Il giallo di Pietracatella
|L’avvocato di Gianni e Alice Di Vita: “Sul caso di Pietracatella ho letto ricostruzioni assurde che danneggiano i miei assistiti”
Vittorino Facciolla invita alla prudenza dopo il deposito della consulenza autoptica: “Molti accertamenti devono ancora concludersi”. E critica parte dell’informazione nazionale: “Ogni giorno vengono pubblicate ricostruzioni che non trovano alcun riscontro nella realtà, ho letto robe assurde e l’ho fatto presente”.
Le indagini proseguono e gran parte degli accertamenti scientifici più importanti devono ancora concludersi. Per questo, secondo l’avvocato Vittorino Facciolla, è prematuro trasformare ipotesi investigative in certezze o alimentare ricostruzioni prive di riscontri oggettivi.
Il legale che assiste Gianni Di Vita, 55 anni, e la figlia Alice, 19 anni, marito e figlia maggiore di Antonella Di Ielsi, interviene dopo il deposito della consulenza medico-legale che conferma la morte di Antonella e Sara per avvelenamento da ricina, soffermandosi soprattutto sul modo in cui il caso viene raccontato a livello nazionale.
“In questo senso devo registrare un’attività estremamente corretta della stampa locale, molto meno corretta quella nazionale”, afferma Facciolla, interpellato oggi 14 luglio prima del Consiglio regionale, dove rappresenta il Pd. “Ogni giorno vengono pubblicate ricostruzioni che si inventano cose assurde e finiscono per danneggiare gravemente i miei assistiti”.
Il riferimento è alle numerose trasmissioni televisive e agli articoli che, nelle ultime settimane, hanno proposto ricostruzioni, ipotesi e scenari investigativi spesso presentati come acquisiti, mentre l’inchiesta della Procura della Repubblica di Larino continua formalmente contro ignoti e gli accertamenti scientifici sono ancora in pieno svolgimento.
“Questa situazione l’ho già fatta presente”, prosegue il legale. “Non escludiamo di prestare ancora maggiore attenzione alle notizie che vengono diffuse e che non hanno alcun riscontro nella realtà”.
Facciolla invita alla cautela anche nell’interpretazione della consulenza autoptica depositata nei giorni scorsi. Il documento, spiega, dovrà essere esaminato con attenzione dai consulenti delle parti prima di qualsiasi valutazione.
“L’elaborato peritale lo abbiamo già trasmesso ai nostri consulenti. Nei prossimi giorni lo approfondiremo”, spiega.
Quanto alle possibili conseguenze sul parallelo procedimento per omicidio colposo che vede indagati cinque medici dell’ospedale Cardarelli di Campobasso, il legale preferisce non anticipare valutazioni.
“Non sono in grado di dirlo”, osserva. “La consulenza parte dall’assunto che esiste una compatibilità con l’utilizzo della ricina. Questo mi sembra emerga in maniera molto chiara, ma la compatibilità dice molto poco rispetto alle condotte dei medici, che dovranno essere approfondite. Saranno i nostri consulenti a farlo con la necessaria attenzione e con la tranquillità di chi avrà il tempo di esaminare tutto il materiale peritale”.
L’intervento dell’avvocato arriva in una fase particolarmente delicata dell’inchiesta. Mentre i consulenti del Robert Koch-Institut di Berlino stanno analizzando i campioni biologici e alimentari sequestrati nell’abitazione di Pietracatella e proseguono le audizioni di parenti e conoscenti da parte della Squadra Mobile, nessuna persona risulta ancora iscritta nel registro degli indagati per il fascicolo principale aperto dalla Procura di Larino per duplice omicidio aggravato dall’uso del mezzo venefico.


