Su Robinson di Repubblica in edicola le riflessioni di Guido Saracco alla vigilia di Festival del Sarà a Termoli
Domenica 5 luglio 2026 Robinson, il supplemento culturale de La Repubblica, ha pubblicato in apertura della sezione festival un lungo articolo a firma di Guido Saracco, direttore della Biennale Tecnologia del Politecnico di Torino e ospite della serata inaugurale del 17 luglio: un testo denso, firmato, che affronta il tema centrale dell’undicesima edizione del Festival del Sarà – Dialoghi sul futuro. Il titolo è emblematico: “Prove tecniche di futuro”. Il sottotitolo dice il resto: “Il destino del continente, i giochi della supremazia e il ruolo dell’IA. L’intervento di uno studioso alla vigilia della kermesse di Termoli su questi temi.”
Robinson è la sede in cui la cultura italiana ragiona su se stessa con i propri strumenti migliori: lo spazio in cui un contributo viene pubblicato non è proporzionale alla dimensione dell’evento che lo ospita, ma alla qualità di chi scrive e alla rilevanza di ciò che dice. Che Saracco abbia scelto le colonne di Robinson per anticipare il proprio intervento a Termoli è un segnale preciso: il Festival del Sarà è percepito dai propri ospiti come una piattaforma con il peso editoriale e culturale da giustificare una presenza preliminare sul principale inserto culturale italiano. L’articolo affronta la competizione tecnologica tra Stati Uniti e Cina, il ruolo dell’Europa come potenziale terzo polo dell’intelligenza artificiale e il rischio di ridursi ad arbitro passivo in una partita giocata da altri. Esattamente il terreno su cui il Festival del Sarà costruisce da undici anni il proprio programma.
Non è la prima volta che i media nazionali riservano attenzione al Festival. La storia editoriale della manifestazione ideata e diretta da Antonello Barone è costellata di presenze di rilievo che hanno portato il dibattito termolese fuori dal Molise e dentro le redazioni nazionali. Milena Gabanelli, firma storica del Corriere della Sera e di La7, ha partecipato alla decima edizione con un’intervista esclusiva che ha aperto la serata conclusiva a Termoli: un formato che, per il tipo di ospite e per il peso della testata di riferimento, ha garantito una risonanza ben al di là del pubblico di Piazza Duomo. Alla stessa edizione era presente Stefano Cappellini, vicedirettore di Repubblica, che torna anche nell’undicesima edizione per la presentazione del suo libro “Rossobruni”: una continuità di presenza che trasforma il Festival da evento da coprire a piattaforma da abitare.
Nel corso degli anni il Festival ha attratto l’attenzione di Fortune Italia, del Sole 24 Ore, del Corriere della Sera, di Repubblica e delle principali testate italiane. La copertura mediatica non è mai stata il fine dichiarato del progetto. Il Festival del Sarà non è nato come macchina di visibilità ma come strumento di riflessione, eppure la qualità degli ospiti e la coerenza dei temi hanno costruito nel tempo una reputazione editoriale che oggi si misura anche con il tipo di attenzione che riceve. Un articolo su Robinson alla vigilia dell’apertura non è un caso: è il prodotto di undici anni di lavoro sul campo.
L’edizione 2026, dedicata al tema “L’era della Supremazia. Geopolitica. Tecnologia. Energia”, si svolge a Termoli dal 17 al 19 luglio in Piazza Duomo, con venti relatori d’eccezione, cinque presentazioni di libri, panel su guerra, difesa, intelligenza artificiale, identità, sovranità industriale europea e leadership empatica. L’articolo di Saracco su Robinson ne anticipa i temi con la precisione analitica di chi quei temi li studia da anni e con la consapevolezza che Termoli, in luglio, è il posto in cui quella riflessione trova il suo pubblico più diretto: i cittadini comuni, seduti in piazza, a ragionare insieme di futuro senza filtri.


