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Camillo Perrella, da 40 anni il liutaio di Bojano. “Nel mio caos ho creato le mie chitarre, una l’ho regalata ad Alex Britti”

Per scovare la sua bottega, tra le abitazioni del centro di Bojano, bisogna guardare e cercare violini e strumenti alle finestre. E in effetti, basta poco per trovarlo: i suoi strumenti in legno appesi aiutano ad individuare il posto in cui crea.

Quando varchi la porta poi, si apre un mondo fatto di legno, attrezzi, macchinari anche abbastanza grandi e poi colle, pialla, strumenti piccoli e grandi, lastre di legno assemblate che stanno per prendere forma.

Camillo perrella liutaio bojano

“Nel mio caos creo le mie chitarre e i miei strumenti”, lo definisce così il suo laboratorio, Camillo Perrella, in piedi mentre in pantaloncini e camicia a maniche corte, in una calda mattina di giugno a Bojano, lavora al suo nuovo strumento.

Chi lo cerca lo trova lì, al tavolo da lavoro dove il legno prende forma e diventa uno strumento musicale dal quale vengono fuori note, suoni e melodie. “Ho iniziato da ragazzino, frequentavo la casa di Giulio e Adriano Oliva, quest’ultimo era diplomato in chitarra e insegnava al Conservatorio, da allora è diventato il mio lavoro, ma ho realizzato tutto da autodidatta“.

Camillo perrella liutaio bojano

Negli anni è stato anche innovatore e sperimentatore, con l’uso di un nuovo elemento per la chitarra, ovvero l’anima: un cilindretto a pressione tra la tavola e il fondo che permette di produrre un suono diverso. “Dopo 32 anni di sperimentazione ho trovato la quadra”.Tra le sue innovazioni anche l’inserimento delle tavole scavate che non si trovano nelle chitarre, ma negli archi.

Quando ha iniziato, 40 anni fa, non c’era nessuno a fare questo lavoro, “ad ogni mostra ho conosciuto ragazzi speranzosi, ma poi sono pochi quelli che continuano a lavorare in questo mondo, io ho lavorato negli anni migliori, ora anche partecipare alle mostre è diventato costoso e ne scelgo poche”.

Camillo perrella liutaio bojano

Con lui il legno di cedro, abete, palissandro, cipresso e acero diventano strumenti e meravigliosi oggetti leggeri e melodiosi, “ogni tipo di legno cambia il suono, lo so perchè lo sento, ma io non ho mai suonato, però riesco anche a sentire se le chitarre che ho costruito sono venute bene o male”.

“Una delle mie chitarre l’ho regalata ad Alex Britti, un bravissimo chitarrista. Sono contento del mio lavoro perchè mi sono divertito”.