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Brucia il basso Molise: canadair in volo per ore. Emergenza complicata dal garbino, ipotesi dolosa

Il rogo più grave ha percorso centinaia di ettari tra contrada Solagne e Madonna a Lungo, minacciando abitazioni, masserie e un oleificio. Due velivoli antincendio, un elicottero e numerose squadre impegnati per tutto il pomeriggio. Focolai anche tra Guglionesi e Termoli, da Rio Vivo-Marinelle a Difesa Grande e Sinarca. Il vento continua a complicare le operazioni.

Due Canadair continuano a fare la spola sul Basso Molise, insieme all’elicottero della Regione,mentre a terra Vigili del fuoco e Protezione civile combattono contro le fiamme su più fronti. Quello che questa mattina era cominciato come un susseguirsi di incendi tra Termoli e i comuni vicini si è trasformato, con il passare delle ore, in una giornata di emergenza, con San Giacomo degli Schiavoni al centro delle operazioni.

E in serata emerge anche un elemento nuovo e particolarmente delicato: la contemporaneità dei diversi incendi fa nascere forti sospetti su una possibile origine dolosa. A dirlo è la stessa Regione Molise, precisando naturalmente che saranno gli accertamenti degli organi competenti a stabilire le cause e le eventuali responsabilità.

Il dispositivo messo in campo a San Giacomo dà la misura della situazione: quattro squadre dei Vigili del fuoco, sette squadre della Protezione civile regionale e altre tre squadre di volontari. Dal cielo operano l’elicottero della Regione Molise e due Canadair del Dipartimento nazionale della Protezione civile, impegnati nei lanci per contenere e spegnere le fiamme.

“Seguiamo con la massima attenzione, sin dalle prime ore, l’incendio che sta interessando il territorio di San Giacomo degli Schiavoni – afferma il presidente della Regione Francesco Roberti –. È stata messa in campo una macchina operativa imponente, con un grande dispiegamento di uomini e mezzi, che ringrazio per il lavoro incessante che stanno portando avanti in condizioni particolarmente difficili”.

Le operazioni vengono coordinate dalla Sala operativa regionale della Protezione civile del Molise, in contatto con il presidente della Regione e con l’amministrazione comunale di San Giacomo.

A complicare una giornata già difficile ci sono il caldo intenso e soprattutto il vento di garbino, che per ore ha alimentato i diversi fronti e reso più complicato il lavoro delle squadre.

L’incendio ha richiesto attenzione anche per le infrastrutture. Terna è intervenuta sulla rete elettrica per le operazioni necessarie alla messa in sicurezza e al ripristino.

Ma San Giacomo non è l’unico punto sulla mappa dell’emergenza. Nel corso della giornata incendi hanno interessato Termoli, dall’area di Rio Vivo-Marinelle a Difesa Grande e alla zona delle Chiancate, costringendo i Vigili del fuoco a lavorare contemporaneamente in più zone. E nelle ultime ore un altro incendio è divampato nel territorio di Portocannone, dove la situazione viene seguita con particolare attenzione.

È proprio questa successione e contemporaneità di incendi in diverse aree del Basso Molise ad aprire adesso un interrogativo sulle loro cause.

La Regione parla esplicitamente di “forti sospetti sulla possibile natura dolosa degli eventi”, pur rimettendo ogni conclusione alle verifiche e alle indagini che dovranno essere effettuate. Un passaggio importante: al momento non c’è dunque una causa accertata, ma l’ipotesi che almeno alcuni degli incendi possano essere stati appiccati volontariamente entra ufficialmente nel quadro dell’emergenza.
“La priorità assoluta – sottolinea Roberti – resta la salvaguardia delle persone, delle abitazioni, delle infrastrutture e del patrimonio ambientale”.

E mentre cala la sera, l’emergenza non può ancora considerarsi conclusa. Dopo ore di lanci dal cielo e interventi a terra, uomini e mezzi restano impegnati e la Sala operativa regionale continua a seguire l’evoluzione dei diversi fronti.

LA GIORNATA

Alle 19 l’emergenza di venerdì 21 agosto non può ancora dirsi conclusa. I mezzi aerei continuano a sorvolare il Basso Molise, caricando acqua in mare e tornando sulle aree percorse dalle fiamme. Da ore fanno la spola tra Guglionesi, San Giacomo degli Schiavoni e Termoli: decine di lanci nel tentativo di spegnere i fronti principali e impedire che i piccoli focolai tornino ad alimentarsi sotto la spinta del vento.

incendi 21 agosto

È stato un pomeriggio segnato dal fumo, dal rumore dei Canadair e da squadre costrette a spostarsi continuamente da un punto all’altro del territorio. Incendi e focolai sono stati segnalati anche a Rio Vivo-Marinelle, Difesa Grande, nella zona del Sinarca e delle Chiancate. Ma è soprattutto San Giacomo degli Schiavoni ad avere vissuto, oggi 21 agosto, una lunga giornata di paura.

L’incendio, apparso inizialmente contenuto intorno alle 10 del mattino, si è esteso rapidamente con il passare delle ore. Il fronte più pericoloso ha interessato contrada Solagne, in direzione Madonna a Lungo Termoli, dove l’odore di cenere e il fumo è ancora avvertito nei quartieri più vicini in linea d’aria. Le fiamme hanno attraversato un’area di centinaia di ettari nella quale si trovano abitazioni, masserie e attività agricole.

Il forte vento di garbino e le temperature molto elevate hanno favorito l’avanzata delle fiamme e reso particolarmente difficili le operazioni di spegnimento. I residenti si sono trovati circondati dal fumo mentre il fuoco si avvicinava alle proprietà.

Il vasto incendio di vegetazione e bosco ha richiesto l’intervento delle squadre di Termoli, Campobasso e Isernia, del distaccamento di Santa Croce di Magliano e della squadra antincendio boschivo del Corpo nazionale. A queste si sono aggiunte cinque squadre di volontari Aib della Regione.

incendi 21 agosto

Sul posto hanno operato anche Protezione civile, Carabinieri, Carabinieri Forestali e Polizia. Il sindaco di San Giacomo degli Schiavoni, Costanzo Della Porta, ha seguito personalmente l’evoluzione dell’incendio insieme alle strutture impegnate nei soccorsi.

“Per fortuna il tempestivo intervento dei soccorritori e dei mezzi aerei ha permesso di evitare il peggio”, ha riferito il primo cittadino mentre i Canadair scaricavano acqua sulla zona colpita. “Teniamo sotto controllo la situazione e ringrazio tutti per il lavoro che si sta prestando”.

Nel corso del pomeriggio sono stati impiegati due Canadair dei Vigili del fuoco, uno proveniente da Capodichino e l’altro dalla Puglia. Ogni lancio può riversare sul terreno circa seimila litri d’acqua. Se nelle prime ore del pomeriggio le operazioni effettuate erano una decina, i passaggi sono proseguiti per ore, fino a diventare decine entro la serata.

Incendio san giacomoSindaco Costanzo della portaIncendio canadair san giacomo Incendio san giacomo 21 agosto 2026

La Protezione civile regionale ha comunicato la presenza di due direttori delle operazioni di spegnimento, tre squadre Aib regionali, quattro squadre dei Vigili del fuoco e quattro squadre di volontari antincendio boschivo. Alle operazioni hanno partecipato anche l’elicottero Aib regionale e i velivoli messi a disposizione dal Dipartimento nazionale della Protezione civile. Uomini e mezzi sono rimasti impegnati nello spegnimento e nella messa in sicurezza dell’area.

L’intervento congiunto da terra e dal cielo ha consentito di circoscrivere il fronte più pericoloso, ma il vento ha continuato a rappresentare l’incognita principale, rendendo possibili nuove ripartenze anche nelle zone già raggiunte dall’acqua.

Per precauzione sono state evacuate un paio di abitazioni e un oleificio. Negli altri immobili sono state adottate misure di sicurezza soprattutto per proteggere le persone dal fumo, penetrato anche all’interno delle case.

In una masseria è stato necessario soccorrere una famiglia che si trovava vicino a materiali infiammabili, con un rischio elevato sia per le persone sia per l’edificio. In altri punti dell’area interessata dal fuoco sono stati messi in salvo gli animali custoditi in recinti e stalle.

Accanto alla macchina dei soccorsi si è attivata spontaneamente anche la comunità di San Giacomo. Attraverso i gruppi WhatsApp è partito un tam tam continuo per capire chi avesse bisogno di assistenza, segnalare le zone più esposte e organizzare gli aiuti ai residenti.

Incendio san giacomo 21 agosto 2026Incendio 21 agosto 2026 san giacomo Incendio rio vivo 21 agosto 2026Incendio rio vivo 21 agosto 2026

Più fronti aperti tra Termoli e Guglionesi

L’incendio di San Giacomo è stato il più vasto e preoccupante, ma non l’unico affrontato durante la giornata. La contemporanea presenza di diversi focolai ha obbligato i Vigili del fuoco a distribuire uomini e mezzi su un territorio molto ampio.

Un incendio si è sviluppato nell’area di Rio Vivo-Marinelle, alla periferia sud di Termoli, non lontano da abitazioni e masserie. Altri focolai hanno interessato contrada Difesa Grande, in direzione di San Giacomo, la zona delle Chiancate e l’area del Sinarca. Segnalazioni e interventi hanno riguardato anche il territorio di Guglionesi.

La situazione, con il calare della sera, resta sotto osservazione. Il lavoro svolto dai mezzi aerei ha ridotto il pericolo nei punti più critici, ma le operazioni proseguono e l’emergenza non è cessata: il vento continua a soffiare e può riaccendere in pochi minuti la vegetazione rimasta calda dopo ore di incendi.