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Picchiato davanti all’hotel dopo le proteste per la musica alta: vacanza finisce in ospedale e dai carabinieri

Tommaso C. era arrivato in città con la moglie e la figlia di due anni per un fine settimana di riposo. Dopo aver deciso di lasciare il Lumia Hotel perché dalla camera non riuscivano a dormire, racconta di essere stato aggredito da due uomini davanti all’ingresso. Anche la moglie sarebbe stata spintonata con la bambina in braccio. Dieci giorni di prognosi, indagini dei carabinieri e acquisizione dei filmati. La proprietà: “L’hotel e i titolari non sono coinvolti”.

Era arrivato a Termoli con la moglie e la figlia di due anni e quattro mesi per trascorrere un fine settimana tranquillo prima di rientrare. È ripartito con il volto tumefatto, il labbro spaccato, una prognosi di dieci giorni e una denuncia presentata ai carabinieri. Tommaso C. – del quale non pubblichiamo il cognome per tutelarlo rispetto a un episodio di violenza subita – racconta di essere stato aggredito da due uomini, verosimilmente fratelli, la sera di sabato 25 luglio, nello spazio esterno davanti all’ingresso del Lumia Hotel, struttura a quattro stelle di corso Fratelli Brigida.

Un episodio ancora da ricostruire, sul quale è scattata un’indagine dei carabinieri dopo la denuncia della parte offesa e un primo intervento sul posto dei militari di via Brasile. Sono in corso anche le verifiche sui filmati delle telecamere di videosorveglianza.

“Stavo andando via dall’albergo – racconta – dopo un diverbio con lo staff per il volume della musica, che rendeva impossibile riposare nella camera assegnata, quando questi due uomini, che secondo me potevano avere tra i 40 e i 50 anni, sono usciti dalla hall, si sono avvicinati e hanno cominciato a colpirmi”. Tommaso riferisce di averli già notati qualche ora prima durante la cena, sempre all’interno dell’albergo.

Hotel Lumia termoli

La zona dove è avvenuto l’episodio di violenza sabato sera

La proprietà della struttura, contattata da Primonumero.it, ha precisato attraverso l’avvocato Nicola Peluso, del Foro di Campobasso, che l’episodio si è verificato all’esterno del Lumia e che “quanto accaduto, sul quale sono in corso accertamenti, non coinvolge in alcun modo i titolari e l’hotel”. Per il resto non ha inteso fornire una propria ricostruzione.

Diversa la scelta di Tommaso, che ha raccontato l’incubo vissuto sabato sera con il supporto di due denunce, una sua e una della moglie.

“Avevamo scelto Termoli perché ci sembrava una cittadina carina, dove trascorrere due giorni in tranquillità prima di tornare a casa. Ma quella che doveva essere una breve vacanza si è trasformata in un inferno”.

La famiglia era arrivata a Termoli sabato pomeriggio per trascorrere due notti in città. Dopo aver lasciato le chiavi dell’auto alla reception, perché il personale la portasse in un parcheggio utilizzato dalla struttura, Tommaso, la moglie e la figlia avevano passeggiato in centro e cenato nel ristorante dell’hotel. Intorno alle 23 erano rientrati nella camera 401, sullo stesso piano del Roof Garden, dove era in corso una serata con dj e musica ad alto volume.

“Il frastuono era incredibile. Non riuscivamo a stare in camera, figuriamoci a dormire. Ho chiamato la reception e mi è stato risposto che ne avremmo riparlato il lunedì. Ho spiegato che era sabato sera, che avevo pagato una camera e che avevamo con noi una bambina piccola sotto antibiotico. Mi è stato detto che il volume non poteva essere abbassato”.

Tommaso ha quindi deciso di lasciare l’albergo e ha chiesto che gli venisse riconsegnata l’auto. Mentre la famiglia preparava i bagagli, dalla reception è arrivata la proposta di cambiare camera, ma senza abbassare la musica.

“Ormai avevamo chiuso le valigie e non avevamo più alcuna intenzione di restare. Ho chiesto nuovamente di riavere la mia auto il prima possibile”.  Il veicolo, riferisce, è arrivato dopo circa tre quarti d’ora. E proprio durante l’attesa davanti all’hotel che si sono avvicinati i due uomini.

“Non li conosco, li avevo visti durante la cena nel ristorante dell’albergo. Non so a quale titolo siano intervenuti. Uno dei due mi ha detto: ‘Ti hanno appena detto in hotel che puoi cambiare camera. Che problema hai? Questa è una strumentalizzazione’. Gli ho chiesto chi fosse e a quale titolo stesse parlando. A quel punto l’altro si è avvicinato dicendo che non potevo rivolgermi così a suo fratello e mi ha dato un pugno”.

Secondo la ricostruzione affidata ai carabinieri, Tommaso sarebbe stato aggredito in due momenti distinti davanti all’ingresso dell’hotel. Sarebbe stato spintonato, colpito al volto e infine scaraventato contro la grande fioriera accanto alle porte scorrevoli.

“Mi hanno spaccato il labbro e provocato escoriazioni e altre ferite. C’erano diverse persone, compreso il personale dell’albergo, ma nessuno è intervenuto per aiutarmi. Dopo che ero finito contro la fioriera, qualcuno si è preoccupato di rimetterla a posto e di pulire, invece di soccorrermi”.

La sua versione dovrà ora essere verificata dagli investigatori. I due uomini indicati come responsabili dell’aggressione non risultano al momento identificati pubblicamente.

“Anche mia moglie è stata spintonata mentre teneva nostra figlia in braccio. Anche lei ha presentato denuncia ai carabinieri di Termoli”. I militari erano intervenuti già quella sera, dopo le telefonate effettuate dalla donna e da un altro cliente. Un medico presente sul posto, vedendo Tommaso sanguinare dal volto, ha chiesto l’arrivo di un’ambulanza.

ospedale san timoteo targa

L’uomo è stato accompagnato al pronto soccorso del San Timoteo, mentre la moglie e la bambina lo hanno atteso in auto. Il referto ha certificato ferite ed escoriazioni, con una prognosi di dieci giorni. Tommaso riferisce anche forti dolori a una spalla, ma ha lasciato l’ospedale prima di completare gli accertamenti radiografici. “Non potevo restare ancora lontano da mia moglie e dalla bambina, che avevano bisogno di me. Le radiografie le farò successivamente”.

Critico anche il suo giudizio sul pronto soccorso, dove racconta di aver trovato pazienti sulle barelle, nessuna indicazione certa sui tempi di attesa e una generale mancanza di assistenza.

Dopo aver lasciato il Lumia, la famiglia ha cercato un’altra sistemazione. Domenica Tommaso e la moglie si sono rivolti ai carabinieri e lunedì 27 luglio sono tornati in caserma per formalizzare e integrare le denunce. Spetterà ora agli investigatori ricostruire quanto accaduto, identificare i due uomini, ascoltare i presenti e verificare le immagini eventualmente registrate dalle telecamere di videosorveglianza.

“Non ero mai stato a Termoli e non credo che tornerò, anche se la passeggiata sul corso Nazionale è stata piacevole e la città mi era sembrata accogliente. Ma quello che è accaduto dopo è stato scioccante, sia per l’aggressione sia per il modo in cui siamo stati trattati: se ci avessero avvertiti al momento della prenotazione che sul piano della nostra camera era prevista una serata musicale, avremmo potuto scegliere diversamente. Sarebbe bastato affrontare il problema con educazione. Quello che non riesco ad accettare è la completa assenza di assistenza durante e dopo l’aggressione”.