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Ponte dello Sceriffo, firmato l’accordo: parte il piano da 15 milioni per riaprire il viadotto

Dopo la delibera regionale di aprile arriva il passaggio che rende operativo l’intervento. Regione e Provincia sottoscrivono l’intesa per l’adeguamento sismico del viadotto Anacoreta, chiuso ai mezzi pesanti dal sisma del 2018. Restano sul tavolo due ipotesi: consolidare il ponte esistente oppure demolirlo e ricostruirlo.

Da promessa a percorso amministrativo concreto. Per il ponte dello Sceriffo, il viadotto Anacoreta che collega la Bifernina alla strada provinciale Larino-Guglionesi, è stato compiuto oggi il passaggio che consente di mettere realmente in moto il progetto di recupero.

A Larino il presidente della Regione Molise Francesco Roberti e il presidente della Provincia di Campobasso Pino Puchetti hanno firmato l’accordo di collaborazione istituzionale che disciplina ruoli e competenze per l’intervento da 15 milioni di euro destinato all’adeguamento sismico e alla messa in sicurezza dell’infrastruttura.

Si tratta del naturale sviluppo della delibera approvata dalla Giunta regionale ad aprile, con la quale erano già stati individuati finanziamenti e assetto dell’operazione. Da oggi, però, quell’impianto diventa operativo: la Regione assume ufficialmente il ruolo di soggetto attuatore e stazione appaltante, mentre la Provincia, proprietaria del ponte, continuerà a seguire le attività tecniche e le indagini necessarie per arrivare alla progettazione definitiva.

L’investimento complessivo resta confermato in 15 milioni di euro. Dodici arriveranno dal Dipartimento Casa Italia della Presidenza del Consiglio dei ministri, mentre i restanti tre milioni saranno cofinanziati da Regione Molise e Provincia di Campobasso con una quota di un milione e mezzo ciascuna.

Il ponte Anacoreta rappresenta uno dei punti più critici della viabilità del basso Molise. Dopo il terremoto dell’agosto 2018 è infatti vietato il transito ai mezzi superiori a 7,5 tonnellate, con conseguenze che negli anni hanno inciso sul trasporto pubblico, sulla logistica delle imprese e sui collegamenti tra l’entroterra e la costa.

L’obiettivo dell’intervento è restituire piena funzionalità a un’infrastruttura strategica che collega la Statale 647 Fondo Valle del Biferno con la Provinciale 80 Larino-Guglionesi, utilizzata quotidianamente da pendolari, aziende agricole e attività produttive.

Resta invece ancora da sciogliere il nodo tecnico più importante. Le verifiche strutturali, affidate alla Provincia, dovranno stabilire quale strada sia realmente percorribile. L’ipotesi considerata oggi preferibile resta quella dell’adeguamento sismico del ponte esistente, attraverso interventi di consolidamento che consentano di eliminare le limitazioni al traffico.

ponte sceriffo

Se però gli approfondimenti dovessero evidenziare criticità non superabili, sul tavolo rimane anche una seconda soluzione: la demolizione parziale del viadotto e la realizzazione di una nuova configurazione viaria, con una rotatoria di collegamento sulla Bifernina.

È proprio questo il punto che aveva evidenziato già nei mesi scorsi il presidente della Provincia Pino Puchetti, rivendicando il lavoro preliminare svolto dall’ente con risorse proprie per finanziare le indagini tecniche e arrivare a una scelta progettuale fondata sui dati. Quelle verifiche, iniziate nei mesi scorsi, entreranno ora nella fase decisiva.

Con la firma dell’accordo si chiude quindi la fase delle procedure preliminari e si apre quella della progettazione vera e propria. Solo al termine delle indagini sarà possibile sapere se il ponte dello Sceriffo potrà essere definitivamente recuperato oppure se sarà necessario ripensarlo completamente. In entrambi i casi, dopo quasi otto anni di limitazioni, il percorso verso la riapertura completa dell’infrastruttura entra finalmente nella sua fase operativa.