Termoli
|Aggressione davanti al Lumia, coinvolto il consigliere Francesco Rinaldi. Il turista lo accusa, lui replica: “La vittima sono io”
L’uomo che ha presentato denuncia ai carabinieri per l’episodio del 25 luglio scorso ha riconosciuto nel consigliere comunale e nel fratello i due presunti aggressori. Rinaldi conferma di essere stato sul posto ma ribalta la ricostruzione: “Sono stato colpito per primo, mio fratello è intervenuto per difendermi”. I militari dell’Arma hanno acquisito i filmati delle telecamere, e l’indagine sta andando avanti.
C’è un esponente delle istituzioni cittadine nella vicenda dell’aggressione avvenuta la sera del 25 luglio davanti al Lumia Hotel di Termoli. Si tratta di Francesco Rinaldi, consigliere comunale di Termoli da quindici anni, riconosciuto dal turista che ha sporto denuncia ed è finito in ospedale come uno dei due uomini coinvolti nel violento confronto. L’altro è il fratello dello stesso Rinaldi.

Il consigliere, 47 anni, già esponente di Forza Italia e Fratelli d’Italia e attualmente nel gruppo misto, non nega di essere stato sul posto né il contatto fisico, ma respinge le accuse e fornisce una versione diametralmente opposta: sostiene di essere stato lui ad avere ricevuto per primo due pugni in faccia da Tommaso C., e che il fratello sia intervenuto soltanto per difenderlo e separare i contendenti.
Due ricostruzioni inconciliabili, sulle quali saranno i carabinieri a dover fare chiarezza. Secondo quanto ci risulta, gli investigatori hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona come anche quelle dell’hotel e stanno proseguendo nelle indagini con l’obiettivo di fare luce sull’accaduto.
La vicenda era emersa proprio con la denuncia di Tommaso C., arrivato a Termoli con la moglie e la figlia di due anni e quattro mesi per trascorrere un fine settimana in città. L’uomo aveva raccontato di essere stato aggredito davanti all’ingresso del Lumia Hotel dopo avere deciso di lasciare la struttura a causa della musica ad alto volume proveniente dal Roof Garden, che a suo dire rendeva impossibile riposare nella camera assegnata alla famiglia.
Secondo la sua testimonianza, affidata a una denuncia circostanziata, durante l’attesa per riavere la propria automobile si sarebbero avvicinati due uomini che Tommaso aveva già notato nel ristorante dell’albergo.
“Uno dei due mi ha detto: ‘Che problema hai? Questa è una strumentalizzazione’. Gli ho chiesto chi fosse e a quale titolo stesse intervenendo. A quel punto l’altro si è avvicinato dicendo che non potevo rivolgermi così a suo fratello e mi ha dato un pugno”. Così il racconto del turista, che ha denunciato di essere stato aggredito in due momenti distinti, spintonato, colpito al volto e infine scaraventato contro una grande fioriera accanto alle porte scorrevoli dell’hotel. Il referto del pronto soccorso del San Timoteo aveva certificato ferite ed escoriazioni, con una prognosi di dieci giorni. Anche la moglie aveva denunciato di essere stata spintonata mentre teneva la bambina in braccio.

Dopo la pubblicazione del primo articolo, le verifiche svolte hanno portato a identificare nel consigliere comunale e nel fratello i due uomini indicati dal turistaè, che li ha riconosciuti. Lo stesso consigliere ha riferito ai suoi colleghi, sia di maggioranza che di opposizione, di essere coinvolto nella vicenda di sabato 25 luglio, quando è arrivato in commissione in Municipio, il lunedì successivo, con alcune escoriazioni.
Contattato dalla redazione per fornire la propria versione, Francesco Rinaldi ha confermato la presenza sua e del fratello davanti all’albergo, ma ha ribaltato completamente il racconto del turista.
“Lui era fuori dall’hotel e stava sbraitando. Era in uno stato di forte nervosismo, urlava con i passanti, con le persone all’interno dell’albergo e con la reception. Io sono uscito e mi sono preso subito due pugni in faccia. Non gli ho fatto niente e non lo avevo mai visto prima”.
Secondo il consigliere, Tommaso lo avrebbe poi colpito anche quando era a terra. “Io sono caduto e lui continuava con calci e pugni. Se non ci fosse stato mio fratello, mi avrebbe ammazzato di botte. Mio fratello è intervenuto per separarci e allontanarlo. La vittima sono io”.
Rinaldi ha riferito di avere riportato un trauma cranico, escoriazioni al viso, una contusione al ginocchio, oltre a lesioni alle mani e contusioni varie. Non si è recato subito in ospedale, ma lo ha fatto – così ha raccontato – il giorno dopo. La mattina di domenica è stato in pronto soccorso, mentre il fratello – sempre secondo la sua versione – si è fatto visitare dai sanitari del San Timoteo la sera di domenica 26 luglio.
“Sono stato io a chiamare i carabinieri quella sera” ha aggiunto Rinaldi, sostenendo poi di essersi allontanato perché “l’altro era ancora troppo agitato e avevo paura che potesse farmi male”. Quando la pattuglia dell’Arma è arrivata davanti al Lumia, infatti, nessuno dei due era sul posto.
Alle denunce presentate dal turista e dalla moglie si aggiungerebbe la querela annunciata da Rinaldi, della quale il consigliere ha riferito alla redazione. Due denunce che riferiscono due storie diverse. Il consigliere ha raccontato di avere scritto personalmente una querela e di averla portata nella caserma di via Brasile martedì 28 luglio, il giorno successivo alla pubblicazione dell’articolo.
La notizia del suo coinvolgimento nella aggressione davanti l’hotel Lumia assume una rilevanza pubblica proprio per il ruolo istituzionale ricoperto. Consigliere comunale dal 2011, eletto più volte nelle liste del centrodestra, è da anni uno dei protagonisti della vita politica termolese. Le sue eventuali responsabilità restano interamente da accertare. La presenza nella vicenda assume però rilievo pubblico per il ruolo istituzionale ricoperto da Rinaldi, consigliere comunale dal 2011 e da anni protagonista della vita politica termolese.
Ora saranno soprattutto le testimonianze, i referti e le immagini registrate dalle telecamere a dover stabilire che cosa sia accaduto davanti al Lumia Hotel: se il turista sia stato aggredito dai due fratelli, come sostiene nella denuncia, oppure se sia stato lui a colpire per primo Francesco Rinaldi, come afferma il consigliere.
Le due versioni sono incompatibili. Spetta agli investigatori stabilire quale ricostruzione sia confermata dai riscontri.


