Un tratto di A14 a doppio senso per bypassare il viadotto crollato: impegno bipartisan sulla bretella anti-crisi
Da una idea di Micaela Fanelli con i tecnici Anas all’impegno dell’assessore Michele Marone: il progetto c’è, si cerca l’accordo con autostrade. Ecco come sarà il progetto che potrebbe semplificare la viabilità in Molise per salvare imprese turistiche e pendolari
Utilizzare un tratto dell’A14 come bypass temporaneo del ponte sul Trigno: è il piano su cui si sta lavorando per ripristinare almeno in parte il collegamento tra Molise e Abruzzo, interrotto dal crollo del viadotto sulla Statale 16. L’ipotesi, emersa nelle ultime settimane, ha una particolarità non secondaria: è stata lanciata dalla consigliera regionale del Partito Democratico Micaela Fanelli e successivamente sposata dall’assessore regionale ai Lavori pubblici Michele Marone (Lega), a conferma di come la ricerca di una soluzione ai pesanti disagi stia trovando una convergenza bipartisan.
Sono passati quasi quattro mesi dal crollo del viadotto sul Trigno, ma per la prima volta emerge una soluzione concreta che potrebbe alleggerire i pesanti disagi causati dall’interruzione della Statale 16 tra Molise e Abruzzo. L’ipotesi su cui si sta lavorando da mesi prevede di utilizzare circa due chilometri dell’autostrada A14 come bypass temporaneo del ponte crollato il 2 aprile, consentendo così di superare il fiume Trigno e ripristinare un collegamento fondamentale tra le due regioni in attesa della ricostruzione del nuovo viadotto.
L’idea è ancora in fase di approfondimento tecnico e autorizzativo, ma nelle ultime settimane ha compiuto passi avanti grazie al coinvolgimento di Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Anas e Autostrade per l’Italia. L’obiettivo, se tutti gli enti coinvolti riusciranno a trovare un’intesa, sarebbe quello di rendere operativo il collegamento già nel prossimo autunno, offrendo una risposta concreta a un’emergenza che continua a pesare sulla viabilità e sull’economia della costa molisana.
Il progetto prevede la realizzazione di una breve bretella di collegamento alle spalle del distributore Eni di Petacciato Marina, poco distante dalla rotatoria della località balneare. Sfruttando una strada già esistente e un intervento di modesta entità, si raggiungerebbe l’autostrada, dove gli automobilisti potrebbero percorrere la carreggiata nord dell’A14 come se fosse la Statale 16. Il traffico verrebbe regolato in doppio senso di marcia, con una corsia riservata a ciascuna direzione, fino allo svincolo autostradale di Vasto Sud-Montenero di Bisaccia, dove si tornerebbe sulla viabilità ordinaria.
Parallelamente, anche la normale circolazione autostradale verrebbe concentrata sulla carreggiata opposta (oggi direzione Sud), con una corsia per senso di marcia, una configurazione già adottata abitualmente in numerosi tratti dell’A14 durante cantieri e interventi di manutenzione.
Un sistema dal costo stimato contenuto (poche centinaia di migliaia di euro) che permetterebbe di bypassare completamente il fiume Trigno, eliminando il lungo percorso alternativo oggi necessario per attraversare il confine tra Molise e Abruzzo. Naturalmente si tratterebbe di una soluzione temporanea, destinata a restare in funzione soltanto fino alla realizzazione del nuovo ponte sulla Statale 16. Sul tracciato starebbe lavorando un gruppo di tecnici e ingegneri, chiamato a individuare il punto esatto nel quale realizzare la rampa, verificarne le quote e stabilire come regolare il traffico sul tratto autostradale.
Prima di individuare l’attuale soluzione era stata presa in considerazione anche un’altra ipotesi, più corta ma ritenuta decisamente più complessa da realizzare. L’idea iniziale prevedeva infatti di sfruttare come ingresso da Sud l’area di servizio Trigno Est dell’A14, in territorio di Montenero di Bisaccia, per poi uscire all’altezza del Centro Commerciale Costaverde, sempre nel territorio montenerese.
Un bypass inferiore al chilometro che, almeno sulla carta, avrebbe consentito di attraversare il Trigno con un percorso ancora più diretto. Le verifiche tecniche hanno però evidenziato criticità tali da far accantonare questa soluzione: sarebbe stato necessario realizzare una strada completamente nuova nell’area della Costa Verde, costruire una rampa di collegamento particolarmente impegnativa per superare il dislivello, dal momento che in quel tratto l’autostrada corre sopraelevata rispetto al piano di campagna, e soprattutto trasformare l’area di servizio in un vero e proprio svincolo, con interventi infrastrutturali ben più onerosi e tempi di realizzazione incompatibili con l’urgenza dell’emergenza e con le esigenze di sicurezza.

La proposta nasce già nelle settimane successive al crollo del viadotto. A lanciarla, raccogliendo le richieste di imprenditori, commercianti e operatori turistici della costa molisana, fu la consigliera regionale del Partito Democratico Micaela Fanelli, che con l’aiuto di alcuni tecnici individuò proprio nell’utilizzo di un breve tratto dell’A14 la soluzione più rapida per ristabilire un collegamento diretto tra i due territori.
Successivamente il progetto è stato sposato e fatto proprio dall’assessore regionale Michele Marone, che ha avviato un confronto con i vertici del Ministero, di Anas e di Autostrade per l’Italia per verificarne la fattibilità tecnica e amministrativa. Un lavoro favorito anche dal ruolo di consigliere giuridico del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ricoperto dallo stesso Marone, che ha consentito di portare rapidamente la proposta ai tavoli istituzionali competenti.

Il progetto avrebbe come riferimento tecnico anche Fulvio Soccodato, ingegnere con una lunga esperienza nella gestione delle opere straordinarie e già subcommissario di Giovanni Legnini. A confermare a Primonumero l’esistenza del progetto è stato lo stesso assessore regionale Michele Marone, che a margine del tavolo tecnico del 15 luglio alla Procura di Larino, ha spiegato come siano in corso le interlocuzioni tra Ministero, Anas e Autostrade per l’Italia per verificare la fattibilità della soluzione e definire un accordo tra tutti gli enti coinvolti.
Il tempo, però, resta un fattore decisivo. Se l’intervento non potrà ormai incidere sulla stagione estiva, già abbondantemente avviata, potrebbe comunque rappresentare una svolta per i prossimi mesi, restituendo continuità ai collegamenti e offrendo un sostegno concreto alle attività commerciali, alle imprese della Costa Verde di Montenero di Bisaccia, a Petacciato e all’intero comprensorio costiero, duramente colpiti dalle conseguenze del crollo del viadotto.

La ricostruzione del nuovo ponte sul Trigno resta naturalmente la soluzione definitiva, ma richiederà ancora tempo. Proprio per questo il bypass sull’A14 assume oggi un’importanza strategica. Il lavoro tecnico e istituzionale va avanti ormai da diversi mesi e ha consentito di individuare il tracciato ritenuto più sostenibile, superando anche ipotesi che si sono rivelate impraticabili.
Adesso, però, serve un’accelerazione: occorre arrivare rapidamente a un’intesa tra tutti gli enti coinvolti, sciogliere gli ultimi nodi autorizzativi e trasformare un progetto ormai delineato in un’opera concreta. Sarebbe anche un segnale concreto di attenzione verso un territorio che, dopo la mobilitazione istituzionale e le numerose visite dei primi giorni successivi al crollo del 2 aprile, ha progressivamente maturato la sensazione di essere stato, se non dimenticato, quantomeno messo in secondo piano. Per un territorio che dal 2 aprile convive con una viabilità compromessa e con pesanti ripercussioni economiche, ogni ulteriore ritardo rischia infatti di prolungare un’emergenza che attende ancora la sua prima vera risposta.


