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Esposto all’Anac, Petacciato revoca la gara da 2 milioni per l’illuminazione. La minoranza: “Silenzio complice del Comune”
foto d'archivio

Il Comune di Petacciato ha revocato in autotutela la delibera per il progetto da quasi 2 milioni di euro per la riqualificazione dell’illuminazione pubblica, pochi giorni dopo la richiesta di informazioni inviata dall’Autorità nazionale anticorruzione nell’ambito dell’esposto presentato dalla minoranza. Nella determina di revoca, però, il Comune motiva la decisione con la necessità di adeguarsi a una recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea sul diritto di prelazione nel project financing, senza fare riferimento alla richiesta dell’Anac. Su questa circostanza interviene ora il gruppo consiliare “Petacciato in Buone Mani”, formato dagli esponenti di minoranza Federica Capodaglio, Giuseppe Greco, Lucia Marchesani, Ida Romandino ed Egidio Di Lena, che parla di “silenzio istituzionale” e chiede alla Giunta di revocare anche la delibera con cui era stato dichiarato il pubblico interesse dell’intervento.

L’intera vicenda nasce dall’esposto presentato nelle scorse settimane dai consiglieri di opposizione all’Anac e alla Corte dei conti contro il progetto di gestione, manutenzione e riqualificazione energetica dell’illuminazione pubblica. L’Autorità ha quindi aperto il fascicolo 3582/2026 chiedendo al Comune una relazione e la documentazione relativa alla procedura, rilevando che “dalla documentazione in atti appare” che, nell’ambito della concessione ventennale, “non vi sia un reale trasferimento del rischio operativo in capo al promotore“. Si tratta di uno degli elementi caratterizzanti del project financing, sul quale l’Anac ha ritenuto necessario acquisire chiarimenti prima di completare le proprie verifiche.

Tre giorni dopo, il 25 giugno, il responsabile del Servizio tecnico ha disposto la revoca in autotutela della gara. Nel provvedimento l’amministrazione richiama esclusivamente la recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea che ha dichiarato incompatibile con i principi comunitari il diritto di prelazione riconosciuto al promotore nel project financing. Secondo il Comune, mantenere la procedura nelle condizioni originarie avrebbe potuto determinare profili di incertezza applicativa e contenzioso, rendendo quindi necessario annullare la gara e riservarsi la possibilità di pubblicarne una nuova conforme al quadro normativo.

Una spiegazione che però non convince la minoranza. Nel nuovo comunicato diffuso in queste ore il gruppo sostiene che l’intervento dell’Anac “non è un semplice passaggio burocratico, ma una vera e propria picconata alle fondamenta dell’operazione voluta dalla maggioranza“. I consiglieri evidenziano che l’Autorità ha rilevato come dagli atti “risulta l’assoluta assenza di un reale trasferimento del rischio operativo in capo al promotore privato” e sostengono che “qualunque amministrazione trasparente avrebbe fatto tabula rasa”. Secondo l’opposizione, invece, “a Petacciato si è scelto di fuggire revocando la gara in fretta e furia“.

La contestazione politica si concentra soprattutto sul fatto che, nonostante l’annullamento della procedura, resta in vigore la delibera di Giunta numero 139 del 3 novembre 2025, con la quale era stato dichiarato il pubblico interesse della proposta presentata dalla società promotrice. “Tecnicamente la procedura è morta, ma politicamente l’impianto resta blindato“, afferma il gruppo, secondo cui la mancata revoca di quell’atto consentirebbe di riproporre in futuro il medesimo schema progettuale. Da qui la domanda rivolta all’amministrazione: “Chi ha davvero interesse a portare a termine questa operazione a tutti i costi?“.

La minoranza torna inoltre sulle contestazioni economiche già contenute nell’esposto, ribadendo le proprie critiche al piano economico-finanziario della concessione e ai rendimenti previsti per il promotore privato. L’opposizione sostiene che l’amministrazione continui a considerare di pubblico interesse un’operazione che, secondo i consiglieri, favorirebbe il concessionario a discapito delle casse comunali.

Infine l’affondo sulla gestione della vicenda. L’opposizione parla di “silenzio complice del Comune” e sostiene che la richiesta di informazioni dell’Anac sarebbe stata tenuta fuori dalla determina di revoca. “Hanno provato a salvare la faccia fuggendo prima che scadesse il termine per rispondere all’Anti Corruzione”, scrive il gruppo consiliare, annunciando che proseguirà l’attività di controllo affinché, a suo giudizio, il progetto non venga riproposto senza un ripensamento complessivo.