Edizione termolese/16
|Al Festival del Sarà Stefano Cappellini presenta il suo ultimo libro. Perché i Rossobruni minacciano la democrazia
Il direttore ad interim del quotidiano la Repubblica presenta “Rossobruni. Quando gli estremi si uniscono per colpire la democrazia”
Cosa succede quando la politica non obbedisce più alla logica destra-sinistra? Quando neofascisti e nostalgici del bolscevismo combattono dalla stessa parte, quella di Putin, nelle trincee del Donbass? Quando militanti storici di sinistra abbracciano politiche draconiane sull’immigrazione o denunciano presunti complotti ebraici con il linguaggio dei loro antagonisti tradizionali? Quando il sovranismo di destra assorbe retoriche anticapitaliste che un tempo erano patrimonio esclusivo dei movimenti operai? Succede il rossobrunismo, il fenomeno che Stefano Cappellini ha scelto come oggetto della propria inchiesta più recente, e che il 19 luglio porterà sul palco di Piazza Duomo Termoli nell’undicesima edizione del Festival del Sarà – Dialoghi sul futuro, aprendo la serata conclusiva nel panel “Sovranità e sovranismi”.
Cappellini, nato a Catania nel 1974, è dal 25 ottobre 2024, appena nominato direttore ad interim del quotidiano la Repubblica, dove osserva da anni le contaminazioni ideologiche che attraversano i movimenti populisti europei con uno sguardo insieme storico e analitico. Il suo “Rossobruni. Quando gli estremi si uniscono per colpire la democrazia” (UTET, 2026), uscito a maggio, è già al centro di un dibattito vivace. Il libro ricostruisce la lunga storia del rossobrunismo: le cui radici affondano nella Francia dell’Ottocento, trovano un interprete emblematico in Benito Mussolini e attraversano due secoli di storia europea fino ad arrivare alla contemporaneità, dove il fenomeno è oggi più visibile che mai. Ma non è soltanto un saggio storico: indaga quella zona grigia di contatto e convergenza tra estremi politici che dovrebbero escludersi a vicenda e che invece finiscono per sovrapporsi, dai nazi-maoisti nell’occupazione della Sapienza nel 1968, alla nuova estrema destra tedesca nata dalle ceneri della DDR, fino alla situazione italiana contemporanea.
La presenza di Cappellini al Festival del Sarà si inscrive perfettamente nel tema dell’edizione. I movimenti rossobruni sono spesso i principali oppositori dell’autonomia strategica europea: sono i più pronti ad abbracciare narrazioni antiatlantiste e filorusse, i più abili a mescolare linguaggi di sinistra e pulsioni di destra per erodere il consenso intorno alle democrazie liberali. La serata del 19 luglio, che dopo Cappellini si aprirà al grande panel sulla sovranità europea su energia, automotive, difesa e spazio, costruisce così un percorso logico preciso: prima capire le forze che minacciano la democrazia dall’interno, poi ragionare su come costruire la sovranità che può difenderla dall’esterno. Un finale di festival che non cerca il conforto ma l’utilità.


