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Mario, artigiano di ago e filo salva con le giacche un uliveto. “Si può stare in provincia, voglio lavorare in questa terra”

Trent’anni e una scelta precisa e determinata: quella di fare il sarto. Mario Iannetta ha deciso di essere un artigiano, di rimanere a Bojano, la sua città e di spostarsi fino a New York per lavorare e creare abiti maschili eleganti, su misura e che riescono anche a salvare un uliveto

C’è un filo invisibile ma d’acciaio che unisce i grattacieli di Manhattan, i salotti della finanza milanese e il silenzio fiero di Bojano, adagiata ai piedi del Matese. A stringere questo filo tra le mani è un ragazzo di trent’anni. Mentre la sua generazione spesso fa le valigie con un biglietto di sola andata, lui ha scelto una strada diversa, più difficile, ma straordinariamente visionaria: restare per fare qualcosa a casa e dare l’esempio agli altri, “perchè qui si può rimanere e stare bene”.

Mario Iannetta, 30enne di Bojano, ha scelto di rimanere a casa sua e di intraprendere, ma soprattutto continuare, un lavoro artigiano che non si tramanda più: è un sarto. Ha imparato dalla bisnonna di Roccamandolfi, ha conosciuto Sebastiano Di Rienzo, il sarto oggi presidente onorario dell’Accademia nazionale Sartori. “Lui era il tagliatore di Valentino, ma lo sanno in pochi”, rivela mentre accoglie i clienti per la prova nel suo piccolo laboratorio ma pieno di vita, passione e stoffe, nascosto dietro alla cattedrale di Bojano.

All’inizio era uno studente di Economia a Campobasso, ma quel percorso non lo rendeva felice, “non mi piaceva”, poi ha lasciato tutto e ha preso in mano ago e filo, “Sono tornato qui e ho deciso di fare questo lavoro, mia mamma non mi ha parlato per una settimana, ma sono felice perchè voglio fare qualcosa e dare l’esempio. Si può stare in un paesino piccolo, rimanere in provincia e fare grandi cose”.

Mario iannetta sarto

Sposato con una ingegnera, con un abito che si è letteralemente cucito addosso “e che ho finito la mattina alle 7 e alle 11 ero in chiesa per il mio matrimonio, un anno fa”, racconta mentre ha in mano ovviamente ago e filo e continua a lavorare su un gilet di un futuro sposo che ha scelto lo scuro per il giorno del sì.

“Questo è un mestiere semplice, serve esercizio, ago e filo e si possono creare tante cose. Per me questo è un lavoro prezioso, lavorare con le mani ha un grande valore, è oro. Io creo il tuo abito, lo devi sentire tuo”.

Mario iannetta sarto

E lui in effetti tante cose riesce a farle, anche solo organizzando la sua settimana e dividendosi tra il suo atelier, Roma e il mondo. “Dal lunedì al giovedì sono a Bojano, venerdì e sabato ogni 15 giorni a Roma, una volta al mese a Milano, mentre ogni tre mesi a Parigi, e ogni sei viaggio verso l’America“. Con i voli transatlantici porta la sua artigianalità di qualità dall’altra parte del mondo a uomini di affari che cercano quell’eleganza senza tempo che solo il fatto a mano italiano sa regalare. Il suo lavoro non è semplicemente confezionare abiti; è un esercizio di psicologia e precisione. Scegliere le stoffe giuste significa capire chi le indosserà.

Ogni completo nasce da un dialogo, da un’intuizione condivisa con il cliente a Milano o a New York, per poi prendere forma millimetro dopo millimetro a Bojano, la città dove torna sempre per creare e a cui ha dedicato anche il logo del suo atelier, a rafforzare quel legame con le radici. Le spalle morbide, le asole aperte rifinite a mano, il taglio che accarezza il corpo senza costringerlo: dettagli che i grandi della finanza globale sanno riconoscere e pretendono. “Ho collaborato con Santa Cruz Mentone in California: ho lavorato mentre 40 persone mangiavano, ho preso le misure e ho creato degli abiti. Questo per far capire che stare in provincia non vuol dire stare fuori dal mondo”.

Mario iannetta sarto

Ma la vera rivoluzione di questo trentenne non sta solo nell’aver portato l’alta sartoria molisana nei centri del potere mondiale. C’è un progetto profondo che batte nel cuore della sua attività: ogni giacca blu di cotone che realizza e vende serve a finanziare e portare avanti un uliveto a Colle d’Anchise. E’ un patto d’onore con la propria terra: curare quegli alberi, raccogliere le olive, produrre l’olio significa non perdere le radici, mantenere vivo il legame con la tradizione contadina e dimostrare che l’innovazione non deve mai cancellare la memoria. “Se acquisti online una giacca ispirata a quelle delle fabbriche degli operai italiani con quattro tasche, il ricavato andrà per la sistemazione e la lavorazione dei 60 ulivi. Non è per lavoro, cerco di dare l’esempio perchè è la nostra terra questa”.

Mario iannetta sarto

L’ago e la terra diventano così due facce della stessa medaglia: l’eccellenza artigianale finanzia la custodia del territorio.

Mario iannetta sarto

E’ giovane, entusiasta, ha coraggio, passione, voglia di fare, insegnare, formare e fare grandi cose. “Si crea un legame umano unico, perchè ti lasci toccare da me quando fai le prove, per questo è anche psicologico, poi i clienti ti conoscono, si fidano e tornano. Il passaparola è fondamentale in questo lavoro”. Ci crede fermamente, e la sua storia è la prova vivente che il futuro non si trova solo altrove: spesso si coltiva a casa. 

Mario iannetta sarto

“Voglio portare gli uomini americani e non solo nel mio atelier di Bojano, qui si possono fare tante cose, continuo comunque a portare in giro la mia terra ma poi torno a casa”.

Mario iannetta sarto bojano