Ponte Trigno, entro un mese il piano Anas per rimuovere le macerie. “Ipotesi prefabbricato in un anno”
Dopo il tavolo tecnico convocato dalla Procura di Larino prende forma la fase operativa della ricostruzione. Via libera ai sondaggi nell’area del crollo, che resta sotto sequestro. Roberti: “I tecnici possono entrare”. Marone: “Definito il cronoprogramma”. L’ipotesi allo studio è un nuovo viadotto prefabbricato per ridurre i tempi
Per oltre tre mesi tutto è rimasto fermo. Il ponte sotto sequestro, le indagini della Procura, le ricerche senza esito di Domenico Racanati, la Statale 16 interrotta e una delle principali vie di collegamento tra Molise e Abruzzo spezzata. Ora, a 104 giorni dal crollo del viadotto sul Trigno, sembra arrivare un primo cambio di passo.
Dal tavolo tecnico convocato questa mattina, mercoledì 15 luglio, dalla Procura della Repubblica di Larino emerge infatti una road map condivisa tra magistratura, Anas, Ministero delle Infrastrutture, Protezione civile, Regione Molise e tutti gli enti coinvolti. Il primo obiettivo è predisporre, entro circa un mese, il piano operativo che consentirà di avviare la rimozione delle macerie nel pieno rispetto delle esigenze investigative. Solo dopo questa fase sarà possibile procedere verso il dissequestro dell’area e dare il via alla ricostruzione del ponte.
“È stata autorizzata l’Anas ad avviare i sondaggi, quindi i tecnici possono finalmente entrare nell’area attualmente interdetta”, spiega il presidente della Regione Molise, Francesco Roberti, al termine di tre ore di vertice in Tribunale in una giornata arroventata, che sembra lontana anni luce della pioggia battente e violenta che ha trascinato via la campata del viadotto sulla Statale 16, inghiottendo l’auto di Domenico Racanati, 53enne pescatore pugliese tuttora disperso.

I rilievi preliminari, viene spiegato, serviranno a definire il piano di intervento sulla campata crollata. Contestualmente, i consulenti nominati dalla Procura potranno completare gli accertamenti indispensabili per ricostruire le cause del cedimento e preservare tutti gli elementi utili all’inchiesta per crollo colposo e omicidio colposo.
La rimozione delle macerie non sarà infatti un semplice intervento di demolizione. Ogni fase dovrà essere pianificata – chiarisce l’assessore ai Lavori Pubblici del Molise Michele Marone – insieme ai tecnici dell’autorità giudiziaria, che indicheranno ad Anas modalità e tempi di smontaggio delle strutture per evitare che vengano compromesse prove rilevanti ai fini delle indagini. La procuratrice capo di Larino Elvira Antonelli per il momento non ha rilasciato dichiarazioni, e del resto sulla inchiesta per crollo e omicidio colposo c’è la riservatezza dovuta alle indagini in fase preliminare, ma appare evidente che solo al termine di questo percorso il ponte potrà essere dissequestrato e passare definitivamente nella disponibilità degli enti chiamati a ricostruirlo. Presenti esponenti di Anas, Esercito Italiano, Protezione Civile, Capitaneria di Porto, Genio civile, Vigili del fuoco, mentre per Montenero di Bisaccia era presente la sindaca Simona Contucci con i suoi tecnici. Non invitato invece il Comune di Petacciato, il più penalizzato dal punto di vista della viabilità.
Parallelamente prende forma anche il futuro del nuovo viadotto. “Proprio in base ai risultati dei sondaggi si deciderà se ricostruire il ponte nella stessa sede oppure realizzarne uno nuovo in adiacenza“, spiega ancora il Governatore Roberti. Tra le soluzioni illustrate da Anas durante il tavolo tecnico c’è anche quella di un ponte prefabbricato, assemblato e successivamente posato una volta completati gli appoggi. Una tecnologia che consentirebbe di comprimere sensibilmente i tempi di esecuzione e che, secondo quanto riferito dal presidente della Regione, potrebbe permettere di completare l’opera nell’arco di circa un anno.

La giornata di oggi segna anche un cambio di metodo. Per la prima volta, infatti, tutti gli enti interessati si sono confrontati attorno allo stesso tavolo, mettendo insieme le esigenze dell’inchiesta, le attività di ricerca del disperso e la progettazione della nuova infrastruttura.
“È stato il primo incontro operativo tra tutti gli enti coinvolti nella ricostruzione del ponte sul Trigno”, sottolinea l’assessore regionale alle Infrastrutture Michele Marone. “È stato un confronto estremamente proficuo che ha permesso di coordinare le attività investigative ancora in corso, le ricerche della persona dispersa e le prime ipotesi progettuali per la ricostruzione di un’infrastruttura fondamentale non solo per collegare nuovamente Molise e Abruzzo, ma per ripristinare la continuità della rete delle strade statali lungo l’Adriatico”.

Secondo Marone, dal tavolo sono state “poste le basi per definire un cronoprogramma” che accompagnerà tutte le prossime fasi: dalle ricerche di Domenico Racanati alla rimozione della campata crollata, fino alla costruzione del nuovo ponte, “che con ogni probabilità sarà un’infrastruttura completamente nuova”.
Resta ancora aperto il capitolo del dissequestro. “Tutto dipenderà dai tempi della Procura“, osserva Roberti. Finché le esigenze investigative non saranno soddisfatte, il cantiere non potrà partire. Ma per la prima volta, dopo oltre cento giorni di stallo, esiste una programmazione condivisa che prova a far convivere due esigenze finora difficili da conciliare: accertare le responsabilità del crollo e restituire al territorio un collegamento strategico, la cui assenza continua a pesare sulla mobilità e sull’economia dell’intera costa adriatica.

