Campobasso-Bojano
|Consorzio, la Regione nomina la commissaria e due giorni dopo vengono eletti i vertici: il caso al Tar
Campochiaro e San Polo Matese hanno impugnato le deliberazioni del 24 giugno: alla seduta per eleggere presidente e Comitato direttivo avrebbero partecipato soltanto quattro dei dieci enti. La Regione, che due giorni prima aveva affidato il Consorzio ad Angela Aufiero, interviene nel giudizio a sostegno del ricorso.
La Regione Molise, che il 22 giugno aveva affidato il Consorzio per lo Sviluppo industriale Campobasso-Bojano alla commissaria Angela Aufiero, interviene ora a sostegno del ricorso contro l’elezione del presidente e del Comitato direttivo avvenuta appena due giorni dopo.
Due passaggi sovrapposti che hanno aperto uno scontro sulla legittimità della governance dell’ente e che saranno ora sottoposti alla valutazione del Tar Molise.
Il ricorso è stato presentato dai Comuni di Campochiaro e San Polo Matese. Al centro della controversia ci sono le deliberazioni adottate il 24 giugno 2026, quando il Consiglio generale procedette all’elezione del presidente del Consorzio e dei componenti del Comitato direttivo.
Secondo i due Comuni ricorrenti, alla seduta parteciparono soltanto quattro dei dieci enti che compongono il Consiglio generale, mentre lo statuto richiederebbe, anche in seconda convocazione, la presenza della maggioranza assoluta dei componenti: sei su dieci.
Ma il problema non riguarderebbe soltanto il numero dei presenti. Due giorni prima, il 22 giugno, la Regione Molise aveva revocato il precedente commissario straordinario e nominato Angela Aufiero come nuova commissaria del Consorzio, attribuendole i relativi poteri di gestione fino al 22 dicembre 2026.
La Regione non aveva quindi nominato il presidente e il Comitato direttivo poi contestati, ma una commissaria straordinaria chiamata a guidare l’ente per altri sei mesi. L’elezione degli organi consortili è avvenuta successivamente, durante la seduta del Consiglio generale del 24 giugno.
Campochiaro e San Polo Matese hanno deciso di sottoporre entrambe le circostanze alla valutazione del giudice amministrativo: da una parte la presunta assenza del numero minimo di componenti necessario per procedere all’elezione, dall’altra la presenza di una gestione commissariale appena disposta dalla Regione.
Ora la stessa Regione, che sul Consorzio esercita funzioni di indirizzo, verifica e vigilanza, ha scelto di intervenire “ad adiuvandum”, cioè a sostegno delle ragioni avanzate dai Comuni ricorrenti. Per i sindaci di Campochiaro, Simona Valente, e di San Polo Matese, Tonino Spina, questa decisione dimostra che la vicenda non può essere ridotta a una contrapposizione personale o a una battaglia per gli incarichi.
“Non abbiamo intrapreso questa iniziativa contro qualcuno e non ci interessa trasformare una questione istituzionale in una contrapposizione personale – spiegano –. Non è una battaglia per le cariche e non lo è mai stata. È una questione di regole, trasparenza e rappresentanza”.
I due Comuni sostengono di avere tentato inizialmente la strada del confronto istituzionale. Già il 19 giugno, insieme al Comune di Casalciprano, avevano segnalato alla Regione diverse criticità relative alla gestione del Consorzio, chiedendo chiarimenti sulla situazione contabile, patrimoniale e finanziaria, sul personale, sui contenziosi, sui progetti e sulla composizione della compagine consortile.
“Abbiamo chiesto informazioni e trasparenza prima di rivolgerci al giudice – affermano Valente e Spina –. Abbiamo chiesto che tutti gli enti fossero messi nelle condizioni di conoscere la situazione del Consorzio e di partecipare consapevolmente alle decisioni”.
Soltanto dopo le deliberazioni del 24 giugno i due Comuni hanno deciso di presentare ricorso al Tar. L’intervento della Regione, osservano i sindaci, riconoscerebbe la presenza di una questione istituzionale che merita di essere approfondita.
“Questo non significa anticipare l’esito del giudizio, che spetta esclusivamente al Tar – precisano –. Significa però riconoscere che esiste una questione istituzionale seria sulla quale è necessario fare definitivamente chiarezza”.
Valente e Spina assicurano che l’obiettivo non è paralizzare le attività del Consorzio, ma garantirgli una governance pienamente legittima e stabile.
“Vogliamo un Consorzio che funzioni, che sia capace di programmare, sostenere le imprese, attrarre investimenti e offrire servizi efficienti. Proprio perché gli attribuiamo questa importanza, riteniamo indispensabile che la sua governance poggi su basi solide”.
Campochiaro e San Polo Matese ribadiscono la disponibilità al confronto con la Regione e con gli altri Comuni. “Non chiediamo privilegi e non rivendichiamo poltrone. Chiediamo semplicemente che tutti rispettino le stesse regole e che ogni Comune possa esercitare pienamente il ruolo che gli spetta”.
Sulla legittimità delle deliberazioni del 24 giugno e degli organi eletti sarà ora il Tribunale amministrativo regionale a pronunciarsi.


