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Cinque notti al mare, quasi 1.800 euro: ecco quanto costa una breve vacanza in famiglia a Termoli

Abbiamo fatto i conti su una vacanza senza lussi per una famiglia di quattro persone che arriva da Treviso: B&B con angolo cottura, quattro giorni sotto l’ombrellone, qualche pasto fuori e altri preparati in casa. Niente escursioni, shopping nè divertimenti particolari. Il conto sfiora comunque i 1.800 euro. E aiuta a capire perché nell’estate del caro-vita le ferie si accorciano.

Partono da Treviso in quattro: padre, madre e due figli di 8 e 12 anni. Destinazione Termoli, cinque notti al mare nel periodo più caldo dell’estate. Non hanno scelto un hotel a quattro stelle e neppure un residence con piscina sul lungomare nord. Dormono in un B&B vicino al centro, due camere piuttosto piccole e un angolo cottura che tornerà molto utile per preparare qualcosa da mangiare senza dover andare ogni volta al ristorante.

Non fanno escursioni alle Tremiti, non noleggiano pedalò, non comprano souvenir. Niente aperitivo tutte le sere e nessuna cena gourmet. In spiaggia prendono un solo ombrellone e due lettini per quattro persone. Una vacanza normale, insomma. Anche se ‘normale’ non lo è per quanto riguarda il portafoglio, perché un pacchetto simile, che è davvero un pacchetto base, nell’estate 2026 costa quasi 1.800 euro.

Abbiamo provato a costruire lo scontrino finale facendo una intervista al nucleo familiare e partendo dai prezzi praticati a Termoli in questi giorni, mettendo nel paniere le spese indispensabili di questa famiglia arrivata dal nord Italia per concedersi cinque notti al mare senza trasformarle in una corsa al risparmio, ma senza potersi neppure permettere grandi extra. E la prima sorpresa arriva ancora prima di mettere piede sulla spiaggia.

Prima di partire sono già mille euro

La voce più pesante è inevitabilmente l’alloggio. 150 euro a notte per cinque notti fanno 750 euro per l’intera famiglia. Non una suite e neppure un albergo con pensione completa: un B&B in centro con due piccole camere e angolo cottura.

Ma a Termoli bisogna arrivarci. Da Treviso alla costa molisana sono quasi 600 chilometri. Considerando andata e ritorno, carburante per una normale automobile familiare e pedaggi autostradali, il viaggio si porta via all’incirca altri 250-260 euro.

Prima ancora di ordinare il primo caffè, dunque, la nostra famiglia ha già impegnato circa mille euro soltanto per raggiungere Termoli e avere un posto dove dormire.

Una volta arrivata deve lasciare l’automobile da qualche parte. In centro il parcheggio incide per circa 8 euro al giorno: altri 40 euro nell’arco del soggiorno. Ci sono poi 20 euro di imposta di soggiorno: 2 euro a notte per ciascuno dei due adulti per cinque notti, mentre i due figli minorenni non pagano. Insomma il mare, paradossalmente, è una delle voci meno pesanti.

Quattro giorni sotto l’ombrellone: 88 euro

Sul lungomare centrale, nel lido scelto, un ombrellone con due lettini costa 22 euro al giorno. Considerando quattro giornate di stabilimento, fanno 88 euro. Per una famiglia di quattro persone significa naturalmente condividere la postazione: due lettini, non quattro. Ma è una soluzione assolutamente normale per chi cerca di tenere sotto controllo il budget. Ed è una soluzione possibile perché i due figli sono minori: uno ha 8 anni, l’altro quasi 12.

E così, sommando soltanto viaggio, pernottamento, parcheggio, tassa di soggiorno e spiaggia, siamo già intorno ai 1.150 euro.

Non abbiamo ancora mangiato. Ed è a tavola che il conto comincia ad allungarsi rapidamente.

Pizza 90 euro, pesce 120. E non si mangia fuori tutti i giorni

Questa famiglia, alla quale abbiamo domandato anche abitudini e gestione di pranzi e cene fuori, non ha trascorso cinque giorni preparando ogni pasto nell’angolo cottura, ma non ha nemmeno mangiato sia a pranzo che a cena al ristorante.

Quattro pasti fuori durante l’intera vacanza sono stati quindi un compromesso ragionevole. Una pizza (o un hamburger) con bibita per quattro persone costa mediamente intorno ai 90 euro. Due serate fanno 180 euro. Per una cena a base di pesce in un ristorante tra i meno cari abbiamo considerato 120 euro per quattro: altre due cene fuori portano il conto a 240 euro. In totale sono 420 euro per quattro pasti al ristorante o in pizzeria.

Per gli altri pasti entra in scena quell’angolo cottura, scelto non a caso. Pane, affettati, formaggi, frutta, qualcosa per preparare un panino o un tramezzino da portare in spiaggia, una pasta veloce. Calcolando tra 15 e 18 euro al giorno (ci siamo tenuti bassi, secondo le loro indicazioni) la spesa alimentare essenziale si aggira sugli 85 euro per il soggiorno.

Non è certamente una vacanza costruita intorno alla gastronomia. È una famiglia che alterna una cena fuori al panino, la pizza alla spesa fatta al supermercato.

Poi ci sono quei 3 euro che diventano 30. Eh sì, perché il conto delle ferie non è fatto soltanto delle grandi cifre. Ci sono quelle piccole spese che prese singolarmente sembrano irrilevanti e che, alla fine, finiscono anche loro nello scontrino.

Un gelato costa circa 3 euro. Due bambini, un gelato al giorno per cinque giorni: 30 euro.

Un succo, un tè freddo o una bibita costano intorno ai 2,50 euro. Basta una consumazione quotidiana per i due ragazzi e se ne vanno altri 25 euro. Aggiungiamo qualche caffè, acqua o una piccola consumazione per mamma e papà e arrivare a 80-85 euro di extra da bar nell’arco della vacanza non richiede certo una vita mondana.

Anche la colazione è stata calcolata al ribasso: circa 10 euro complessivi per quattro persone, per quattro mattine. Altri 40 euro.

Ed ecco che lo scontrino si avvicina rapidamente ai 1.800 euro. Ma qua dentro non ci sono le vacanze “da cartolina”, tenendo conto poi che la cifra acquista un significato diverso quando si guarda a quello che non abbiamo inserito: non c’è una giornata alle Isole Tremiti. Non c’è una gita nell’entroterra. Non ci sono pedalò o altre attività in spiaggia. Non ci sono giostre, shopping, souvenir, aperitivi serali o cocktail.  Non c’è praticamente nulla di ciò che un tempo si sarebbe definito uno “sfizio da vacanza”.

Il risultato resta nell’ordine dei 1.750-1.800 euro per cinque notti, circa 440-450 euro a persona. E stiamo parlando di cinque notti, non di due settimane.

Il caro-vacanze si vede nella durata

È forse questo conto molto concreto a spiegare meglio di tante statistiche ciò che gli operatori turistici stanno osservando sulla costa molisana (e non solo) nell’estate 2026.

La vacanza non scompare, ma si accorcia. Si parte comunque, perché dopo un anno di lavoro alla settimana al mare si rinuncia malvolentieri. Ma sette notti possono diventare cinque. Dieci giorni una settimana. Si cerca un appartamento con cucina invece della pensione completa, si prepara il pranzo da portare sotto l’ombrellone, si alterna il ristorante alla cena in casa.

Il problema, infatti, non è soltanto quanto sia aumentato il singolo servizio turistico. Alcune tariffe degli stabilimenti termolesi, per esempio, sono rimaste sostanzialmente stabili. È la somma a pesare. Benzina e autostrada, camera, parcheggio, spiaggia, spesa, pizza, ristorante, gelati. Dieci euro qui, venti là, cento da un’altra parte. Alla fine cinque notti al mare assorbono una cifra che per molte famiglie rappresenta una parte consistente del reddito mensile.

E forse è proprio qui che si comprende meglio l’estate termolese che stiamo vedendo in questi giorni: gente ce n’è, soprattutto nei fine settimana e ora che Ferragosto è arrivato. Ma si resta meno e si fanno più conti. Perché ormai anche una vacanza senza lussi, perfino senza escursioni e senza particolari concessioni può avvicinarsi ai 1.800 euro. E per molte famiglie la prima cosa da tagliare non è il mare, ma le giornate da trascorrere in spiaggia.