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Accoltellamento a Termoli, indagini sul movente: il 19enne fu ferito nell’agguato al buttafuori di un anno fa

La Polizia continua a ricostruire quanto accaduto tra il pestaggio del 3 agosto durante San Basso e l’aggressione di Difesa Grande mentre emerge un precedente. Il ferito, 46 anni, è ancora ricoverato al San Timoteo

Proseguono le indagini della Polizia di Stato del Commissariato di via Cina, diretta dal vicequestore Gabriele Di Giuseppe, sull’accoltellamento avvenuto nel tardo pomeriggio di mercoledì 5 agosto a Termoli. Gli investigatori stanno cercando non solo di ricostruire con precisione la dinamica dell’aggressione, ma soprattutto di fare luce sul contesto nel quale è maturata la vicenda, che negli ultimi giorni ha profondamente colpito la comunità termolese.

L’episodio si è verificato nel quartiere Santa Maria degli Angeli, nella zona di Difesa Grande, anche se non è stato ancora individuato con certezza il punto esatto in cui sarebbe avvenuto l’accoltellamento. Secondo quanto ricostruito finora, il 19enne, ritenuto l’autore dell’aggressione, avrebbe raggiunto il luogo dell’incontro per chiarire quanto accaduto due giorni prima con il 46enne rimasto poi ferito. Il confronto, però, sarebbe rapidamente degenerato e il giovane avrebbe estratto un coltello, colpendo l’uomo alla schiena.

Il 46enne è tuttora ricoverato all’ospedale San Timoteo di Termoli, dove si trova da due giorni. Le ferite riportate sono state giudicate non gravi, ma i medici hanno deciso di mantenerlo sotto osservazione.

Nei confronti del 19enne, che dopo i fatti si è presentato spontaneamente al Commissariato accompagnato dall’avvocato Pino Sciarretta, procede l’ipotesi di lesioni gravi aggravate dall’uso di un’arma bianca.

L’attenzione degli investigatori si concentra soprattutto sulle origini della vicenda. Tutto, secondo quanto emerso finora, avrebbe avuto inizio nel pomeriggio di lunedì 3 agosto, durante i festeggiamenti di San Basso nell’area del porto di Termoli. In quella circostanza il giovane sarebbe stato vittima di un pestaggio al termine di un diverbio. Due giorni dopo avrebbe cercato un chiarimento con uno dei protagonisti di quell’episodio, presentandosi però all’incontro armato di coltello.

Resta da capire se dietro l’accaduto vi sia esclusivamente quella lite oppure se esistano ulteriori elementi che abbiano alimentato il contrasto tra i due. Per questo motivo gli agenti stanno ascoltando persone informate sui fatti e sono alla ricerca di eventuali immagini registrate da telecamere di videosorveglianza che possano contribuire a ricostruire con precisione le diverse fasi della vicenda.

Un elemento che gli investigatori stanno valutando riguarda anche il passato del giovane. Lo scorso anno il 19enne era rimasto a sua volta vittima di un accoltellamento, avvenuto nei pressi di un locale del lungomare nord di Termoli. In quell’occasione, secondo quanto ricostruito, era intervenuto in difesa di un buttafuori vittima di una spedizione punitiva con 8 coltellate, ed era stato colpito anch’egli a un gluteo, riportando ferite non gravi. Al momento, tuttavia, non è emerso alcun elemento che consenta di collegare i due episodi, né che faccia pensare a un regolamento di conti o a una vendetta maturata nel tempo, ma gli inquirenti non possono scartare alcuna pista.

Le verifiche finora svolte escluderebbero inoltre moventi riconducibili allo spaccio di sostanze stupefacenti o ad altre vicende di criminalità organizzata o lavorativa. L’ipotesi principale resta quella di un contrasto personale degenerato fino all’utilizzo del coltello. Si cerca anche l’arma, che al momento non è stata recuperata.

L’episodio si inserisce in un periodo caratterizzato da diversi fatti di violenza che hanno destato preoccupazione sulla costa molisana. Se fino a pochi anni fa casi di accoltellamento erano sostanzialmente sporadici, negli ultimi mesi si registra una crescente attenzione verso l’uso di coltelli, soprattutto tra i più giovani. Un fenomeno che riflette una tendenza osservata anche a livello nazionale, dove sempre più spesso l’escalation di litigi e discussioni sfocia nell’impiego di armi bianche, alimentando un diffuso senso di insicurezza.