Ciclovia Adriatica, il “buco” di Petacciato torna in Consiglio regionale: il Pd chiede soluzione in tempi rapidi
È il tratto più problematico dell’intera Ciclovia Adriatica in Molise e, dopo anni di progetti, stop e bocciature, continua a non avere una soluzione. Il collegamento tra Termoli e Petacciato, segmento ancora mancante lungo il litorale regionale, torna ora all’attenzione del Consiglio regionale grazie a un’interrogazione presentata dai consiglieri del Partito Democratico Micaela Fanelli, Alessandra Salvatore e Vittorino Facciolla, rivolta al presidente della Regione Francesco Roberti e all’assessore ai Lavori pubblici Michele Marone. Il gruppo Dem chiede alla Giunta di fare chiarezza sullo stato della progettazione, sui tempi necessari per arrivare a una soluzione definitiva e sull’eventuale rischio che i ritardi possano compromettere i finanziamenti destinati al completamento dell’opera.
Il tratto compreso tra il confine nord di Termoli e la rotatoria di ingresso di Petacciato Marina rappresenta oggi l’unica interruzione significativa della Ciclovia Adriatica lungo la costa molisana, al netto di altri tratti in fase di completamento o progettazione. Un vuoto di pochi chilometri che impedisce di percorrere senza soluzione di continuità l’intero litorale regionale e di collegarlo direttamente con la Via Verde della Costa dei Trabocchi, uno degli itinerari cicloturistici più frequentati d’Italia.

La vicenda affonda le sue radici ormai da diversi anni. In origine il collegamento era inserito nel primo lotto della Ciclovia Adriatica, finanziato con risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione. Nel corso della progettazione, però, il tratto venne stralciato perché non fu possibile individuare un percorso in grado di ottenere tutte le autorizzazioni necessarie. La Regione decise così di rinviarne la realizzazione, inserendolo successivamente nel secondo lotto, quello che comprende anche il nuovo ponte ciclopedonale sul Trigno, attualmente in costruzione, e gli altri interventi di completamento della rete ciclabile costiera.

Nel frattempo sono state elaborate diverse soluzioni. La prima prevedeva un percorso in affiancamento alla linea ferroviaria, ma non ha superato l’iter autorizzativo. Successivamente è stata sviluppata una seconda proposta, che prevedeva la realizzazione di una passerella in legno sopraelevata sulle dune, con prosecuzione all’interno della pineta fino al ricongiungimento con il tracciato esistente a Petacciato Marina. Anche questa ipotesi si è però arenata durante la conferenza dei servizi, soprattutto a causa delle criticità ambientali e paesaggistiche evidenziate dagli enti competenti. A rendere ancora più complessa la ricerca di una soluzione hanno contribuito anche la presenza delle attività turistico-balneari e di altri elementi infrastrutturali presenti nell’area.
Non è la prima volta che il caso arriva sui banchi del Consiglio regionale. Già nel settembre dello scorso anno il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Angelo Primiani aveva presentato un’interpellanza chiedendo chiarimenti sul futuro del collegamento tra Termoli e Petacciato. Da allora, però, non sono emersi sviluppi pubblici sull’esito dell’iniziativa né sono state annunciate nuove soluzioni progettuali.
Con la nuova interrogazione il Partito Democratico chiede alla Giunta regionale di fare il punto sull’intera vicenda. In particolare domanda quale sia lo stato della progettazione, se sia stata individuata una nuova soluzione dopo quelle già respinte, quali siano oggi gli ostacoli tecnici, ambientali e amministrativi ancora da superare e se siano stati avviati confronti con Anas per valutare un tracciato in affiancamento alla Strada statale 16 o altre alternative ritenute praticabili. I consiglieri chiedono inoltre di conoscere i tempi previsti per arrivare al progetto definitivo, quando potranno partire i lavori e se il protrarsi dei ritardi possa mettere a rischio, in tutto o in parte, i finanziamenti destinati al completamento dell’opera.
La richiesta finale riguarda anche le priorità della Regione. Il Pd domanda infatti se la Giunta ritenga strategico completare proprio questo tratto, considerando che rappresenta l’unica interruzione dell’intero tracciato costiero molisano della Ciclovia Adriatica. Un’opera che, una volta conclusa, consentirebbe di unire senza interruzioni la costa molisana alla rete cicloturistica adriatica, eliminando quello che da anni resta il principale “buco” dell’infrastruttura regionale.


