe, quindi, di ricostruire la campata ceduta nello stesso punto. L’ipotesi prevede un impalcato unico e una sola pila all’interno del fiume, secondo le caratteristiche delle infrastrutture di nuova generazione.

Il progetto non è ancora arrivato alla fase esecutiva. Alla fine di agosto Anas dovrebbe effettuare i primi sondaggi geologici, indispensabili per verificare le condizioni dell’area e predisporre lo studio di fattibilità tecnica ed economica. Soltanto dopo questi accertamenti sarà possibile definire un vero cronoprogramma.

“Anas ha già redatto l’ipotesi progettuale di un ponte nuovo con un impalcato unico a valle dell’attuale infrastruttura crollata – ha spiegato Marone –. A fine agosto provvederà a effettuare i primi sondaggi geologici, per poi iniziare a mettere in campo la fattibilità tecnica ed economica“.

La prima stima emersa durante l’incontro parla di almeno un anno e mezzo per la costruzione del nuovo ponte. Questo periodo, però, non decorre da oggi: rappresenta il tempo materiale indicato per realizzare l’opera una volta completate la progettazione e le procedure paesaggistiche e ambientali.

Prima dell’apertura del cantiere sarà necessaria anche la valutazione di impatto ambientale. Il commissariamento dell’opera dovrebbe consentire di abbreviare alcuni passaggi: la procedura potrà essere gestita dalla struttura ambientale della Regione Molise, senza dover passare dal Ministero dell’Ambiente.

Il percorso resta quindi lungo. La procedura commissariale potrà velocizzare l’esame dei documenti, ma dovranno comunque essere rispettati i vincoli ambientali, paesaggistici e idraulici di un’area particolarmente delicata. Non è ancora possibile stabilire quando il nuovo ponte sarà aperto al traffico.

Proprio perché la ricostruzione richiederà tempi non brevi, Regione, Anas e Autostrade per l’Italia stanno valutando una soluzione alternativa per ridurre i disagi. L’ipotesi è quella di realizzare un nuovo svincolo dell’A14 in territorio di Petacciato, indicativamente nell’area compresa fra Termoli Nord e Petacciato.

Lo svincolo permetterebbe agli automobilisti provenienti da Termoli Nord, Petacciato e Montenero di entrare direttamente in autostrada e raggiungere l’uscita di San Salvo-Vasto Sud, senza essere costretti a tornare verso il casello di Termoli. Una soluzione che potrebbe accorciare sensibilmente le deviazioni imposte dal crollo del ponte.

I tecnici di Anas e quelli di Autostrade per l’Italia stanno lavorando da mesi per verificare la fattibilità tecnica ed economica di uno svincolo che sorgerebbe più o meno all’altezza del distributore di carburanti lungo la Statale 16.

Al momento, tuttavia, il nuovo casello resta soltanto una possibilità allo studio. Non sono ancora definiti la posizione esatta, i costi, le autorizzazioni necessarie e soprattutto i tempi di realizzazione. Anas e Autostrade dovranno stabilire se l’intervento sia concretamente realizzabile e compatibile con le caratteristiche del territorio. Una prima risposta dovrebbe arrivare a settembre.

Il fattore tempo sarà decisivo. Per rappresentare una risposta efficace all’emergenza, lo svincolo dovrebbe essere realizzato molto prima del nuovo ponte. Se invece l’iter dovesse protrarsi, l’opera potrebbe perdere la propria funzione provvisoria, pur conservando un’utilità permanente per la viabilità dell’area.

Il vertice ha affrontato anche le perdite subite dalle attività produttive di Marina di Montenero, Petacciato, Termoli Nord e della zona meridionale del Vastese. La chiusura della Statale 16 ha modificato i flussi di traffico, allungato i percorsi e isolato parzialmente attività commerciali, turistiche, ricettive e di servizio.

Le associazioni di categoria hanno ribadito la richiesta di ristori, agevolazioni o forme di detassazione per le imprese in grado di dimostrare una contrazione degli incassi direttamente riconducibile al crollo del ponte. Dal presidente Roberti sarebbe arrivata una prima disponibilità a valutare un intervento regionale, ma la partita resta ancora tutta da costruire.

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Non ci sono, infatti, somme stanziate né criteri per individuare i beneficiari. Occorrerà prima effettuare una ricognizione attendibile dei danni, delimitare il territorio interessato e distinguere gli effetti direttamente provocati dall’interruzione della Statale 16 dalle difficoltà più generali che stanno caratterizzando la stagione estiva.

“Bisogna procedere con serietà, verificando e accertando con attenzione le perdite”, è la linea indicata dalla sindaca Contucci. L’obiettivo è evitare che la richiesta venga estesa indistintamente, indebolendo le possibilità di ottenere un sostegno per le aziende realmente penalizzate.

Il tavolo ha comunque permesso di aprire un primo canale stabile tra istituzioni e associazioni economiche delle due regioni. “È stato importante mettere intorno allo stesso tavolo gli operatori e creare un raccordo – ha commentato Contucci –. Ma non dobbiamo nasconderci che i tempi non saranno immediati“.

Le parti torneranno a confrontarsi a settembre. Entro allora si attendono le prime verifiche sullo svincolo autostradale, l’avvio dei sondaggi geologici per il nuovo ponte e una ricognizione più precisa delle perdite economiche. Il progetto per ricostruire il collegamento comincia dunque a prendere forma, ma per imprese, residenti e automobilisti l’emergenza è tutt’altro che conclusa.