Rifiuti, ok al piano aggiornato. Entro tre mesi nuove regole per i ristori ai Comuni che ospitano le discariche
In Consiglio regionale passa l’aggiornamento al Piano regionale dei rifiuti emendato dal Pd con un articolo che regolamenterà i criteri per ristorare i Comuni che ospitano gli impianti di smaltimento.
E’ stato approvato a maggioranza oggi, in Consiglio regionale, l’aggiornamento del Piano regionale per la gestione dei rifiuti (delibera di giunta 403 del 17 novembre 2025), un “atto fondamentale per la programmazione ambientale” come ha detto in aula Roberto Di Baggio, assessore con delega al ramo e vicepresidente della Giunta.
Il testo è arrivato a Palazzo D’Aimmo dopo una lunga fase di confronto e la Vas (Valutazione ambientale strategica), elementi entrambi funzionali alla riattualizzazione del Piano anche alla luce delle nuove normative nazionali ed europee in materia di gestione dei rifiuti.
Il PRGR – si legge nell’introduzione del testo votato – ha un orizzonte temporale di sei anni e ha l’obiettivo sia di individuare le politiche regionali, sia di orientare e incentivare le condotte dei privati verso il pieno sviluppo di un’economia sostenibile e circolare, a beneficio della società e della qualità dell’ambiente. Il Piano, così come aggiornato – si legge ancora nella premessa –, si pone come uno dei pilastri strategici e attuativi della Strategia Nazionale per l’Economia Circolare, insieme al Programma Nazionale di Prevenzione dei Rifiuti e ad altri strumenti di policy”.
Stella polare resta pertanto la riduzione dei rifiuti e il loro riutilizzo “del resto è interesse anche degli stessi imprenditori riempire il meno possibile le loro discariche” questo ha ancora detto Di Baggio dopo aver citato i siti in funzione che si trovano a Tufo Colonico (Isernia), Guglionesi e Montagano.
Proprio quest’ultimo polimpiantistico, di proprietà della comunità montana Molise Centrale (ma gestito, fin dalla nascita, dalla Giuliani Environment), è al centro di un progetto per il recupero volumetrico: non un allargamento vero e proprio, ma un intervento sugli attuali bacini preesistenti. Il gestore Giuliani vorrebbe ricavare nuovi spazi senza aggredire i terreni circostanti e andare oltre i confini di Colle Santo Ianni, la collina che dalla discarica di Montagano arriva fino alla Bifernina.
Dalla presentazione del progetto – il cui iter è ancora in corso – sono successe diverse cose: il sindaco del paese ha espresso contrarietà all’ampliamento presentando delle osservazioni al progetto e chiedendo l’assoggetamento alla procedura di Via (Valutazione impatto ambientale). La Regione – dietro consiglio di Arpa – ha escluso la procedura e respinto le osservazioni dell’Amministrazione Tullo che si regge – dal 2008 – sui ristori riconosciuti proprio in virtù del fatto che il territorio montaganese ospita una discarica.
Da alcuni mesi – e questo lo ha riferito proprio il sindaco a Primonumero – i ristori sono congelati mettendo in difficoltà le finanze comunali.

E’ in questa chiave che va letto l’emendamento presentato dal Pd al Piano di gestione rifiuti (e votato dall’intera aula consiliare stamattina) affinché “entro 90 giorni dall’entrata in vigore della presente disposizione (cioè l’aggiornamento al Prgr) definisca il disciplinare per il riconoscimenti dei ristori ai Comuni sede di impianto di recupero”.
Tre mesi per definire i criteri e gli importi da riconoscere a Montagano (ma anche a Isernia e Guglionesi) che smaltiscono i rifiuti dei molisani. Le nuove regole potrebbero risolvere anche il contenzioso in atto tra l’Amministrazione Tullo e l’eternamente commissariata comunità montana Molise Centrale (di fatto proprietaria della discarica).
Intanto ha espresso qualche perplessità il consigliere regionale Roberto Gravina (uno dei quattro ad essersi astenuto in sede di votazione dell’aggiornamento) che da anni segue le vicende di questa discarica.
“Se alcuni intenti contenuti nel piano possono essere condivisibili rimane uno scetticismo molto forte sulle modalità. Sono troppi i Comuni molisani che si trovano prossimi allo zero nella raccolta differenziata o che versano in condizioni di assoluta inadeguatezza rispetto agli obiettivi che ci siamo dati come regione. I dubbi che noi poniamo oggi non sono ostruzionismo: sono la voce di quelle comunità che meritano risposte chiare su cosa succederà nei prossimi anni, su chi si farà carico degli investimenti necessari e su quali tempi realistici si pensa di operare”.
L’invito di Gravina alla Giunta regionale è diretto: uscire dalla vaghezza programmatica e restituire al Consiglio e ai cittadini un quadro aggiornato e trasparente dello stato dell’arte, a partire dalla situazione impiantistica e dalla reale capacità dei territori di sostenere la transizione verso modelli più virtuosi di gestione dei rifiuti.


