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Ponte sul Trigno, imprese al collasso: Confesercenti Abruzzo e Molise chiede un tavolo di crisi

Le associazioni regionali scrivono a Regioni, Anas e Procura: “Servono ristori, viabilità alternativa e tempi certi”. Le attività economiche denunciano danni sempre più pesanti mentre il ponte resta sotto sequestro in attesa degli sviluppi dell’inchiesta sul crollo.

Sono passati più di tre mesi dal crollo del ponte sul Trigno, ma per centinaia di imprese di confine l’emergenza non è affatto terminata. Anzi, rischia di aggravarsi con il pieno della stagione estiva. Per questo le Confesercenti di Abruzzo e Molise lanciano un appello congiunto alle istituzioni chiedendo l’apertura immediata di un tavolo di crisi interregionale e misure concrete per sostenere un tessuto economico che definiscono ormai “in ginocchio”.

La richiesta è contenuta in una lettera inviata ai presidenti delle Regioni Marco Marsilio e Francesco Roberti, agli assessori competenti, ai presidenti delle Province di Chieti e Campobasso, ai sindaci di San Salvo e Montenero di Bisaccia, ad Anas e, per conoscenza, anche alla Procura della Repubblica di Larino.

“A distanza di mesi dal crollo – scrivono i presidenti regionali Daniele Erasmi e Antonio D’Ambrosio – la totale paralisi della viabilità su un’arteria così strategica sta provocando danni economici incalcolabili”. Le conseguenze, secondo Confesercenti, sono ormai sotto gli occhi di tutti: trasporti costretti a lunghi percorsi alternativi, aumento dei costi logistici, diminuzione dei flussi turistici e crescente isolamento delle attività commerciali che operano tra Abruzzo e Molise.

Le due associazioni precisano di avere “massima fiducia nell’operato della Procura della Repubblica” e riconoscono che il sequestro dell’area è necessario per consentire gli accertamenti sulle cause del crollo. Allo stesso tempo, però, chiedono che le istituzioni trovino un punto di equilibrio tra le esigenze investigative e quelle economiche di un territorio che continua a pagare un prezzo elevatissimo.

Tra le proposte avanzate figurano l’istituzione di un tavolo di crisi permanente con Regioni, Anas, Comuni e rappresentanze economiche, la ricerca di soluzioni viarie alternative, ristori straordinari per le imprese più colpite e un confronto con l’autorità giudiziaria per verificare la possibilità di un dissequestro parziale o condizionato dell’area, compatibilmente con le esigenze dell’inchiesta, così da consentire almeno l’avvio della progettazione e dei primi interventi di messa in sicurezza.

Una richiesta che arriva mentre l’inchiesta coordinata dalla Procura di Larino prosegue su due fronti: da una parte l’accertamento delle cause del crollo del viadotto, dall’altra le ricerche di Domenico Racanati, il pescatore di Bisceglie disperso dal 2 aprile scorso. Proprio per coordinare le prossime attività investigative e operative, il procuratore capo Elvira Antonelli ha convocato per il 15 luglio un tavolo tecnico con Ministero delle Infrastrutture, Protezione civile, Anas, Regione Molise, Autorità di Bacino, Vigili del Fuoco, Guardia Costiera, Marina Militare, Genio Militare e gli altri enti coinvolti.

L’obiettivo sarà quello di programmare i successivi interventi, compresi i dragaggi del Trigno nell’area dove il magnetometro ha rilevato anomalie del campo magnetico, passaggio ritenuto necessario per proseguire le ricerche del disperso e completare gli accertamenti tecnici che dovranno precedere il definitivo dissequestro del ponte.

È proprio l’assenza di un cronoprogramma certo che oggi preoccupa maggiormente il mondo produttivo. “Le imprese non possono più aspettare”, avverte Confesercenti, annunciando che, in mancanza di segnali concreti, l’associazione è pronta a promuovere iniziative di mobilitazione e protesta a tutela delle attività economiche dei due territori.