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Da 26 anni Sati usa una fermata a Lucito “senza autorizzazione”: due consiglieri comunali ricorrono al prefetto

Dopo aver diffidato il Comune a farsi pagare per l’occupazione di suolo pubblico, la sindaca Franceschini ha firmato una ordinanza “individuando come area di sosta autorizzata proprio la zona già di fatto occupata da 26 anni”. I consiglieri Baccaro e Barbieri hanno chiesto aiuto alla Prefettura per far annullare l’autorizzazione: “Non siamo contro il trasporto pubblico, ma le regole si rispettano”

Hanno presentato un ricorso al Prefetto di Campobasso due consiglieri comunali di Lucito, Pina Baccaro e Alessandro Barbieri, contro una recente la ordinanza della sindaca Tiziana Franceschini (numero 15 del 21 luglio 2026) che individua una nuova area di sosta permanente per gli autobus di linea della Sati.

La fermata si trova all’incrocio tra la Ss 157 e la strada comunale Colle Pagliariello.

“Da circa 26 anni gli autobus della SATI sostano in quell’area senza che risultasse alcun titolo autorizzativo: l’unica ordinanza esistente, risalente al 2000, individuava infatti un’area completamente diversa, lungo la S.S. 157 al
Km 24+835-24+850”.

Questo ricordano Baccaro e Barbieri che il 13 luglio scorso avevano presentato al Comune una diffida ad adempiere, chiedendo la verifica di questa situazione e l’accertamento del canone di occupazione del suolo pubblico (COSAP/TOSAP) mai versato per gli anni di occupazione senza titolo.

Una settimana dopo è stata firmata l’ordinanza sindacale “individuando come area di sosta autorizzata proprio la zona già di fatto occupata da 26 anni”.

Il provvedimento, tuttavia, ha natura provvisoria e la sua efficacia è subordinata all’installazione di una segnaletica stradale non ancora realizzata.

Diversi sono i motivi del ricorso: dal provvedimento per difetto di istruttoria tecnica sulla sicurezza della circolazione, sull’impatto acustico e ambientale del sito scelto all’assenza di un termine certo per il completamento delle verifiche annunciate dallo stesso Comune. Viene inoltre richiesto un sopralluogo tecnico congiunto con ARPA Molise e Polizia Locale, e che il Comune fornisca finalmente riscontro alla diffida di luglio, in particolare sul fronte del canone di occupazione mai accertato.

I ricorrenti hanno chiesto l’intervento del prefetto per ottenere l’annullamento dell’ordinanza n. 15/2026 e, in subordine, la sua sospensione fino al completamento di una valutazione tecnica adeguata sull’idoneità del sito.

“Non ci opponiamo al servizio di trasporto pubblico, che riconosciamo essenziale per la comunità – hanno detto Baccaro e Barbieri – ma chiediamo che qualsiasi decisione su dove far sostare gli autobus sia motivata da una vera valutazione tecnica sulla sicurezza e sull’impatto per i residenti, e non adottata in fretta per regolarizzare una situazione di fatto che si protrae da 26 anni.”