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Stazione Ponte e parcheggi sopra i binari per ricucire Termoli: c’è lo studio di fattibilità sul maxi progetto di Ferrovie – FOTO

Resta il nodo finanziamenti: la minoranza in Consiglio non vota perché “non c’è copertura”. Oggi il dibattito e l’approvazione del documento in aula. Primonumero ha visionato il progetto: una stazione-ponte per collegare i due lati della città, un parcheggio sopra la ferrovia, nuovi percorsi, lo spostamento dello scalo merci e una mobilità completamente ripensata.

Un ponte sopra i binari per unire i due lati della città, un parcheggio costruito sulla sede ferroviaria, una nuova stazione completamente accessibile con ascensori e scale mobili, terminal degli autobus, ciclostazione e una radicala riorganizzazione degli spazi urbani. È questo il progetto elaborato da Rete Ferroviaria Italiana per il nodo ferroviario di Termoli, tornato al centro del dibattito durante il Consiglio comunale di oggi 23 luglio, dove è emerso però un nodo destinato a pesare sul futuro dell’intervento: oggi manca una copertura economica che ne consenta la realizzazione.

E’ saltato fuori, invece, il famoso studio di fattibilità che tutti, non solo i consiglieri comunali, aspettavano di visionare. E, al netto della problematica finanziaria (che secondo la maggioranza sarà risolta con i successivi passaggi e il progetto esecutivo con i dettagli finanziari), è uno studio che sembra involontariamente il frutto delle tante richieste e ispirazioni arrivate in questi anni dal territorio, dai comitati, e perfino dagli ‘esperti’.

Il progetto (che definiamo tale per semplificare, perchè al momento si tratta solo di uno studio di fattibilità) non riguarda soltanto la costruzione di una nuova stazione. Lo studio di fattibilità predisposto da RFI, insieme al documento progettuale elaborato dal Comune di Termoli durante il confronto con Ferrovie dello Stato, delinea una trasformazione molto più ampia, destinata a cambiare il rapporto tra la città e la ferrovia, nell’ambito del raddoppio ferroviario Termoli-Ripalta.

L’obiettivo primario, evidenziato, è quello di ridurre l’effetto di separazione creato dalla linea ferroviaria, migliorare l’accessibilità della stazione e riorganizzare un’area strategica della città. Tutti gli interventi previsti, dal ponte sopra i binari al parcheggio, fino ai nuovi collegamenti pedonali e ciclabili, sono stati progettati come parti di un unico sistema e non come opere indipendenti.

La stazione cambia volto

La trasformazione parte dalla stazione ferroviaria. L’impianto attuale dispone di nove binari, ma il progetto ne prevede una nuova configurazione con otto binari, mantenendo quelli dedicati alla circolazione principale e riorganizzando gli spazi oggi occupati dal traffico merci. L’obiettivo è adeguare la stazione agli standard europei senza alterarne la funzionalità ferroviaria.

Anche le banchine verranno completamente ripensate. Il progetto ne prevede  l’allargamento, così da facilitare l’accesso ai convogli e migliorare la sicurezza dei viaggiatori.

Per quanto riguarda l’accessibilità, la stazione sarà dotata di ascensori per ogni banchina, nuove scale, percorsi dedicati alle persone con disabilità, pavimentazioni tattili e collegamenti privi di barriere architettoniche. Si tratta di uno dei cambiamenti più significativi rispetto alla situazione attuale, che costringe ancora oggi molti utenti a utilizzare esclusivamente le scale del sottopasso.

Anche il fabbricato della stazione subirà una profonda riorganizzazione. Il progetto prevede il mantenimento dell’edificio storico, mentre una parte del fabbricato più recente verrà demolita per fare spazio alla nuova configurazione. I servizi oggi ospitati in quell’area saranno trasferiti nella nuova struttura che costituirà il fulcro dell’intervento.

Il ponte che unirà i due lati della città

Il cuore del progetto è rappresentato dalla nuova stazione-ponte, una struttura destinata a sostituire l’attuale sistema di accesso ai binari e, allo stesso tempo, a creare un nuovo collegamento tra via Duca degli Abruzzi e viale Trieste.

Non si tratta di una semplice passerella. Il progetto prevede la realizzazione di un edificio sopraelevato, lungo circa 80 metri e largo 30, che diventerà il nuovo ingresso della stazione. Da qui i passeggeri potranno raggiungere le banchine attraverso ascensori e scale, mentre un percorso separato consentirà anche ai pedoni di attraversare la ferrovia senza dover utilizzare il sottopasso.

L’idea è quella di trasformare la stazione in un punto di collegamento tra due parti della città oggi divise dai binari. Per questo motivo il ponte non sarà riservato esclusivamente ai viaggiatori, ma costituirà anche un nuovo percorso urbano.

Per raggiungere le banchine saranno installati ascensori su ogni marciapiede, due scale fisse e, sul lato della città storica, anche due scale mobili, una soluzione oggi assente nella stazione di Termoli.

Il parcheggio sopra i binari, l’opera più innovativa del progetto

Se la stazione-ponte rappresenta l’intervento più visibile, la vera novità del progetto è probabilmente la piastra parcheggio prevista sopra la sede ferroviaria, proprio quella che da oltre 15 anni viene indicata, da più parti, come soluzione per riallacciare due pezzi urbani che oggi sono divisi dai binari e nello stesso tempo andare incontro alle esigenze di residenti e turisti alle prese con una atavica penuria di posti auto praticamente da sempre.

L’opera sorgerà nella parte sud della stazione e avrà una lunghezza di circa 160 metri, con una larghezza variabile tra 37 e 50 metri. Sopra questa struttura verrà realizzato un nuovo parcheggio che, secondo le tavole progettuali predisposte dal Comune, ospiterà 120 posti auto, oltre a tre stalli riservati alle persone con disabilità e 10 posti per motocicli.

Nelle intenzioni dei progettisti la piastra svolge contemporaneamente diverse funzioni. Da una parte aumenta gli spazi destinati alla sosta, dall’altra libera superfici a livello stradale che potranno essere utilizzate per percorsi pedonali, aree verdi e per la riorganizzazione dell’intero piazzale della stazione.

La copertura dei binari consentirà di limitare sensibilmente la presenza delle tradizionali barriere antirumore nell’area della stazione. In pratica sarà la stessa struttura del parcheggio, insieme alla nuova stazione-ponte, a contribuire alla mitigazione acustica, riducendo la necessità di installare centinaia di metri di pannelli lungo la linea ferroviaria.

Una soluzione che inizialmente non era scontata

Nel documento predisposto dal Comune di Termoli durante il confronto con RFI emerge infatti che la realizzazione della piastra sopra i binari non era inizialmente condivisa. Ferrovie aveva espresso alcune riserve sulla fattibilità dell’intervento, mentre l’amministrazione comunale chiedeva che l’ipotesi non venisse accantonata senza un approfondimento tecnico.

Lo studio di fattibilità ha poi portato a una conclusione diversa. La piastra è stata inserita tra le opere principali del progetto e viene considerata parte integrante della nuova configurazione della stazione. Secondo i progettisti, realizzare prima la stazione e rinviare il parcheggio significherebbe aumentare tempi, costi e interferenze con la circolazione ferroviaria.

Una nuova mobilità intorno alla stazione

La riqualificazione della stazione è solo una parte del progetto, perchè lo studio di fattibilità interviene anche sulla mobilità urbana, con l’obiettivo di migliorare i collegamenti tra le due parti della città e rendere più semplice l’interscambio tra treni, autobus, biciclette e auto.

L’area di via Duca degli Abruzzi sarà completamente ridisegnata. Davanti alla stazione troveranno posto il nuovo terminal degli autobus, una ciclostazione, percorsi pedonali più ampi, aree verdi e il sistema dei parcheggi collegato alla piastra sopra i binari. L’attuale capolinea del trasporto pubblico sarà riorganizzato per liberare spazio davanti al fabbricato storico e rendere più ordinati gli accessi alla stazione.

Lo studio affronta anche il tema della cosiddetta ricucitura urbana, cioè dei collegamenti tra quartieri oggi separati dalla ferrovia. Tra gli interventi ritenuti realizzabili c’è il nuovo collegamento carrabile tra via Corsica e via Rio Vivo, individuato nella terza delle soluzioni progettuali esaminate. È inoltre previsto un nuovo percorso ciclopedonale nell’area di via del Mare, che collegherà il lungomare Cristoforo Colombo con via del Ciclismo e comprenderà anche la sistemazione degli spazi circostanti, dove viene ipotizzata la realizzazione di uno skate park.

via del mare riaperta

Il progetto comprende anche un nuovo sovrappasso ciclopedonale nell’area dell’ex viadotto della Foce dell’Angelo. L’opera consentirà di collegare il lungomare con la zona del cimitero e dello stadio comunale, creando un nuovo attraversamento della linea ferroviaria.

Non tutte le richieste contenute nel Protocollo d’intesa hanno però superato le verifiche tecniche. Lo studio esclude, ad esempio, il collegamento carrabile tra viale Padre Pio e via Rio Vivo, giudicato non fattibile, e ritiene non perseguibile il sottopasso ciclopedonale previsto in via Magellano. Si tratta di interventi che, secondo i progettisti, presentano criticità tali da impedirne l’inserimento nel progetto definitivo.

 

Lo scalo merci si sposta a Guglionesi

Tra gli interventi previsti figura anche il trasferimento dello scalo merci da Termoli a Guglionesi-Portocannone, lungo la linea per Campobasso, davanti all’ex Zuccherificio. L’obiettivo è liberare parte degli spazi oggi occupati dalle attività logistiche e consentire la nuova configurazione della stazione.

Questo non significa che il traffico merci scomparirà completamente da Termoli. Il progetto mantiene infatti alcuni binari destinati al servizio merci, ma trasferisce fuori dal centro cittadino le principali attività dello scalo.

Lo studio precisa inoltre che non rientra nel progetto il collegamento ferroviario con il porto di Termoli. L’ipotesi non viene bocciata, ma semplicemente esclusa dall’ambito dello studio di fattibilità e quindi non viene sviluppata.

Meno barriere antirumore grazie alla nuova stazione

Come detto, la nuova configurazione della stazione e la realizzazione della piastra sopra i binari consentiranno di ridurre sensibilmente la presenza delle tradizionali barriere antirumore nell’area centrale. Dove inizialmente sarebbero stati necessari circa 390 metri di pannelli, la nuova soluzione progettuale riduce l’intervento a 66 metri, affidando alla stessa architettura della stazione e del parcheggio parte della funzione di schermatura acustica.

Le barriere resteranno invece nei tratti esterni alla stazione, dove continueranno a essere necessarie per rispettare i limiti previsti dalla normativa.

È proprio su questo tema che, durante la fase di confronto con RFI, il Comune aveva espresso le maggiori osservazioni. L’Amministrazione Balice riteneva infatti che lunghe barriere verticali avrebbero accentuato la separazione tra le due parti della città e aveva chiesto di individuare soluzioni alternative, poi recepite nello studio di fattibilità attraverso la nuova configurazione della stazione.

La nuova stazione di Termoli

Cantieri in quattro fasi e stazione sempre aperta

Un progetto di queste dimensioni richiederà una lunga fase di realizzazione. Lo studio prevede che la riqualificazione della stazione venga suddivisa in quattro fasi, così da consentire ai treni di continuare a circolare durante i lavori.

La riconfigurazione dei binari, la costruzione della stazione-ponte e quella della piastra parcheggio procederanno parallelamente. Secondo i progettisti si tratta di opere strettamente collegate, che non possono essere separate senza aumentare tempi, costi e interferenze con l’esercizio ferroviario.

La durata prevista per il cantiere della nuova stazione e della piastra parcheggio è di circa 54 mesi (quattro anni e mezzo), mentre gli altri interventi – dalla ricucitura urbana allo spostamento dello scalo merci – seguiranno cronoprogrammi distinti ma in parte sovrapposti.

Ed è proprio su un’opera di queste dimensioni che si innesta il tema affrontato durante il Consiglio comunale del 23 luglio: quello delle risorse necessarie per trasformare il progetto in un cantiere vero e proprio.

Il dibattito in Consiglio comunale

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Nel dibattito sono emerse soprattutto le perplessità delle opposizioni, che hanno scelto di non partecipare al voto ritenendo insufficiente il documento sottoposto all’esame del Consiglio. Marcella Stumpo, Manuela Vigilante e Oscar Scurti hanno evidenziato come quello presentato da RFI sia soltanto uno studio di fattibilità, privo di un progetto definitivo, di un cronoprogramma e soprattutto di finanziamenti certi. Secondo i consiglieri, le opere compensative richieste dalla città non sarebbero ancora garantite e il Comune avrebbe già assunto impegni economici rilevanti per l’acquisizione delle aree senza ottenere, almeno per ora, contropartite vincolanti da parte di RFI. Sono state inoltre sollevate critiche su alcune scelte progettuali, dall’impatto paesaggistico della copertura della ferrovia alle soluzioni per il verde urbano e la mitigazione ambientale.

Articolata la posizione del consigliere di maggioranza Nicola Felice, che pur annunciando voto favorevole ha invitato ad accelerare il percorso progettuale. Ha riconosciuto come passo avanti la consegna dello studio di fattibilità, ma ha sottolineato che il vero obiettivo deve essere arrivare rapidamente al progetto di fattibilità tecnico-economica, indispensabile per reperire i finanziamenti. Ha inoltre proposto la convocazione di un Consiglio comunale monotematico sul raddoppio ferroviario e sulle opere compensative, chiedendo anche un approfondimento dei rapporti storici tra Comune e Ferrovie per la gestione delle aree interessate.

Di segno opposto gli interventi della maggioranza. Giuseppe Mottola (Forza Italia) ha ricordato che nel 2013 RFI aveva chiesto al Comune di Termoli la restituzione delle proprie aree, evidenziando che l’attuale amministrazione sta cercando di risolvere i problemi lasciati in sospeso. Bruno Fraraccio (Lega) ha definito il provvedimento il risultato di un lungo lavoro istituzionale che consentirà al Comune di recuperare importanti aree ferroviarie, riorganizzare la mobilità e realizzare nuovi parcheggi.

In conclusione il sindaco Nicola Balice ha invece respinto le critiche, ricordando che il protocollo d’intesa prevede proprio una fase iniziale di studio di fattibilità cui seguiranno il progetto di fattibilità e quello definitivo. Ha inoltre sostenuto che l’amministrazione abbia imposto a RFI la consegna dello studio prima dell’approvazione in Consiglio e rivendicato il lavoro svolto per regolarizzare situazioni pregresse relative alle aree ferroviarie, compreso il parcheggio multipiano di via Campania che è risultato essere abusivo al Catasto.

Al termine del confronto la delibera è stata approvata con 19 voti favorevoli, mentre quattro consiglieri hanno scelto di non partecipare al voto.