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Scrive alla Prefettura per un presunto caso di accattonaggio molesto: “L’ho minacciato, infastidiva donna fragile”
foto d'archivio

Un cittadino racconta di aver assistito a un episodio di presunte richieste di denaro insistenti nei confronti di una cliente e chiede più controlli davanti ai supermercati del capoluogo. L’elemosina non è di per sé un reato, ma può diventarlo quando assume modalità aggressive o moleste. Le forze dell’ordine suggeriscono sempre il ricorso ai numeri di emergenza.

Un presunto caso di accattonaggio molesto avvenuto ieri mattina, 24 agosto, dinanzi al supermercato Dok di Corso Bucci, è al centro della segnalazione inviata dal signor Antonio Di Viesti alla Prefettura di Campobasso.

Dok corso Bucci

Il suo racconto – inoltrato dallo stesso anche alle redazioni, con tanto di articolo preconfezionato – è quello di un testimone oculare che avrebbe assistito “a insistenti richieste di denaro ai clienti del supermercato da parte di uno straniero di origine africana che staziona stabilmente lì davanti. A mio giudizio era alticcio – questo riferisce a Primonumero che lo ha contattato per ulteriori dettagli sull’accaduto – e si è mostrato particolarmente insistente nei confronti di una donna di circa 40 anni, che conosco di vista, una persona, sempre a mio giudizio, fragile. Lui si posizionava davanti a lei impedendole il passaggio”.

Inevitabile una domanda: cosa ha fatto a quel punto? “Mi sono avvicinato – ha riferito – e l’ho dovuto minacciare di allontanarsi, conosco la donna e anche lui, gliel’ho detto, perché l’ho visto più volte e lo riconoscerei. Ha prima cercato di giustificarsi, poi si è spostato”.

Non sappiamo se e quando la segnalazione alla Prefettura avrà un seguito, ma è bene precisare che chiedere l’elemosina di per sé non è un reato. Farlo con l’inganno, insistenza, in maniera aggressiva sì, ed è punito dalla legge.

Quella stessa legge invocata da Di Viesti, ex agente di Polizia, ex coordinatore cittadino della Lega, oggi dipendente ministeriale nel Servizio di vigilanza, sorveglianza e accoglienza nei musei statali.

La Polizia locale è, in particolare, il corpo che la Prefettura dovrebbe sollecitare “affinché vengano disposti controlli e servizi di vigilanza periodici e mirati davanti ai supermercati tutti del capoluogo e nelle aree commerciali della città”.

Resta però fermo che, in presenza di comportamenti riconducibili a un reato, la procedura corretta è contattare immediatamente i numeri di emergenza, evitando iniziative personali o interpretazioni soggettive delle situazioni.