Le nuove produzioni non bastano: un altro anno di contratto di solidarietà per i lavoratori Stellantis
L’accordo sarà valido dal 31 agosto 2026 al 29 agosto 2027 e coinvolgerà 1721 lavoratori. I dipendenti sono 102 in meno rispetto a un anno fa, mentre si attende l’avvio del cambio eDCT
Un altro anno di contratto di solidarietà per i 1.721 lavoratori dello stabilimento Stellantis di Termoli. Il nuovo accordo entrerà in vigore il 31 agosto 2026 e resterà valido fino al 29 agosto 2027, interessando gli addetti e il personale collegato alle unità motori V6, GSE e GME 2.0 T4. Una misura che conferma come le nuove prospettive industriali legate al cambio eDCT e ai motori GSE non siano ancora sufficienti, almeno nel breve periodo, a garantire il pieno impiego dell’organico.
L’intesa è stata raggiunta oggi, 25 agosto, durante l’incontro tra la direzione dello stabilimento e le organizzazioni sindacali. Come avvenuto per l’accordo precedente, anche il nuovo contratto garantirà la maturazione dei ratei indipendentemente dai giorni effettivamente lavorati nel mese, una condizione richiesta dai rappresentanti dei lavoratori per limitare gli effetti economici delle sospensioni.
“Ricordiamo che il contratto di solidarietà è uno strumento difensivo che, in questo momento, ci permette di affrontare una fase molto difficile”, spiegano i sindacati nel comunicato diffuso al termine del comitato esecutivo. Il ricorso all’ammortizzatore sociale consente di ridurre l’orario e distribuire il lavoro disponibile, evitando almeno nell’immediato l’apertura di procedure per esuberi collettivi.
Il rinnovo arriva alla scadenza dell’accordo sottoscritto nell’agosto 2025, entrato in vigore il successivo primo settembre. Quella misura aveva coinvolto 1.823 dipendenti e sarebbe dovuta terminare il 31 agosto 2026. A distanza di dodici mesi il numero complessivo dei lavoratori è sceso a 1.721: 102 in meno rispetto all’organico indicato un anno fa, con una riduzione di circa il 5,6%.
A spiegare le ragioni del rinnovo è Francesco Guida, segretario della Uilm Campobasso-Termoli. “È stata disposta la proroga di un altro anno del contratto di solidarietà perché, al momento, con i prodotti attuali non si riesce a ottenere la saturazione dell’impianto. Per questo riteniamo importante lo strumento della solidarietà, che può aiutare ad affrontare questa fase difficile”.
Ma per Guida l’ammortizzatore non può trasformarsi in una soluzione permanente: “Termoli non può continuare a vivere di ammortizzatori sociali. Abbiamo chiesto nuovamente all’azienda nuove produzioni affinché lo stabilimento torni a lavorare a pieno ritmo. Qui ci sono maestranze altamente professionali, che negli anni hanno dimostrato sul campo tutto il proprio valore, e un territorio che ha bisogno di lavoro”.
Il nuovo accordo arriva inoltre a poche settimane dalla partenza annunciata della produzione del cambio eDCT per le vetture ibride, fissata da Stellantis per il 15 settembre. Il progetto prevede un investimento di 41 milioni di euro, una capacità produttiva a regime di circa 300mila unità all’anno e un impiego stimato di 288 lavoratori. Termoli dovrebbe occuparsi non soltanto dell’assemblaggio, ma anche di alcune lavorazioni meccaniche a monte.
Proprio i cambi eDCT e i motori GSE erano stati indicati a giugno dall’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, come i due pilastri del futuro industriale della fabbrica molisana. Durante l’audizione davanti alle commissioni Attività produttive della Camera e Industria del Senato, Filosa aveva definito “strategica” la scelta di investire su queste produzioni, assicurando che dal 2027 i volumi dei cambi elettrificati sarebbero cresciuti grazie alla domanda di vetture ibride.
Per il GSE è previsto l’adeguamento allo standard Euro 7 e la prosecuzione dell’impiego su alcuni dei modelli più venduti del gruppo, a partire da Fiat Pandina e 500. Restano invece maggiori incertezze sulle altre produzioni: il V6 risente dei bassi volumi Maserati, mentre sul GME 2.0 T4, destinato in buona parte al mercato statunitense, pesano l’andamento della domanda e le conseguenze dei dazi.
Le nuove attività hanno preso il posto, nelle prospettive indicate dal gruppo, della Gigafactory per la produzione di batterie, ormai uscita dai programmi industriali per Termoli. Stellantis ha assicurato la continuità dello stabilimento attraverso la motoristica e i componenti destinati alle vetture ibride, ma le organizzazioni sindacali hanno più volte sottolineato che l’eDCT, pur rappresentando una commessa importante, non sarebbe stato sufficiente a compensare la fine dello storico motore Fire e a saturare l’intera forza lavoro.
Il nuovo contratto di solidarietà rafforza questi timori. Quello che inizialmente appariva come uno strumento per accompagnare la fabbrica verso le nuove produzioni si prolunga infatti per un altro anno, proprio mentre Termoli dovrebbe entrare nella nuova fase industriale costruita intorno all’ibrido. La fabbrica resta aperta e conserva le proprie produzioni, ma continua a non avere lavoro sufficiente per tutti e a tempo pieno.


