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“Questo è fuori di testa”, ma quattro anni dopo si sono sposati. Il matrimonio di Alessandro Corroppoli e Antonella Fusaro

Alla fine l’uomo giusto era lui. Dal primo appuntamento, quando Antonella pensò “questo è fuori di testa”, al sì pronunciato oggi a Poggio Costantino. Il racconto, attraverso le loro stesse parole, di una storia nata quasi per caso, cresciuta giorno dopo giorno e diventata una famiglia. Auguri, ragazzi.

Era il 1 luglio 2022: Alessandro Corroppoli arrivò con un regalo insolito: le ultime due copie dei libri che aveva scritto qualche anno prima. “Pensai: cavolo, sono le uniche due copie che gli sono rimaste e le dà proprio a me, senza nemmeno sapere se domani ci rivedremo”. Poi, nel giro di poche ore, lui le raccontò praticamente tutta la sua vita: la famiglia, le esperienze, gli episodi che lo avevano segnato, come se avesse paura che non ci sarebbe stata un’altra occasione per farlo. Fino a una frase rimasta scolpita nella memoria di Antonella. Lui si abbassò gli occhiali da sole, la guardò e disse: “Comunque tu prima o poi troverai l’uomo giusto”. La sua reazione fu immediata: “Mah… questo è fuori di testa”.

Oggi, 12 luglio 2026, quella frase risuona come una piccola e divertente profezia. Alessandro Corroppoli e Antonella Fusaro si sono sposati a Poggio Costantino, a Termoli, circondati dall’affetto di parenti e amici, al termine di una storia che nessuno dei due, almeno all’inizio, immaginava sarebbe arrivata fin qui.

Alessandro e antonella sposi
Alessandro e antonella sposi

Per molti lettori di Primonumero Alessandro è una firma conosciuta. Per anni è stato redattore del giornale, autore di inchieste, approfondimenti e articoli di cronaca, attualità e politica del territorio. Ancora oggi, tra i moltissimi impegni del suo lavoro a contatto con gli anziani delle residenze assistite e la famiglia, continua a collaborare con la redazione. Antonella, invece, insegna e ogni giorno è abituata a confrontarsi con i ragazzi. È forse anche per questo che, ripensando ai primi mesi della loro conoscenza, racconta tutto con una sincerità disarmante.

“Lo definivo burbero, cinico e antipatico. Un po’ perché volevo creare una distanza tra noi, evitare che diventasse una cosa seria. Diciamo che con me non ha avuto una vita facile”. Eppure, racconta sorridendo, ad Alessandro quella descrizione piaceva.

matrimonio alessandro corroppoli

Anche lui ricorda con semplicità l’inizio di tutto. “Ci siamo conosciuti l’estate del 2022. I primi contatti sono stati alcuni messaggi, poi un primo incontro”. Nessuna costruzione romantica, nessuna ricerca dell’effetto speciale. Soltanto due persone che avevano alle spalle esperienze complicate e che avevano deciso di vivere quel rapporto senza fare programmi.

In realtà, i programmi li faceva soprattutto lui. “Ogni volta che ci salutavamo”, racconta Antonella, “non mi lasciava il tempo di pensare: fissava già il giorno e l’ora dell’appuntamento successivo”. Lei cercava di rallentare. Lui, senza forzare, continuava ad andare avanti.

“Che cosa mi ha convinto a sposarla? Il percorso che abbiamo fatto. L’essere diventati famiglia, un giorno dopo l’altro”, racconta Alessandro.

Ed è proprio la parola “famiglia” il filo invisibile che unisce le loro due versioni della stessa storia.

matrimonio alessandro corroppoli

Lui ricorda una passeggiata, dopo pochi mesi di frequentazione. Antonella si fermò, gli prese il braccio e gli confessò la paura di fargli conoscere i suoi figli, Leo ed Eleonora. Pensava fosse troppo presto. “Quelle parole mi hanno scavato dentro”, racconta oggi Alessandro. “Ho capito che non potevo perderla”.

Lei ricorda esattamente lo stesso momento, ma visto dall’altra parte. “Ho cercato di dissuaderlo, di rimandare quell’incontro. Ma lui continuava a chiedermi di conoscere Leo ed Ele. Alla fine li ha incontrati, ha fatto subito breccia nei loro cuori e lì ho capito che non era più una storia vissuta alla giornata, ma qualcosa di molto più grande”. Oggi, parlando di Alessandro, aggiunge una delle cose che più la colpiscono: “È molto più bravo di me a raccogliere le confessioni dei ragazzi. Quando combinano qualche guaio, vanno prima da lui, chiedono consiglio e poi lo pregano di dirmelo con cautela. È stato davvero bravo a costruire una complicità con loro”.

Naturalmente non sono mancati gli imprevisti. Uno ha persino un nome: Tyson. “Quando ha preso quel cane senza chiedermelo mi sono arrabbiata tantissimo”, racconta Antonella. “Avevo paura dei cani grandi e c’è stato perfino un momento in cui volevo lasciarlo”. Invece, credendo nel loro futuro, ha deciso di affrontare quella paura, intraprendendo un percorso mirato. E oggi Tyson è semplicemente un altro tassello della loro bellissima storia.

matrimonio alessandro corroppoli

Se c’è un momento che Antonella custodisce più di ogni altro, però, è arrivato due anni dopo. Peschici, 12 luglio 2024. Una cena, un anello e una proposta di matrimonio. “È stato un gesto romanticissimo. E proprio da lui, che sostiene sempre che il romanticismo sia soltanto una corrente letteraria”. Ride ancora ricordando la sua prima reazione: “Quella sera sarei voluta scappare. E invece eccomi qui”.

Come tutte le coppie che funzionano, anche loro hanno costruito il proprio equilibrio sulle differenze e sull’ironia.

Per Alessandro, Antonella è “passionale, resiliente e solare”, anche se la prende bonariamente in giro definendola “precisina”, “fissata” per l’igiene della casa e molto più tecnologica di lui, che si definisce invece “un boomer”. “È molto più razionale di me, che invece sono istintivo. Ma soprattutto ha una straordinaria capacità di trasmettermi amore ogni giorno, indipendentemente dalla situazione”.

Lei, invece, non rinuncia alla battuta. “È impossibile che lui possa essere più bravo di me”, scherza rispondendo a una domanda impertinente. Poi, però, gli riconosce di essere più ordinato e preciso, prima di confessare quello che considera il suo difetto peggiore: “Non vuole guidare. Ma proprio no. Nonostante questo, ho deciso di sposarlo”. E se non è amore, come altro definirlo?

Anche il gioco degli animali (della serie: ‘che bestia si sente?’) finisce per raccontare qualcosa di loro. Alessandro si vede come “un bulldog inglese: tozzo, mangione e pigro, sempre sul divano”, mentre immagina Antonella come “un persiano, raffinato e un po’ sciantoso”. Lei ribalta completamente la prospettiva: per lei Alessandro ha i pregi e i difetti di un ippopotamo: calmo, buffo e tranquillo, ma capace di mostrare i denti se si sente minacciato, mentre lei si riconosce nel lupo, animale leale, protettivo e selettivo, capace di stare bene da solo ma pronto a difendere senza esitazione chi ama.

Ad accomunarli tante cose, tra le quali il cinema e i film, soprattutto quelli tratti da storie vere. Sono capaci di rinunciare a un’uscita pur di arrivare insieme all’ultima puntata di una serie. E spesso si ritrovano, senza dirsi nulla, ad asciugarsi le lacrime nello stesso momento.

Forse è proprio questa l’immagine che racconta meglio il loro matrimonio. Non la cerimonia, non il ricevimento. Ma due persone che, dopo essersi incontrate quasi per caso e dopo aver scoperto di avere ancora paura di ricominciare, hanno imparato a condividere la quotidianità, a costruire una famiglia e a commuoversi davanti alle stesse storie.

“Antonella mi ha reso una persona migliore”, dice Alessandro. “Mi ha insegnato a vivere ogni momento con più profondità e sentimento. Sono una persona fortunata ad averla incontrata sulla mia strada”.

Parole che, più di ogni altra cosa, raccontano il senso di questa storia. Quel ragazzo che, al primo appuntamento, disse con assoluta naturalezza: “Tu prima o poi troverai l’uomo giusto”, probabilmente non si era ancora accorto che stava parlando di sé. Lei, invece, continua a sorridere ripensando a quel pomeriggio. A quell’uomo che le regalò le ultime copie dei suoi libri, le raccontò tutta la sua vita in poche ore e, senza alcun motivo apparente, pronunciò quella frase. In quel momento pensò soltanto: “Questo è fuori di testa”. Quattro anni dopo lo ha sposato.

Alessandro e antonella sposi

E, stavolta, siamo certi che avesse ragione lui. Auguri, ragazzi.