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Poco traffico, meno camper e spiagge più vuote: sulla costa nord il ponte crollato presenta il conto

A quasi cinque mesi dal crollo del ponte sul Trigno, la stagione estiva mostra gli effetti dell’interruzione della Statale 16. Da Termoli nord alla Marina di Montenero operatori e balneatori raccontano un agosto molto diverso dagli altri anni. Lina, storico volto della stazione Esso: “Il movimento che vediamo il 23 agosto normalmente qui c’era a inizio giugno”. Particolarmente evidente il calo dei camperisti.

Il movimento che vediamo oggi, 23 agosto, negli altri anni era quello di inizio giugno”. Lina lo dice guardando la Statale 16 da un punto di osservazione privilegiato. Da anni è lo storico volto dietro il bancone della stazione di servizio Esso sul litorale nord di Termoli, uno di quei posti nei quali non passano soltanto clienti: si incrociano automobilisti, camionisti, camperisti, famiglie dirette in spiaggia, turisti e gente che semplicemente percorre la costa. Questa domenica di fine agosto (23 agosto), però, il movimento è poco. Anche troppo.

Il colpo d’occhio, percorrendo la Statale verso Petacciato, è insolito. Le automobili parcheggiate ai lati della strada sono molte meno di quelle che abitualmente, in questo periodo, occupano ogni spazio utile vicino agli accessi al mare. Anche nell’area della stazione di servizio, che alle spalle ha uno degli accessi alla spiaggia più frequentati della zona, le famiglie e le comitive che si fermano si contano sulle dita di una mano.

Non è un dato statistico e non pretende di esserlo. È però una fotografia molto diversa da quella delle estati precedenti. E soprattutto coincide con quello che raccontano, quasi all’unisono, gli operatori incontrati lungo questo pezzo di litorale.

Esso distributore mate

Per Lina la spiegazione principale ha una data precisa: 2 aprile 2026, il giorno in cui il ponte della Statale 16 sul Trigno è crollato sotto la furia dell’acqua e la strada che collegava direttamente il Molise all’Abruzzo si è interrotta.

Secondo me, è un mio giudizio, il ponte sul Trigno rappresenta l’ostacolo principale per quanto riguarda le presenze. Lo vedo da quello che succede qui e lo sento dalle tantissime persone che transitano da queste parti”, racconta.

Trigno ponte estate 2026

Non ne fa però l’unica causa. “Sicuramente ha inciso il caro vacanze e può avere inciso moltissimo anche il caldo esagerato di questi ultimi due mesi e mezzo. Con certe temperature c’è chi rinuncia anche a mettersi in macchina con la famiglia per trascorrere una giornata al mare. Ma al di là di questo, il problema del ponte, con le deviazioni e l’allungamento dei tempi di percorrenza, ci sta penalizzando tantissimo”.

Una costa vicina sulla carta, molto più lontana sulla strada

E’ questo l’effetto meno evidente del crollo del ponte: le distanze geografiche sono rimaste identiche, quelle percepite no.

San Salvo, Montenero di Bisaccia, Petacciato e Termoli hanno vissuto per anni, soprattutto d’estate, come punti successivi di uno stesso tratto di costa. Ci si spostava da una parte all’altra anche senza programmare: una giornata al mare, una cena, una passeggiata serale, un acquisto, qualche ora in un’altra spiaggia.

Il traffico andava nelle due direzioni. Dal Vastese e da San Salvo verso il Molise, ma anche da Termoli verso i centri commerciali di Montenero e San Salvo, Vasto e il litorale abruzzese.

Coda autostrada casello A14 Termoli

Ma oggi non è più così. Per fare lo stesso percorso bisogna scegliere. C’è l’autostrada, certamente. Ma per chi deve raggiungere questo tratto del litorale da nord significa arrivare fino al casello di Termoli e poi tornare indietro. E nelle giornate dell’esodo e del controesodo bisogna mettere in conto anche il traffico. E certo, ci sono i percorsi alternativi interni, con il passaggio attraverso la viabilità provinciale e l’altro ponte sul Trigno.

Soluzioni possibili, ma molto diverse e soprattutto molto più lunghe e complicate rispetto alla Statale 16, il ‘filo’ sul mare che consentiva di seguire semplicemente una strada e fermarsi nei punti di accesso della costa.

“Se si vuole fare presto bisogna prendere l’autostrada – osserva ancora Lina – ma non è una strada turistica. Bisogna arrivare a Termoli, uscire al casello e tornare indietro, affrontando anche il traffico della città. La mia attività ne sta risentendo e mi dispiace che finora non sia stata trovata una soluzione alternativa capace di aiutare questa zona almeno durante la stagione turistica”.

Il problema, insomma, non è soltanto quanti minuti occorrano in più. È che molti di quegli spostamenti brevi e spontanei che alimentavano il litorale semplicemente non si fanno più.

Esso distributore mateEsso distributore mateEsso distributore mateEsso distributore mate

Proseguendo verso nord, la stessa impressione arriva dagli operatori della Marina di Montenero di Bisaccia, che si trova proprio a ridosso dell’area interessata dal crollo. Anche qui balneatori e attività turistiche riferiscono una presenza inferiore rispetto alle estati precedenti, tanto nei flussi provenienti da nord quanto in quelli che arrivavano da Termoli e dal resto della costa molisana.

E poi c’è una categoria nella quale il calo appare particolarmente evidente: i camperisti. Le aree che li accolgono sul litorale settentrionale hanno registrato quest’estate meno famiglie, meno coppie e meno comitive di giovani provenienti dal nord. Le testimonianze coincidono e la spiegazione che danno è molto pratica. “Affrontare deviazioni e strade alternative con un camper non è come farlo con un’automobile. Chi viaggia in questo modo, inoltre, ha per sua natura una possibilità in più: cambiare itinerario. Davanti a un collegamento complicato può semplicemente scegliere un’altra costa, un’altra area di sosta, un’altra destinazione”.

Pineta Petacciato

Ed è probabilmente uno degli aspetti che raccontano meglio quello che è accaduto questa estate sulla costa nord del Molise. Non riguarda solo la spiaggia, e limitare il problema agli stabilimenti balneari sarebbe fuorviante.

La Statale 16 portava persone anche nei distributori, nei bar, nei punti di ristoro, nelle attività commerciali. E consentiva ai villeggianti di muoversi facilmente tra Termoli e il confine abruzzese. Era una strada di collegamento, certo, ma in estate diventava anche una strada del turismo quotidiano.

Il caro vacanze ha pesato sulla stagione 2026. Il caldo eccezionale può avere scoraggiato alcune giornate fuori casa. E soltanto i dati ufficiali consentiranno di stabilire quale sia stato il bilancio complessivo dell’estate. Ma su questo tratto specifico di costa le testimonianze raccolte raccontano qualcosa di più circoscritto e difficilmente ignorabile: da quando il collegamento diretto con l’Abruzzo non c’è più, il movimento si è ridotto sensibilmente.

camper lungomare nord

Non serve attribuire al ponte ogni ombrellone rimasto chiuso o ogni automobile che non è arrivata. Sarebbe impossibile dimostrarlo. Ma è altrettanto difficile considerare irrilevante l’interruzione della principale strada costiera proprio nei mesi nei quali quella strada serviva di più.

Quasi cinque mesi dopo il crollo, questa domenica di agosto ne offre una rappresentazione molto semplice: pochi camper, meno macchine lungo la Statale, spazi che negli altri anni erano pieni e oggi lo sono molto meno.

E poi c’è Lina, dietro il bancone dell’Esso, che di estati da quella posizione ne ha viste parecchie. E che, per spiegare la differenza, non usa percentuali né statistiche. Basta un colpo d’occhio là fuori:  “È il 23 agosto, ma sembra inizio giugno”.