Logo
La ricomparsa di Aida Romagnuolo tra ripicche e scomuniche dalla Lega a Vannacci

E così tra acque agitate e destre nemiche di destre, Vannacci imbarca pure in Molise il suo Futuro Nazionale tra simpatizzanti improvvisati e politicanti disoccupati felici di rispolverare vecchie parabole come quella della rediviva Aida Romagnuolo.

A quel tempo il trionfante Matteo Salvini metteva in fila migliaia di fans che gli mendicavano un selfie, mentre oggi è lui a mendicarli. Sono passati decenni da quando due ambiziose molisane, Aida Romagnuolo e Filomena Calenda, si offrirono a fare da cheerleaders elettorali sventolando bandiere della Lega al grido di “Basta Euro” e “Viva Salvini”.

Pur essendo politicamente impreparate furono votate e diventarono l’una capogruppo dell’altra. Si aspettavano di entrare pure in Giunta invece Salvini nominò assessore “esterno” Luigi Mazzuto, primo molisano convertito al leghismo.

Finì malissimo. Le due galoppine furono malamente estromesse da Salvini. Così Aida dovette buttarsi sulle altre due destre, che però non le furono compassionevoli. Anzi la lasciarono sul lastrico finché non arrivò un inaspettato uovo di Pasqua targato Vannacci.

E ora? Come se la caverà? Quanti migranti remigrerà? Quanti ragazzi neri farà espellere dalle scuole? Ma soprattutto quanti voti rastrellerà?

P.S. Aida è nata il 25 aprile, ma non ha mai voluto che si sapesse.