Corrente instabile al Nucleo Industriale, le fabbriche si fermano di continuo: “Perdiamo produzione ogni giorno”
Le continue micro-interruzioni della rete elettrica nel nucleo industriale di Termoli mandano in blocco le macchine a controllo numerico, con perdite di produzione e costi per le imprese. Il Cosib: “Problema noto, servono interventi strutturali”.
Le linee produttive si fermano all’improvviso, le macchine vanno in blocco, i cicli di lavorazione si interrompono e bisogna ricominciare da capo. Non si tratta di blackout prolungati, ma di brevissime interruzioni della corrente, più che altro di sbalzi di tensione che durano pochi istanti. Tanto basta, però, per mettere in crisi le aziende del nucleo industriale di Termoli che lavorano con impianti automatizzati e macchine a controllo numerico.
È un problema che gli imprenditori denunciano da tempo ma che, nelle ultime settimane, si starebbe presentando con una frequenza sempre maggiore, fino a verificarsi più volte nell’arco della stessa giornata. L’ultimo episodio risale alla notte tra il 9 e il 10 luglio, quando alcuni titolari sono stati costretti a tornare in azienda per riavviare gli impianti dopo l’ennesima interruzione di energia.
Le conseguenze non riguardano soltanto qualche minuto di fermo. “Nei processi industriali ad alta automazione anche un’interruzione di pochi secondi può bloccare intere linee di produzione, costringere al reset dei macchinari, provocare la perdita dei prodotti in lavorazione e ritardare le consegne” racconta Fausto Di Stefano della Ecocontrol. Non è certo l’unico a denunciare il problema, sono diversoi gli imprenditori che parlano di “danni economici quotidiani” tra materiale da scartare, ore di lavoro perse e riduzione della produttività.
Tra le aziende maggiormente interessate ci sono realtà che fanno largo uso di macchine a controllo numerico, come per esempio la ITT, ma il problema, secondo quanto riferito dagli operatori economici, coinvolgerebbe gran parte delle imprese dell’area industriale dotate di impianti automatizzati. La preoccupazione è crescente perché la situazione viene ormai considerata incompatibile con una produzione che richiede continuità e stabilità nell’alimentazione elettrica.
Il disservizio inoltre viene confermato anche dal Cosib, il Consorzio per lo sviluppo industriale della Valle del Biferno, che riferisce di essersi attivato già da tempo per individuare le cause e sollecitare una soluzione.

“Stiamo verificando la situazione da tempo – spiega il presidente Pierdonato Silvestri –. Si tratta di un problema legato alla fornitura elettrica che, almeno secondo quanto ci è stato riferito, dipende anche dalla presenza di impianti da fonti rinnovabili che incidono sulla rete sia nella fase di immissione sia in quella di cessazione della fornitura di energia”.
Il Consorzio riferisce di avere inizialmente interessato Terna, ricevendo l’indicazione che le criticità riguarderebbero la rete di distribuzione. Da qui l’interlocuzione con i soggetti competenti, quindi E-distribuzione (Enel) e l’invio di report sulle interruzioni registrate dalle aziende.
Nel nucleo industriale sono presenti due cabine primarie: una serve anche parte della città di Termoli, mentre l’altra alimenta esclusivamente l’area produttiva. “La situazione oggi si avverte maggiormente – prosegue Silvestri – ma un fenomeno analogo si era verificato anche circa un anno e mezzo fa, per poi rientrare. Ci siamo attivati allora e lo stiamo facendo nuovamente. Non ci siamo limitati ai referenti locali, ma abbiamo interessato i vertici nazionali di Enel”.
Le continue oscillazioni della rete elettrica bloccano le macchine a controllo numerico e costringono le imprese a continui riavvii degli impianti. Il Cosib conferma il problema: “Lo stiamo seguendo da tempo, abbiamo coinvolto i vertici nazionali dei gestori. Servono interventi strutturali”.
Tra le possibili cause prospettate al Consorzio vi sarebbero anche l’instabilità della rete e la vetustà di alcuni tratti dell’infrastruttura elettrica. “Per quanto riguarda il Cosib – precisa il presidente – stiamo facendo tutto ciò che è nelle nostre competenze, intervenendo progressivamente sui tratti di rete più datati. Non è uno scaricabarile: semplicemente il problema non dipende dal Consorzio”.
Intanto però per le imprese è un bel problema, che si ripete con frequenza sempre più accentuata. Uuna soluzione strutturale potrà arrivare con l’entrata in funzione di sistemi di accumulo dell’energia già autorizzati, in grado di svolgere una funzione analoga a quella dei gruppi di continuità e di rendere più stabile la rete. Nel frattempo il Consorzio ha autorizzato anche un progetto di ampliamento dell’infrastruttura elettrica al servizio del nucleo industriale.
Resta però l’emergenza quotidiana vissuta nelel fabbriche. In un’area che rappresenta il principale polo produttivo del Molise e che si prepara ad accogliere nuovi investimenti industriali, la continuità dell’alimentazione elettrica non è un dettaglio tecnico ma una condizione essenziale per garantire produzione, competitività e occupazione. Per le aziende, intanto, ogni nuova micro-interruzione continua a tradursi in tempo perso, prodotti compromessi e costi aggiuntivi.


