Bypass sul Trigno, tempi troppo lunghi per un nuovo casello. Fanelli: “Il Molise si faccia sentire, non sia succube di Autostrade”
A quattro mesi e mezzo dal crollo del ponte sul Trigno, la consigliera del Pd annuncia una mozione e, se non arriveranno risposte, porterà il caso in Parlamento. Chiede atti formali, scadenze precise e rilancia il passaggio provvisorio sull’A14: “Se fosse successo tra Lombardia e Piemonte, avrebbero mostrato la stessa timidezza?”.
Il punto non è più soltanto quale soluzione tecnica adottare per superare il ponte crollato sul Trigno. Il punto, ormai, è chi decide, con quali priorità e soprattutto entro quanto tempo. Perché dal 2 aprile sono trascorsi quattro mesi e mezzo, l’estate è praticamente finita e il Basso Molise continua a vivere con una Statale 16 interrotta, deviazioni pesanti e nessuna data certa per il ripristino di un collegamento diretto con l’Abruzzo.
Micaela Fanelli torna così sul “ponte fantasma” e prova a scuotere una discussione che, dopo il tavolo istituzionale di Montenero di Bisaccia, sembra essersi nuovamente fermata sulla soglia di settembre. Il progetto del nuovo ponte elaborato da Anas richiederebbe almeno un anno e mezzo, mentre per la soluzione provvisoria attraverso l’A14 si continua a ragionare su un nuovo accesso autostradale. Ma anche in questo caso non esiste ancora un cronoprogramma pubblico.
“Serve una sveglia a tutte le istituzioni”, afferma la consigliera regionale del Partito democratico. “Ciò che serve ai molisani non può sceglierlo il vertice di Autostrade, che sceglierà sempre ciò che conviene alle tasche di Autostrade. Dobbiamo sceglierlo noi e farci ascoltare. Per una volta ne siamo capaci?”.
Fanelli annuncia una mozione da presentare alla fine di agosto in Consiglio regionale. Se nel frattempo non arriveranno risposte formali, corredate da tempi certi, la questione sarà portata anche in Parlamento attraverso i rappresentanti del Pd. Un’iniziativa che punta a costringere la Regione a definire la propria posizione: non più interlocuzioni e rassicurazioni generiche, ma una richiesta ufficiale indirizzata ad Autostrade e al Governo.
“Il presidente Roberti ha convocato formalmente Autostrade? Ha chiesto con un atto ufficiale che la situazione venga sbloccata? Esiste un documento nel quale la Regione Molise avanza una richiesta precisa e pretende una risposta altrettanto formale sui tempi?”, domanda Fanelli. “A un certo punto bisogna alzare la voce e mi sembra che quel momento sia stato abbondantemente superato”.
La consigliera torna sulla proposta avanzata già a maggio: utilizzare per circa un chilometro il tratto dell’A14 che supera il Trigno, creando un collegamento con la strada esistente dietro l’area di servizio di Petacciato. L’autostrada diventerebbe così un corridoio provvisorio per il traffico locale, attraverso una carreggiata regolata come avviene durante i lavori di manutenzione. Dall’altra parte del percorso c’è il casello di Vasto Sud-San Salvo.
“La strada dietro al distributore esiste già, deve essere sistemata e innestata sull’autostrada. Si utilizza quel tratto per superare il Trigno e poi si esce attraverso la viabilità esistente. Non mi si dica che costruire un nuovo casello è la soluzione più veloce, perché non lo è”. Non c’è, insomma, una preclusione rispetto alla ipotesi di soluzione sulla quale starebbe lavorando Autostrade, cioè un nuovo casello all’altezza di Petacciato. Ma è una questione di tempi. “Se il casello fosse pronto domani mattina e fosse risolutivo, sarebbe il benvenuto. Ma non mi sembra una risposta immediata. È complesso, costoso e richiede tempi lunghi. Se si vuole percorrere questa strada, possiamo almeno sapere quanto occorrerà: un mese, due mesi? Qualcuno lo ha chiesto?”.
È proprio qui che la questione tecnica diventa politica. Perchè la soluzione preferita dalla società autostradale potrebbe non coincidere con quella più utile al territorio. Un nuovo casello avrebbe infatti una funzione destinata a durare nel tempo e potrebbe produrre nuovi ricavi, mentre il Basso Molise ha bisogno innanzitutto di un passaggio emergenziale capace di ridurre subito i disagi.
“Non intendo combattere il socio privato, che legittimamente punta all’utile. Ma non possiamo lasciare che decida soltanto chi deve guadagnare, senza che nessuno dica chiaramente che cosa vuole il territorio. La politica serve esattamente a questo: a riportare la prospettiva sull’interesse delle comunità”.
La critica investe direttamente Michele Marone, assessore regionale e consulente del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. Fanelli riconosce la disponibilità personale dell’esponente della Giunta Roberti, che aveva raccolto e approfondito la sua proposta, ma registra il mancato passaggio dalle interlocuzioni ai fatti.
“Ringrazio Michele Marone perché è stato disponibile e si è occupato della questione. Ho con lui un ottimo rapporto e nulla da dire sul piano personale. Ma dall’inizio di maggio a oggi non è accaduto niente. All’inizio mi era stato detto che si sarebbe potuto entrare a San Salvo e poi utilizzare l’autostrada come avevo proposto. Adesso, invece, si parla di un nuovo casello: una soluzione più lunga e che non risponde all’urgenza”.
Il bersaglio più ampio è la debolezza con la quale il Molise starebbe conducendo la trattativa con soggetti molto più forti. Fanelli si chiede apertamente se una regione più grande e politicamente più pesante avrebbe accettato quattro mesi di attesa senza ottenere un impegno formale.
“Se fosse crollato un ponte tra Lombardia e Piemonte, ci sarebbe stata la stessa timidezza? Oppure quelle Regioni avrebbero posto un problema enorme e detto ad Autostrade: ‘Questo è il nostro territorio e vogliamo che si proceda così’? Anas avrebbe dato la propria disponibilità, ma a quali condizioni? Alle migliori condizioni per Anas o alle migliori condizioni per il territorio? Io vorrei sentire parlare delle condizioni migliori per il territorio”.
Chiamati in causa anche Roberti, Marone e Salvini, arrivato in Molise nei giorni dell’alluvione “a fare il supereroe”. “Il ministro che cosa intenda fare ora che i riflettori dell’emergenza si sono spenti?”
Nel frattempo, alle imprese turistiche della costa, agli autotrasportatori, ai commercianti, ai pendolari e alle famiglie non è possibile indicare neppure un orizzonte temporale. La stagione estiva è trascorsa interamente con il ponte chiuso e ora si avvicina la riapertura delle scuole, che renderà ancora più evidente il peso della viabilità alternativa.
“Non ci sono date, atti ufficiali, dati certi o rassicurazioni concrete. Si dice che a settembre avremo il quadro delle risorse per capire che cosa fare, ma non basta. Alle imprese e alle famiglie bisogna poter dire: ‘Fra quindici giorni potrete tornare a passare da lì’. Impiegare venticinque minuti non è la stessa cosa che impiegarne cinquanta”.
La mozione annunciata avrà dunque un obiettivo prima politico che tecnico: obbligare il governo regionale a dire quale soluzione considera prioritaria, con quale atto l’abbia richiesta e in quanto tempo possa essere realizzata. Fanelli chiederà anche ai Consigli comunali del Basso Molise di prendere posizione.
“Gli altri possono avere un’idea migliore della mia e sono pronta ad ascoltarla. Ma la soluzione ottimale per Autostrade può non essere quella migliore per noi. Non voglio creare un caso, voglio risposte. Se davvero il casello aprirà a settembre, ne prenderemo atto. Ma se non è così, non si può continuare a temporeggiare”.


