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Nuova sede unica per il Consiglio regionale, spunta una diffida sulla via del trasferimento a contrada Macchie

Aggiudicata definitivamente la nuova sede per il Consiglio regionale del Molise che dopo oltre mezzo secolo di affitti alla famiglia Moffa potrebbe lasciare via IV Novembre (e via Colitto) per la periferia della città, contrada Macchie, dove c’è la concessionaria automobilistica Di Lella che cederebbe alla Regione il suo immobile per 250 mila euro l’anno

Una diffida indirizzata alla Presidenza del Consiglio regionale del Molise e al Comune di Campobasso potrebbe rallentare il percorso che dovrebbe portare al trasferimento della sede dell’Assemblea legislativa del Molise nell’immobile individuato in contrada Macchie da poco meno di 2mila metri quadri.

La notizia – di cui si conoscono ancora pochi particolari (chi l’ha promossa e con quali motivazioni) – arriva in una fase cruciale del procedimento amministrativo, già approdato all’aggiudicazione definitiva dell’immobile individuato attraverso l’avviso pubblico esplorativo avviato dal Consiglio regionale.

Con determinazione segretariale n. 20 del 29 giugno 2026, infatti, il segretario generale del Consiglio regionale ha approvato l’esito della procedura, aggiudicando definitivamente la locazione dell’immobile situato in contrada Macchie 84 (alla proprietà composta da Di Lella Vittorio, Centritto Giuseppina, Di Lella Vincenzo, Di Lella Ugo e Di Lella Immobiliare Srl).

La ex concessionaria di automobili, però, non è già nelle disponibilità della Regione perché l’iter non è ancora concluso. Il provvedimento propone infatti all’Ufficio di Presidenza di individuare formalmente l’edificio quale nuova sede istituzionale del Consiglio regionale, di autorizzare la stipula del contratto di locazione, di approvarne la bozza e di demandare agli uffici tutti gli adempimenti successivi necessari alla sottoscrizione e alla presa in consegna dell’immobile.

Il contratto previsto avrà una durata iniziale di sei anni (prorogabili di altri sei) con un canone annuo di 250 mila euro, per un valore complessivo pari a 1 milione e 500 mila euro. La spesa sarà coperta attraverso i capitoli di bilancio destinati alle locazioni passive del Consiglio regionale.
Prima dell’aggiudicazione, il canone è stato sottoposto alla verifica dell’Agenzia del Demanio, che ha espresso parere di congruità ritenendo adeguato il valore di 250 mila euro annui proposto dalla proprietà.

Negli atti amministrativi il Consiglio regionale motiva la decisione con la necessità di riunire in un’unica sede tutte le strutture politiche e amministrative dell’Assemblea legislativa, superando l’attuale frammentazione degli uffici. Anche la sede di via Colitto (riconducibile alla famiglia Pizzuto), oltre a quella di via IV Novembre (dei Moffa ai quali è stato versato un affitto dal 1972), dunque, resterebbero vuote. 

nuova sede consiglio regionale

Secondo l’amministrazione, la nuova sede consentirà una migliore integrazione tra i servizi, un coordinamento più efficace delle attività istituzionali e una più efficiente organizzazione del lavoro. L’obiettivo dichiarato è quello di dotare il Consiglio regionale di una struttura moderna, funzionale e capace di rispondere alle esigenze presenti e future dell’istituzione.

Non dimentichiamo, poi, che sono immobili piuttosto datati e secondo chi ci lavora anche inadeguati: servizi igienici vetusti, infissi vecchi e, la goccia che ha fatto traboccare il vaso, una invasione di topi che avevano nidificato sotto il parquet dell’aula consiliare.
La commissione tecnica incaricata della valutazione delle offerte ha ritenuto che l’immobile di contrada Macchie fosse l’unico in grado di soddisfare contemporaneamente le esigenze di spazio e il limite di spesa fissato dall’avviso pubblico, proponendone quindi la scelta all’amministrazione.

Nella determina si evidenzia che l’edificio possiede i requisiti dimensionali, funzionali ed energetici richiesti dalla procedura. Viene inoltre descritto come facilmente accessibile, privo di vizi strutturali, conforme sotto il profilo edilizio e urbanistico e immediatamente utilizzabile, con eventuali interventi minimi a carico della proprietà.
L’amministrazione ritiene inoltre che la nuova sede consentirà un contenimento dei costi di gestione, una razionalizzazione degli spazi, una riduzione delle spese per utenze e manutenzioni e un miglioramento dell’efficienza energetica, in linea con gli obiettivi di sostenibilità ambientale della pubblica amministrazione.

È in questo contesto che si inserisce la diffida notificata nelle ultime ore alla Presidenza del Consiglio regionale e al Comune di Campobasso.
Non essendo ancora disponibile il testo dell’atto, non è possibile conoscerne il contenuto, le richieste formulate né le eventuali contestazioni rivolte all’iter amministrativo. Resta da capire se la diffida potrà avere effetti sul procedimento ancora in corso o se rappresenterà soltanto un’iniziativa destinata a essere valutata dagli enti destinatari.
Per il momento, l’unico dato certo è che il percorso verso il trasferimento nella nuova sede non si è ancora concluso e che, prima della firma del contratto, restano da compiere gli ultimi passaggi amministrativi previsti dalla stessa determinazione di aggiudicazione definitiva.

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