Logo
Al Festival del Sarà Gianluca Ansalone: tra geopolitica del farmaco e sovranità europea

La sovranità europea non è solo una questione di armi, di chip o di piattaforme digitali. Riguarda anche i farmaci, le catene di fornitura dei principi attivi, la dipendenza produttiva dall’Asia che la pandemia ha reso visibile in modo doloroso e che il dibattito strategico fatica ancora ad affrontare con la stessa urgenza riservata alla difesa militare. Gianluca Ansalone porta questa prospettiva spesso trascurata nel panel “Sovranità europea: energia, automotive, difesa, spazio” del 19 luglio nell’undicesima edizione del Festival del Sarà – Dialoghi sul futuro a Termoli.

Attualmente Head of Public Affairs & Sustainability in Novartis Italia, Ansalone è docente di Geopolitica, Strategia e Public Affairs presso l’Università di Roma Tor Vergata, il Campus Biomedico di Roma. Ha ricoperto incarichi istituzionali di rilievo: ha lavorato presso la Presidenza della Repubblica, il Senato della Repubblica e la Presidenza del Consiglio dei Ministri, e in passato ha svolto attività come International Affairs Manager in Finmeccanica, il gruppo oggi confluito in Leonardo. Un percorso che attraversa difesa, istituzioni e industria farmaceutica con una visione unitaria del concetto di interesse nazionale e di cosa significhi tutelare la capacità produttiva strategica di un Paese.

Scrive regolarmente su Affari Internazionali e su Riparte l’Italia, piattaforma con cui il Festival del Sarà ha un rapporto di lunga collaborazione. La sua ultima pubblicazione, “Estremi. Il mondo in bilico tra caos e polarizzazione”, presentata a maggio 2026, approfondisce la stagione di polarizzazione geopolitica in cui ci troviamo. La sua presenza a Termoli non è casuale: è l’espressione di un ecosistema di analisi strategica che il Festival ha contribuito a costruire nel tempo, convocando nel corso delle edizioni figure che tengono insieme la dimensione accademica, quella istituzionale e quella industriale. Portare al tavolo della sovranità europea anche la voce di chi lavora nella filiera farmaceutica è esattamente il tipo di allargamento dello sguardo che il Festival del Sarà ha sempre cercato di fare.