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Al Festival del Sarà Raffaele Mauro: la space economy come infrastruttura del potere europeo

Lo spazio non è più un dominio riservato alle agenzie governative e agli astronauti nei documentari. È diventato un’infrastruttura abilitante per le telecomunicazioni, per la difesa, per l’osservazione della Terra, per la gestione del rischio climatico, per le reti energetiche e per la sicurezza delle supply chain globali. Chi lo capisce prima degli altri e investe in quella direzione acquisisce un vantaggio competitivo e strategico difficilmente recuperabile. Raffaele Mauro è tra i pochi in Italia ad avere trasformato questa consapevolezza in un fondo di investimento concreto e operativo e il 19 luglio la porterà al panel “Sovranità europea: energia, automotive, difesa, spazio” dell’undicesima edizione del Festival del Sarà – Dialoghi sul futuro a Termoli.

Co-fondatore e General Partner di Primo Space, fondo di venture capital specializzato nella new space economy e nelle tecnologie correlate, Mauro ha conseguito l’MPA ad Harvard con specializzazione in finanza internazionale, il dottorato di ricerca in Bocconi e il GSP alla Singularity University nel campus NASA Ames. È membro della Kauffman Society of Fellows, fa parte del network “Young European Leaders 40under40” e del gruppo Future Leaders dell’ISPI. Prima di Primo Space è stato Managing Director di Endeavor Italia, l’organizzazione internazionale che supporta le imprese ad alta crescita su scala globale. Un percorso che unisce rigore accademico, capacità di investimento e visione strategica in modo non comune nel panorama italiano.

La sua analisi sulla space economy europea è lucida e non indulgente: lo spazio non è più un settore verticale ma un punto di convergenza tra deep tech, dati, industria e capitale, diventato infrastruttura abilitante per molteplici settori economici e di sicurezza. Secondo il recente Osservatorio Space Economy del Politecnico di Milano, nel 2025 il mercato italiano dei servizi di Osservazione della Terra ha raggiunto i 340 milioni di euro, in crescita del 17% sul 2024: numeri che raccontano di una traiettoria che non è più una scommessa ma una realtà industriale. In un momento in cui l’Europa ridiscute la propria autonomia orbitale e il programma spaziale diventa esplicitamente questione di sicurezza nazionale, la presenza di Mauro al Festival del Sarà porta nel dibattito una voce capace di connettere il piano finanziario a quello geopolitico, dimostrando che investire nello spazio non è visionarietà ma politica industriale concreta.