Un ponte in costruzione sul Trigno c’è, ma è quello della Ciclovia: sarà pronto entro l’anno
Dopo oltre tre mesi di stop ripresi i lavori del ponte ciclopedonale della Ciclovia Adriatica, bloccati dal crollo del viadotto della Statale 16 e dal sequestro dell’area. L’opera, distinta dal ponte carrabile, dovrà essere completata entro il 31 dicembre grazie alla proroga dei fondi Pnrr
Un ponte sul fiume Trigno è in fase di costruzione, ma non è quello che tutti si aspettano, bensì quello della Ciclovia Adriatica. A prendere forma è infatti l’attraversamento ciclopedonale, il cui cantiere era stato interrotto tra la fine di marzo e l’inizio di aprile, prima dall’alluvione e poi dal crollo del viadotto della Statale 16, che ha portato al sequestro dell’area nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Larino.
Mentre per il ponte carrabile bisognerà attendere il completamento delle attività investigative, la demolizione di ciò che resta della struttura e l’avvio della ricostruzione, il ponte destinato a pedoni e ciclisti è tornato a crescere. Salvo ulteriori imprevisti, sarà completato entro la fine del 2026, grazie alla proroga concessa per l’utilizzo dei fondi del Pnrr.
Dalla scorsa settimana il cantiere, che prima dell’alluvione era ben avviato, è nuovamente operativo e il cambiamento è già evidente. Sono visibili mezzi d’opera, gru, escavatori, materiali prefabbricati e soprattutto le armature in ferro delle future strutture portanti del ponte, segno che i lavori sono effettivamente ripresi dopo oltre tre mesi di stop.

La ripartenza mette fine a una fase di totale immobilità. Dopo il crollo del ponte della SS16, avvenuto il 2 aprile scorso, tutta l’area era rimasta coinvolta nelle attività investigative disposte dalla Procura di Larino nell’ambito dell’inchiesta per crollo colposo e omicidio colposo, aperta dopo la scomparsa del pescatore Domenico Racanati. Il sequestro aveva inevitabilmente bloccato anche il cantiere della passerella ciclopedonale, nonostante si trattasse di un’opera completamente diversa rispetto al viadotto stradale.
È proprio questo l’aspetto che merita di essere chiarito. Il ponte delal Ciclovia non sostituirà il ponte carrabile della Statale 16 sul fiume Trigno, né potrebbe farlo. Le due infrastrutture hanno finalità, caratteristiche tecniche e progettuali completamente differenti. Il ponte della Ciclovia Adriatica è stato concepito esclusivamente per il transito di pedoni e biciclette e non è dimensionato per sostenere il traffico veicolare. Nei giorni scorsi era stata avanzata anche l’ipotesi di un suo eventuale adattamento al passaggio delle automobili, ma allo stato attuale questa possibilità non trova alcun riscontro tecnico o progettuale.
L’opera rappresenta invece uno dei tasselli fondamentali della Ciclovia Adriatica, il grande itinerario cicloturistico destinato a collegare la costa adriatica da Santa Maria di Leuca fino a Trieste. Il ponte sorgerà tra il viadotto della Statale 16 e quello dell’Autostrada A14, consentendo di superare il fiume Trigno e di unire il territorio di Petacciato con quello di Montenero di Bisaccia.
Intanto è stato completato il collegamento lungo via Umberto Nobile, che proprio transitando sotto il primo tratto del vecchio ponte sulla Statale 16 conduce fino alla zona della Costa Verde di Montenero di Bisaccia, superando l’incrocio con via Andrea Doria. Da qui il percorso si innesta sulla pista ciclabile già esistente e prosegue verso San Salvo Marina, dove si collega con la Via Verde della Costa dei Trabocchi, permettendo di pedalare senza interruzioni lungo il litorale abruzzese. Proseguono intanto i lavori sul tracciato fra Montenero di Bisaccia e Petacciato, e parallelamente quelli a Rio Vivo e a Marinelle, nonostante le immancabili polemiche.

Con la ripresa dei lavori sul ponte ciclopedonale, prende così forma uno degli interventi più attesi dell’intero tratto molisano della Ciclovia Adriatica. Rimane invece ancora tutta da scrivere la vicenda del ponte carrabile sul Trigno, per il quale saranno decisive le prossime settimane: prima dovranno concludersi le operazioni autorizzate dalla Procura, comprese le ricerche del dispero Domenico Racanati, poi sarà possibile procedere con la demolizione dei resti della struttura e con la successiva ricostruzione del collegamento sulla Statale 16.



