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Ancora un’esplosione alla Esplodenti Sabino: morto capo operaio, ferito un molisano

La vittima è Carlo Piscopo, originario di Casoria e viveva da anni a Casalbordino. Ferito un altro operaio, 54enne di Montecilfone. L’incidente durante le operazioni di bonifica del sito dopo le tragedie del 2020 e del 2023

Un’altra tragedia colpisce la Esplodenti Sabino di Casalbordino. Nella mattinata di giovedì 9 luglio, intorno alle 8, una nuova esplosione ha provocato la morte di Carlo Piscopo, 59 anni, originario di Casoria nel Napoletano e ma residente da molti anni a Casalbordino, provincia di Chieti, dove lavorava come capo reparto nello stabilimento. Per diverse ore era stata diffusa la notizia delle sue origini molisane, di Montefalcone nel Sannio, versione poi smentita.

L’incidente è avvenuto mentre erano in corso le operazioni di bonifica del sito, dopo i tragici incidenti che negli ultimi anni hanno segnato la storia dell’azienda. Nell’esplosione è rimasto coinvolto anche un operaio di 54 anni, G.B., originario di Montecilfone ma residente a Vasto, soccorso e trasportato in ospedale. Le sue condizioni non sono gravi. Sul posto sono intervenuti il 118, i vigili del fuoco e le forze dell’ordine, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire con esattezza la dinamica dell’accaduto.

Quella di oggi è la terza tragedia che colpisce lo stabilimento negli ultimi anni. L’episodio riporta inevitabilmente alla memoria la devastante esplosione del 13 settembre 2023, nella quale persero la vita Giulio Romano, 34 anni di Casalbordino, Fernando Dinella, 62 anni di Lanciano, e Gianluca De Santis, 44 anni, molisano di Palata.

Ancora prima, nel dicembre 2020, un’altra esplosione aveva provocato la morte di Carlo Spinelli, 54 anni di Casalbordino, Paolo Pepe, 45 anni di Pollutri, e Nicola Colameo, 45 anni di Guilmi. Due incidenti gravissimi che avevano profondamente segnato il territorio e aperto lunghe inchieste giudiziarie.

Dopo la tragedia del 2023, il sito era rimasto sotto sequestro per un lungo periodo. Nei mesi scorsi era poi arrivata l’acquisizione da parte della multinazionale turca Arca Defense Italy, azienda specializzata nella produzione di munizioni, con l’obiettivo di ristrutturare lo stabilimento e riavviare l’attività produttiva.

Proprio nel maggio scorso, Arca Defense aveva presentato alla Regione Abruzzo la richiesta di autorizzazione per il nuovo progetto industriale. La pratica era stata esaminata il 2 luglio dal Comitato regionale VIA, che aveva però disposto un rinvio, chiedendo ulteriori approfondimenti. Nel frattempo all’interno dell’area erano in corso le attività di bonifica e messa in sicurezza del sito, durante le quali si è verificata la nuova esplosione costata la vita all’operaio molisano.

Le autorità dovranno ora chiarire le cause dell’incidente e verificare cosa abbia provocato l’esplosione all’interno di uno stabilimento già segnato da due gravissimi precedenti.