Chiese 200mila euro di risarcimento al Comune di Termoli per aver lavorato troppo poco tempo in Molise: per la Cassazione nulla è dovuto
La Cassazione ribalta le sentenze delle corti territoriali e annulla ogni richiesta di risarcimento danni avanzati da un dirigente proveniente dal Comune di Palermo che lavorò per un anno a Termoli. “Il Comune – spiega l’avvocato Caterina – non deve pagare alcuna somma, ma soprattutto il suo operato era corretto sin dall’inizio”
Il Comune di Termoli non dovrà pagare nemmeno un euro per aver assunto un dirigente esterno dal Comune di Palermo nel 2016. Il ricorso a figure dirigenziali esterne era legittimo e coerente col principio per il quale, se una amministrazione pubblica ha carenza di personale, può chiedere aiuto a terzi. Anche per un solo anno.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione due giorni fa mettendo la parola fine a una vicenda che si trascinava da anni. A raccontarla è l’avvocato Gaetano Caterina che l’Amministrazione Balice l’ha difesa fin dalle prime battute ritenendo ingiusto che il Comune più importante del bassomolise dovesse sborsare un corposo risarcimento al dirigente che dieci anni fa fu assunto per un anno a Termoli e che cinque anni dopo quelle ‘trasferta’ in Molise decise di chiedere 200mila euro di risarcimento ritenendo nullo il termine posto al suo contratto di lavoro. Sostanzialmente sosteneva – cinque anni dopo – di aver lavorato troppo poco tempo in Molise.

Il pronunciamento della Suprema Corte ha ribaltato sentenze precedenti a partire da quella “assolutamente discutibile” del Tribunale di Larino che nel 2021, in prima battuta, diede ragione a questo dirigente condannando il Comune di Termoli al risarcimento del danno calcolato su una presunta durata minima triennale (e non di un anno come invece era stabilito dal contratto) e ammontante a euro 162 mila euro oltre a interessi e spese legali.
Risarcimento ridotto a 100mila euro nel 2023 dalla Corte di Appello.
“Solo il 27 luglio – riferisce l’avvocato Caterina – la Corte di Cassazione, sezione lavoro (ordinanza numero 3254/26) ha posto fine alla vicenda annullando ogni richiesta di risarcimento danni avanzati e riconosciuta dalle corti territoriali, ritenendo non solo che il Comune di Termoli non deve pagare alcuna somma ma soprattutto che l’operato dell’amministrazione Adriatica è risultato corretto sin dall’inizio, in applicazione del principio che per i dirigenti assunti all’esterno della pianta organica comunale è possibile sottoscrivere i contratti di lavoro con una durata inferiore a quella triennale”.
Un principio di diritto particolarmente importante anche per le altre Amministrazioni “in quanto recepisce, non solo quanto sostenuto dal Comune di Termoli sulla corretta interpretazione del Testo unico sul pubblico impiego, ma condivide più recenti sviluppi della corte di legittimità negli ultimi due anni, aprendo di fatto la possibilità per molti enti locali di evitare onerosi cause risarcitorie quando l’ente locale per necessità legata alla carenza di personale far ricorso a figure dirigenziali esterne”.


