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Hospice di Larino, più ricoveri e accessi quasi immediati. Nel 2024 accolti 324 pazienti

Presentati i dati dell’attività dell’Hospice “Madre Teresa di Calcutta”. Ricoveri in aumento del 7% rispetto al 2023 e il 99,7% dei pazienti preso in carico entro un giorno dalla richiesta. La maggior parte degli assistiti è affetta da patologie oncologiche. La struttura rappresenta il centro della rete regionale delle cure palliative

Ci sono luoghi della sanità dove l’obiettivo non è più guarire la malattia, ma prendersi cura della persona. Luoghi in cui il dolore viene alleviato, la dignità preservata e il paziente non resta mai solo, insieme alla sua famiglia. L’Hospice “Madre Teresa di Calcutta” di Larino è uno di questi e i dati dell’attività 2024 raccontano una realtà che continua a crescere e a rispondere con tempestività ai bisogni dei malati più fragili.

Nel corso dell’anno la struttura ha accolto 324 pazienti, il 7% in più rispetto al 2023. Ancora più significativo è il dato relativo ai tempi di accesso: il 99,7% dei ricoveri è avvenuto entro uno o al massimo due giorni dalla richiesta, segno di una rete organizzativa capace di garantire una presa in carico praticamente immediata.

I numeri sono stati presentati oggi, nella Sala Parlamentino di via Genova a Campobasso, durante l’incontro promosso dalla Struttura commissariale e dalla Direzione generale per la Salute dedicato alla restituzione dei dati dell’Hospice larinese. L’analisi, illustrata dall’ingegner Riccardo Tamburro del Servizio Controllo di gestione e Flussi informativi, restituisce l’immagine di una struttura ormai centrale nella rete regionale delle cure palliative.
L’Hospice di Larino dispone di 16 posti letto ed è il principale riferimento regionale per i pazienti affetti da malattie in fase avanzata e non più suscettibili di terapie con finalità di guarigione. Qui l’assistenza non riguarda soltanto il controllo del dolore e dei sintomi, ma coinvolge anche il sostegno psicologico, sociale e relazionale della persona e dei suoi familiari, attraverso un’équipe multidisciplinare composta da medici, infermieri, psicologi, fisioterapisti, operatori socio-sanitari e volontari.

L’84% dei ricoveri registrati nel 2024 ha riguardato pazienti oncologici, con una prevalenza dei tumori polmonari. Sei persone su dieci avevano un’età compresa tra i 70 e gli 89 anni, confermando come le cure palliative interessino soprattutto una popolazione anziana e particolarmente fragile.
Il tasso di occupazione dei posti letto si è attestato al 74%, mentre la degenza media è stata di 16 giorni. Un dato che riflette la natura stessa dell’Hospice, pensato non come struttura di lunga permanenza ma come luogo di assistenza intensiva nelle fasi più delicate della malattia.
Particolarmente significativo è anche il collegamento con il territorio. Il 15% dei pazienti dimessi ha infatti proseguito il proprio percorso attraverso le cure palliative domiciliari, a conferma dell’integrazione tra l’Hospice e la rete assistenziale regionale, che permette a molti malati di continuare a ricevere assistenza anche nella propria abitazione quando le condizioni lo consentono.

Durante l’incontro, che ha coinvolto operatori sanitari, tecnici, amministrativi e rappresentanti istituzionali, sono stati utilizzati anche strumenti interattivi per raccogliere le impressioni dei partecipanti. Dai contributi è emersa l’importanza di rendere sempre più trasparenti i dati di attività e di rafforzare ulteriormente il collegamento tra assistenza ospedaliera, hospice e servizi territoriali.
In una sanità spesso raccontata attraverso le difficoltà dei pronto soccorso, le liste d’attesa o la carenza di personale, i numeri dell’Hospice di Larino coordinato dal dottor Mariano Flocco ricordano invece un’altra dimensione dell’assistenza: quella che accompagna il malato quando la guarigione non è più possibile, mettendo al centro la qualità della vita, il controllo della sofferenza e il sostegno alle famiglie.