Dragaggio del Trigno, c’è la data: lavori dal 10 settembre. Primo passo per ricerche disperso e nuovo ponte
L’intervento dovrà chiarire la natura della massa metallica individuata a 70 metri dalla foce e consentire di riprendere le ricerche di Domenico Racanati. Solo dopo la messa in sicurezza e il dissequestro dell’area si potrà procedere verso la ricostruzione del viadotto
C’è finalmente una data certa per l’inizio dei lavori alla foce del Trigno. Il cantiere per le operazioni di dragaggio e l’eventuale sminamento partirà il 10 settembre, dopo l’aggiudicazione definitiva della gara pubblica attualmente in corso dopo il finanziamento di 35mila euro stanziato dalla Regione Molise.
A confermarlo è l’assessore ai Lavori pubblici della Regione Molise Michele Marone. Un intervento atteso da mesi e che rappresenta un passaggio indispensabile su due fronti: la ripresa delle ricerche di Domenico Racanati, il pescatore 53enne di Bisceglie disperso dal 2 aprile, e il percorso che dovrà portare alla rimozione delle macerie del ponte crollato e successivamente alla costruzione del nuovo viadotto tra Molise e Abruzzo.
La Regione Molise ha infatti avviato la gara pubblica per l’affidamento dei lavori di dragaggio e sminamento. L’aggiudicazione definitiva è attesa per il 31 agosto e, secondo il cronoprogramma comunicato dall’assessore Marone, le operazioni sul campo cominceranno dieci giorni dopo. Al momento, invece, non è possibile indicare una data per la conclusione dell’intervento: durata e modalità operative dipenderanno anche dalla ditta che si aggiudicherà la gara e dalle soluzioni tecniche che saranno adottate una volta avviati i lavori.
Il dragaggio è diventato necessario nel corso delle ricerche di Racanati, scomparso durante l’alluvione che il 2 aprile provocò anche il cedimento di una campata del ponte sulla Statale 16. A circa 70 metri dalla foce del Trigno i Vigili del fuoco hanno individuato una massa metallica. In un primo momento si era ipotizzato che potesse trattarsi della Fiat Bravo del pescatore pugliese, ma la natura dell’oggetto non è stata accertata.
A complicare ulteriormente le operazioni c’è la storia di quell’area. Durante la Seconda guerra mondiale la zona fu interessata da attività militari e dalla presenza di un campo di volo e, di conseguenza, non può essere esclusa la presenza di residuati bellici risalenti agli anni Quaranta. Prima di procedere in sicurezza con le ricerche e con gli interventi nell’alveo è quindi necessario verificare cosa si trovi sotto i sedimenti e scongiurare la presenza di eventuali ordigni. Proprio questa necessità ha contribuito a rallentare un’attività di ricerca che, dopo settimane di operazioni, è attualmente sospesa.
Una data per il dragaggio era stata chiesta con forza anche dai familiari di Domenico Racanati. Nelle ultime ore la moglie, Vanessa De Marco, era tornata a rivolgersi pubblicamente alle istituzioni con una lettera aperta, chiedendo risposte certe sui tempi dell’intervento e, soprattutto, sulla possibilità di riprendere le ricerche del marito. La comunicazione dell’avvio dei lavori il 10 settembre fornisce ora un primo punto fermo, anche se resta da capire quanto dureranno le operazioni.
Il dragaggio, tuttavia, è anche uno dei passaggi necessari per sbloccare il futuro del collegamento sulla Statale 16. L’area del crollo resta infatti sotto sequestro nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Larino, che procede per le ipotesi di crollo colposo e omicidio colposo in relazione alla scomparsa di Racanati. Per poter intervenire sulle macerie e successivamente avviare la ricostruzione sarà necessario il via libera dell’autorità giudiziaria.
La strada verso il nuovo ponte resta dunque legata a una successione di passaggi: dragaggio e messa in sicurezza dell’area, ripresa delle ricerche, rimozione delle macerie e dissequestro. Solo successivamente potrà entrare nel vivo la realizzazione del nuovo attraversamento del Trigno.
Le prime indicazioni sul progetto sono emerse nel corso del vertice istituzionale convocato a Montenero di Bisaccia a metà agosto. L’ipotesi è quella di costruire il nuovo ponte leggermente più a sud rispetto all’attuale attraversamento, quindi più vicino alla foce del fiume. I tempi, però, si annunciano lunghi: una volta completato l’iter autorizzativo necessario, per la realizzazione dell’opera si parla di almeno 18 mesi.


