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Portocannone, gruppo di persone in auto a folle velocità piomba in paese, l’ipotesi è una spedizione punitiva

Momenti di tensione nel centro del paese. Un gruppo di persone di nazionalità albanese, secondo i testimoni, sarebbe arrivato da Campomarino alla ricerca di alcuni connazionali. Torneo di calcetto sospeso. Il sindaco: “Senza una caserma dei carabinieri gestire queste situazioni è più complicato”

L’ipotesi al vaglio dei carabinieri è quella di una spedizione punitiva. È su questa pista che si stanno concentrando gli accertamenti avviati dopo quanto accaduto nella serata di giovedì 9 luglio a Portocannone, dove l’arrivo improvviso di un gruppo di persone a bordo di diverse automobili ha provocato momenti di forte tensione nel centro del paese e seminato paura tra residenti e presenti.

Sull’episodio sono in corso le indagini dei carabinieri, intervenuti dopo le richieste di aiuto arrivate al 112. Al momento non ci sono comunicazioni ufficiali né sono stati resi noti eventuali provvedimenti, mentre gli investigatori stanno ricostruendo con precisione quanto accaduto.

Secondo quanto riferito da più testimoni, il gruppo sarebbe giunto da Campomarino con l’intenzione di rintracciare alcuni connazionali residenti a Portocannone. Si tratta di una ricostruzione ancora oggetto di verifica investigativa, ma diversi racconti coincidono nel descrivere un arrivo improvviso e concitato, con automobili lanciate ad alta velocità nel centro abitato.

Alcune vetture sarebbero salite perfino sui marciapiedi durante la ricerca delle persone che il gruppo intendeva raggiungere. In quei momenti tra la popolazione si sono vissuti attimi di forte apprensione. I presenti hanno riferito di avere avuto l’impressione che qualcuno fosse armato, circostanza che al momento non trova conferme ufficiali e che rientra tra gli aspetti sui quali si stanno concentrando gli accertamenti dell’Arma.

Campomarino caserma carabinieri

La situazione ha avuto ripercussioni anche sul torneo estivo di calcetto che era in corso nel paese. Per ragioni di sicurezza le partite sono state sospese, mentre successivamente – nei giorni a seguire – la manifestazione è ripresa con ulteriori misure di prevenzione, tra cui la presenza di un’ambulanza durante gli incontri.

L’episodio richiama inevitabilmente alla memoria la vicenda di via Pertini a Termoli, avvenuta pochi giorni prima. A richiamare il collegamento è la dinamica iniziale: l’arrivo improvviso di un gruppo di persone che avrebbe cercato alcuni connazionali, generando paura tra i residenti – a passeggio e in giro per il paese, come logico in una calda serata estiva – e rendendo necessario l’intervento delle forze dell’ordine.

A rendere ancora più delicata la gestione dell’emergenza è una criticità che Portocannone conosce da anni: l’assenza di una caserma dei carabinieri sul territorio comunale. Gli interventi vengono garantiti dalla Stazione di Campomarino quando la pattuglia è in servizio oppure dalla Compagnia di Termoli. Anche giovedì sera i militari sono arrivati da Termoli per avviare gli accertamenti.

“Il fatto di non avere una caserma dei carabinieri in paese rende chiaramente le cose più complesse da gestire, soprattutto durante l’estate, quando la popolazione aumenta parecchio”, osserva il sindaco Francesco Gallo, richiamando un tema che da tempo rappresenta una delle principali preoccupazioni dell’amministrazione comunale e dei residenti.

Le indagini proseguono per chiarire con esattezza la dinamica dell’accaduto, individuare tutte le persone coinvolte e verificare se quanto avvenuto giovedì sera possa effettivamente essere ricondotto a una spedizione punitiva o se emerga una diversa ricostruzione dei fatti. Al momento resta la forte preoccupazione di una comunità che, per alcuni minuti, ha visto il proprio centro trasformarsi nello scenario di una vicenda che ha riportato alla mente episodi di violenza che ormai sono più una eccezione nel nostro territorio.