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Autovelox, cambia tutto: “In Molise circa 15 apparecchi potrebbero essere spenti”. Il Comitato Pro Trignina prepara l’accesso agli atti

Il decreto del Ministero entra in vigore e introduce finalmente le regole sull’omologazione. Antonio Turdò: “Verificheremo quali dispositivi non sono conformi”. Ma resta aperto il nodo dei ricorsi dopo le sentenze della Cassazione.

Per anni è stato uno dei temi più controversi del Codice della strada, tra ricorsi, sentenze della Cassazione e polemiche sulle multe elevate da apparecchi ritenuti non conformi. Da oggi cambia il quadro normativo: è entrato infatti in vigore il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che disciplina, per la prima volta, le procedure di omologazione, taratura e verifica degli autovelox, colmando un vuoto normativo che durava dal 1992.

Secondo il Ministero, circa 3.150 dispositivi già installati potranno continuare a essere utilizzati perché appartenenti ai modelli che il decreto considera automaticamente omologati, mentre per altri 850 sarà necessario completare il nuovo iter previsto dalla normativa prima di poter tornare a rilevare le infrazioni.

La novità riguarda anche il Molise. Secondo Antonio Turdò, presidente del Comitato Pro Trignina, da anni impegnato nell’assistenza agli automobilisti che contestano sanzioni elevate da autovelox ritenuti irregolari, sarebbero circa quindici, sui venticinque rilevatori censiti in regione tra postazioni fisse e mobili, quelli che potrebbero non rientrare tra i dispositivi automaticamente omologati.

turdò trignina

“Il decreto non specifica quali siano concretamente gli autovelox interessati – spiega Turdò –. Per questo presenterò un accesso agli atti alla luce del nuovo provvedimento, così da verificare quali dispositivi risultino effettivamente conformi. Anche sulla base dei ricorsi già vinti negli ultimi anni riteniamo di poter ricavare indicazioni attendibili sugli apparecchi che potrebbero non rispettare i nuovi criteri”.

Tra le postazioni che, secondo le valutazioni del Comitato, meritano una verifica figurano quelle di Bojano, Pettoranello del Molise, Rocchetta a Volturno, Macchia d’Isernia, Rionero Sannitico e Castropignano. Si tratta però di una ricostruzione del Comitato che dovrà essere confrontata con la documentazione ufficiale relativa ai modelli installati nei singoli Comuni.

Autovelox Castropignano

Il decreto nasce proprio per cercare di mettere ordine in una materia che negli ultimi anni ha alimentato migliaia di ricorsi in tutta Italia. Il Codice della strada richiede infatti l’omologazione degli autovelox fin dal 1992, ma la relativa procedura non era mai stata disciplinata. Per questo motivo il Ministero aveva rilasciato nel tempo soltanto provvedimenti di approvazione. Dal 2024 la Corte di Cassazione ha però ribadito, con numerose pronunce, che approvazione e omologazione non sono la stessa cosa, aprendo la strada all’annullamento di molte sanzioni.

Il nuovo decreto prova a superare questo impasse individuando i prototipi che vengono considerati automaticamente omologati e fissando regole precise anche per la taratura periodica e le verifiche di funzionalità dei dispositivi.

Non tutti, però, ritengono che il contenzioso sia destinato a chiudersi. Diverse associazioni annunciano infatti nuovi ricorsi sostenendo che un decreto ministeriale non possa superare quanto previsto dal Codice della strada e dall’orientamento espresso finora dalla Cassazione. Anche per questo il Comitato Pro Trignina annuncia ulteriori iniziative per verificare la posizione dei singoli apparecchi presenti sul territorio molisano.

In Basso Molise, intanto, resta il precedente dell’autovelox installato a San Martino in Pensilis sulla Statale 87. Il dispositivo T-Exspeed era già finito al centro dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Cosenza sulla presunta mancata omologazione di alcuni rilevatori utilizzati in diverse regioni italiane, vicenda che aveva riacceso il dibattito sulla validità delle sanzioni elevate anche in Molise.