Schlein in Molise fra Agnone e Capracotta: “Le aree interne hanno diritto al futuro”
La segretaria del Pd visita la Fonderia Marinelli e l’ospedale Caracciolo, poi l’incontro pubblico in una piazza gremita a Capracotta: al centro la proposta di legge per i territori montani e contro lo spopolamento
Dopo la visita ad Agnone, tra la Pontificia Fonderia Marinelli e l’ospedale Caracciolo, Elly Schlein ha concluso ieri, 4 agosto, il suo tour molisano a Capracotta, dove ha partecipato a un’iniziativa dedicata al futuro delle aree interne e montane. Al centro dell’incontro la proposta di legge presentata dal Partito Democratico per rafforzare i servizi e contrastare lo spopolamento dei piccoli comuni.
La manifestazione ha richiamato una piazza particolarmente partecipata, con cittadini arrivati anche da altri centri dell’Alto Molise. Nel suo intervento, il sindaco Candido Paglione ha ringraziato la segretaria del Pd per aver scelto il paese come tappa della sua visita, sottolineando come il tema delle aree interne debba tornare al centro dell’agenda politica nazionale.
“La montagna non è un problema da gestire, né un vuoto da riempire. È una delle più grandi opportunità del nostro Paese”, ha affermato Paglione, sostenendo che l’accesso ai diritti fondamentali non possa dipendere dal numero degli abitanti. Il primo cittadino ha richiamato in particolare il tema della sanità, denunciando come negli anni siano stati progressivamente sottratti servizi essenziali ai territori montani.

La segretaria del Partito Democratico ha ribadito la centralità delle aree interne nella proposta politica del partito. “Per noi non esistono comuni di serie A e comuni di serie B. E nessun decreto calato dall’alto potrà cancellare l’identità di centinaia di comuni montani, come invece prova a fare questo governo”, ha dichiarato, spiegando che l’obiettivo è riportare al centro dell’attenzione territori troppo spesso penalizzati.
Schlein ha quindi illustrato i contenuti della proposta di legge presentata dal Pd: “Noi abbiamo una proposta chiara: investire nelle aree interne partendo dai servizi. Per questo abbiamo presentato una proposta di legge costruita insieme ai territori. Vogliamo incentivare medici, infermieri e insegnanti che scelgono di lavorare nelle aree interne; investire 2,7 miliardi di euro nelle strade provinciali e nella prevenzione del dissesto idrogeologico; sostenere agricoltura e attività economiche con un’esenzione fiscale temporanea e fermare il dimensionamento scolastico che continua a penalizzare i territori più fragili”.
Quanto alle risorse necessarie per finanziare il piano, la segretaria dem ha indicato la propria proposta: “Le risorse le prendiamo da un progetto sbagliato, vecchio e dannoso come il Ponte sullo Stretto”.
Infine, ha ribadito la posizione del Partito Democratico sul futuro dei piccoli comuni: “Noi non ci rassegniamo all’abbandono delle aree interne. Non pensiamo, come ha scritto il Governo in un documento ufficiale, che le aree interne andranno incontro a un inesorabile declino. Questo non è un destino, è una resa. E noi non siamo gente che si arrende”.
Nel suo intervento, Paglione ha ribadito che lo spopolamento non rappresenta una calamità inevitabile, ma il risultato di precise scelte politiche, aggiungendo che “partire deve essere sempre una scelta di libertà, mai una necessità”. Da qui il sostegno alla proposta di legge del Partito Democratico, considerata uno strumento per riportare l’attenzione sulle comunità delle aree interne.
Tra i passaggi più significativi del suo discorso, anche il paragone con la sanità d’urgenza: “Troppo spesso noi sindaci delle aree interne ci ritroviamo a fare i primari di rianimazione, impegnati ogni giorno a difendere servizi e diritti, quando invece dovremmo poter dedicare tutte le nostre energie a costruire il futuro delle nostre comunità”.
Secondo il sindaco, la proposta del Pd rappresenta un segnale di discontinuità rispetto a una visione che considera inevitabile il declino dei piccoli comuni. “Noi non ci rassegniamo. Crediamo che la montagna abbia ancora una grande storia da scrivere”, ha concluso, ringraziando Schlein “per aver scelto Capracotta come simbolo della battaglia contro le disuguaglianze sociali e territoriali”.


