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Frana di Petacciato, il Pd sul progetto da 27 milioni: “Chiarire se è stato aggiornato e come”

A quasi quattro mesi dalla riattivazione della frana di Petacciato, che fine ha fatto il progetto da oltre 27 milioni di euro per il consolidamento del versante? La gara è stata aggiudicata? Quali verifiche tecniche sono state effettuate dopo il 7 aprile? E le opere progettate prima del nuovo movimento franoso sono state confermate oppure aggiornate? Sono le principali domande contenute nell’interrogazione urgente presentata dal Partito Democratico in Consiglio regionale e rivolta al presidente della Regione Francesco Roberti, anche nella veste di Commissario di Governo per il contrasto al dissesto idrogeologico.

Il punto sollevato dall’opposizione non è che il progetto approvato prima della frana sia necessariamente diventato inutilizzabile. L’interrogazione chiede piuttosto di conoscere cosa sia accaduto nei quattro mesi successivi alla nuova emergenza, quali accertamenti siano stati compiuti e quale sia oggi lo stato di un intervento considerato fondamentale per la messa in sicurezza del territorio.

Il progetto definitivo per il consolidamento idrogeologico del versante nord-est a valle dell’abitato di Petacciato, articolato in quattro lotti, era stato approvato con decreto commissariale il 28 agosto 2025. Nel novembre successivo era stata avviata la procedura per affidare congiuntamente la progettazione esecutiva e la realizzazione delle opere attraverso un appalto integrato.

La gara, indetta dalla Centrale unica di committenza regionale, aveva un valore complessivo di 27 milioni e 36mila euro: circa 400mila euro per la progettazione esecutiva e oltre 26,6 milioni per i lavori. Il bando era stato pubblicato nel dicembre 2025 e, dopo una rettifica, il termine per la presentazione delle offerte era stato prorogato al 7 febbraio 2026.

Quando il versante si è rimesso in movimento, dunque, le offerte erano già state presentate e la procedura era ancora in corso. Il 7 aprile scorso la frana ha provocato l’interruzione dell’autostrada A14, della Statale 16 e della linea ferroviaria Adriatica, oltre a coinvolgere gli insediamenti presenti nell’area. Due giorni dopo il Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di emergenza per gli eccezionali eventi meteorologici iniziati alla fine di marzo.

La nuova attivazione è quindi avvenuta dopo l’approvazione del progetto e l’avvio della gara, ma prima della conclusione della procedura. Secondo quanto riportato nell’interrogazione, l’appalto sarebbe stato aggiudicato nel mese di luglio, ma nella pagina ufficiale della gara non risulterebbe ancora pubblicato il provvedimento conclusivo.

frana petacciato drone

Il Pd chiede perciò di sapere se l’affidamento sia stato effettivamente formalizzato, quale impresa o raggruppamento abbia ottenuto l’appalto e quale sia l’importo finale.

L’altro grande tema riguarda le verifiche compiute dopo il 7 aprile. Un evento franoso di tale portata potrebbe aver modificato l’estensione e il comportamento del corpo di frana, la circolazione delle acque sotterranee, le superfici di scorrimento e le condizioni del versante sulle quali era stato elaborato il progetto. Questo non significa automaticamente che le opere previste non siano più valide, ma rende centrale conoscere quali nuovi rilievi e analisi siano stati eseguiti.

Nell’interrogazione si chiede se siano state svolte nuove indagini geologiche, geomorfologiche, geotecniche e idrogeologiche e se sia stata predisposta una relazione comparativa tra la situazione utilizzata per il progetto del 2025 e quella determinatasi dopo la nuova frana. Il Pd vuole sapere anche se i dati raccolti abbiano confermato l’adeguatezza del numero, della profondità e della posizione dei pozzi drenanti e delle altre opere previste.

Danni frana ex municipio P

La questione riguarda anche i limiti entro i quali il progetto potrà essere modificato dall’impresa aggiudicataria. Trattandosi di un appalto integrato, l’operatore economico dovrà redigere il progetto esecutivo sulla base della soluzione posta a fondamento della gara. Eventuali correzioni o approfondimenti sono normalmente possibili, ma cambiamenti radicali nella posizione o nelle caratteristiche delle opere potrebbero incidere sui costi, sui tempi e sulle condizioni in base alle quali i concorrenti hanno formulato le offerte.

Tra i temi posti all’attenzione della Regione ci sono anche i possibili aumenti della spesa, l’allungamento dei tempi, il rischio di varianti, riserve dell’appaltatore e contenziosi. L’interrogazione domanda inoltre come l’intervento da 27 milioni si coordini con le opere urgenti previste nell’ambito dello stato di emergenza e con le attività e i sistemi di monitoraggio di Rfi, Anas e Autostrade per l’Italia.

In tutto sono 29 i quesiti rivolti a Roberti. Il filo conduttore è però uno solo: fare chiarezza su cosa sia stato fatto dopo la riattivazione della frana, su come sia terminata la gara e su quali siano oggi i tempi e le condizioni per arrivare all’apertura del cantiere.