Petacciato si prepara a festeggiare il patrono con la “Notte di San Rocco”: storia, fede e musica
Entra nel vivo dei festeggiamenti patronali la comunità di Petacciato, che si appresta a vivere un appuntamento culturale e spirituale di grande rilievo. Mercoledì 5 agosto, a partire dalle 22, la storica chiesa di San Rocco farà da cornice a “La Notte di San Rocco”, un evento speciale promosso dall’Associazione culturale parrocchiale “Amici di San Rocco” per approfondire la vita e il cammino del celebre santo pellegrino di Montpellier.
La serata offrirà al pubblico un vero e proprio tuffo nel passato, trasportando i presenti nel cuore del XIV secolo. Attraverso l’ausilio di video, immagini e racconti storici, l’incontro ripercorrerà le vicende di un’epoca segnata da eventi epocali: dalla crisi della Chiesa e l’esilio dei papi ad Avignone fino alla devastante pandemia della Peste Nera del 1348, che costò la vita a circa un terzo della popolazione europea.
In questo scenario di profonda sofferenza si inserisce la straordinaria figura di san Rocco. Lasciata la Francia alla volta di Roma per un pellegrinaggio sulle tombe degli apostoli Pietro e Paolo, il giovane si dedicò interamente all’assistenza e alla cura dei malati. Durante i suoi tre anni trascorsi nella Capitale, secondo la tradizione, liberò la città dal contagio ed ebbe modo di incontrare papa Urbano V, dopo aver guarito il fratello, il Cardinale Grimoard.
Il racconto proseguirà ripercorrendo le tappe successive del cammino del santo, giunto a Piacenza dove egli stesso contrasse la peste. Fu in quel frangente che avvenne l’incontro con il nobile Gottardo, episodio immortalato nella celebre iconografia che vede un cane soccorrere il pellegrino portandogli del pane. La narrazione si concluderà con il ritorno in patria e la drammatica prigionia nelle carceri di Voghera, dove il giovane morì e fu riconosciuto solo grazie a una croce vermiglia impressa sul petto.
Il culto di San Rocco a Petacciato vanta radici profonde, testimoniate dal fatto che la parrocchia locale è intitolata al Santo fin dalla sua fondazione, risalente al 1853. Un legame ulteriormente rinsaldato nel 2024, anno in cui la comunità ha ricevuto in dono dal vicariato di Roma una preziosa reliquia del santo, oggi gelosamente custodita all’interno di un artistico braccio benedicente.
L’evento non sarà solo un momento di riflessione storica e religiosa, ma offrirà anche suggestioni artistiche di alto livello. La conferenza e i momenti di raccoglimento saranno infatti impreziositi dalle dolci e melodiose note dell’arpa, eseguite dal vivo dalla maestra Francesca Tirale, regalando ai partecipanti un’atmosfera di intensa emozione e raccoglimento.



