Edizione termolese/11
|Al Festival del Sarà Francesco Profumo, lo sguardo di un ex ministro sulla sovranità europea tra finanza e innovazione
Francesco Profumo è uno di quei profili italiani che attraversano i decenni e i settori con una coerenza intellettuale di fondo che non sempre il successo garantisce. Ministro, rettore, presidente di fondazione, banchiere digitale, membro dei board europei dell’innovazione: ogni ruolo ha aggiunto un’angolatura diversa alla stessa convinzione di partenza e cioè che l’innovazione debba essere governata, non subita, e che l’Italia abbia le competenze per farlo se trova la volontà politica e istituzionale. Il 19 luglio porterà questa esperienza al panel “Sovranità europea: energia, automotive, difesa, spazio” nell’undicesima edizione del Festival del Sarà – Dialoghi sul futuro a Termoli, moderato da Antonello Barone.
Già Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nel governo Monti, Presidente del CNR e della Compagnia di San Paolo, Profumo è stato più di recente nominato membro dell’European Innovation Council della Commissione Europea, dove lavora sulla politica di innovazione dell’Unione. Attualmente è Presidente di Isybank, la banca digitale del Gruppo Intesa Sanpaolo, ruolo che lo colloca all’incrocio tra finanza, tecnologia e strategia industriale in uno dei momenti più delicati per il sistema bancario europeo. La sua nomina era stata presentata da Carlo Messina come coerente con il posizionamento di Intesa Sanpaolo come leader europeo in campo tecnologico: un riconoscimento che Profumo porta a Termoli come credenziale concreta, non come titolo onorario.
Il panel del 19 luglio è forse il più operativo dell’intera edizione. Accanto a Profumo siederanno Fabio Pressi (CEO A2A E-Mobility e presidente Motus-E), Raffaele Mauro (co-fondatore e General Partner di Primo Space), Gianluca Ansalone (Head of Public Affairs in Novartis Italia e docente di Geopolitica) ed Elisa Martinotti (Safran Electronics & Defense). Cinque settori strategici – banca digitale, mobilità elettrica, space economy, farmaceutica e difesa industriale – che convergono sulla stessa domanda di fondo: l’Europa è in grado di costruire una sovranità industriale e tecnologica reale, oppure continuerà a dipendere dalle piattaforme americane e dalle produzioni cinesi? Profumo, con la sua visione sistemica costruita su tre decenni ai vertici dell’innovazione italiana ed europea, è la persona giusta per aprire quel ragionamento.


